Rifiuti nel teramano, la Provincia punta sull’autogestione. Tracciato un piano d’azione con i Consorzi

L’autosufficienza nella gestione dei rifiuti. Questo “l’imperativo” della Provincia di Teramo che oggi ha riunito i Consorzi e le società di gestione: “Dobbiamo chiudere la fase della diffidenza e della mancanza di solidarietà fra Consorzi e Comuni che ci ha caratterizzato fino ad oggi e che ci ha portato ad un passo dl finire come Napoli ed aprirne una completamente nuova” ha affermato il Presidente affiancato dall’assessore provinciale all’ambiente Francesco Marconi; poi, ha sottolineato: “Entro marzo tutte le competenze sui rifiuti torneranno alla Provincia (oggi sono ancora in capo all’ATO unico, l’AdaTe ndr) e se non decidete voi sarò io a farlo”. Le questioni sul tavolo: trattamento e smaltimento dei rifiuti, abbassamento dei costi del servizio, realizzazione della discarica provinciale, la chiusura dei “cancelli” a Cerratina: come dire, l’emergenza e la prospettiva.  Alla riunione sono intervenuti anche i consiglieri provinciali Enrico Mazzarelli e Raimondo Micheli, rispettivamente segretario generale della Presidenza della Regione e presidente della Team. Concretamente, sono stati individuati alcuni passaggi chiave. Cirsu e Team possono trattare i rifiuti di tutta la provincia e i rifiuti trattati (codice 191212) possono essere smaltiti fuori regione senza alcuna autorizzazione superando questo momento di emergenza che “obbliga” i Comuni teramani a rivolgersi a Cerratina e Casoni, dove, fra l’altro, da gennaio scatterà un nuovo aumento di 30 centesimi al quintale. Piuttosto che essere concorrenziali i Consorzi teramani devono diventare integrati in maniera da rendere economicamente sostenibili le attività di ognuno. La discarica del Cirsu, cosiddetta Grasciano2,  potrebbe diventare la discarica consortile di tutti i Comuni ma devono essere fornite garanzie rispetto a Piano industriale e proprietà.  Durante la riunione c’è anche chi ha proposto che la discarica diventi di proprietà di tutti e 47 i Comuni teramani. La discarica consortile del Piomba-Fino può accogliere circa 90 mila metri cubi di rifiuti. Potrebbe essere la soluzione intermedia – al massimo due anni – mentre si realizza quella provinciale. Per riaprire quella di Tortoreto, soluzione  intermedia ottimale, occorre un investimento di circa 2 milioni di euro che oggi non è coperto. Enrico Mazzarelli, segretario della Presidenza della Regione, si è detto possibilista sul fatto che i problemi che hanno determinato la decisione di chiudere le porte di Cerratina ai rifiuti di fuori provincia possano essere risolti in queste ore anche se, ha specificato: “sono ragioni comprensibilissime”. “Le discariche provinciali potrebbero essere anche due – ha affermato Catarra – se mettiamo insieme le volumetrie di Tortoreto, Atri e Notaresco superiamo il milione. Non è questo il punto. E’ arrivato il momento che la politica faccia un passo indietro e lasci spazio ai professionisti. Presto, entro lunedì o martedì, i tecnici dei Consorzi teramani torneranno a riunirsi per tradurre in atti e azioni concrete quanto ci siamo detti stamattina. Io farò i passaggi istituzionali con i Sindaci ma le decisioni da assumere non sono più rinviabili: come Provincia siamo determinati ad arrivare all’autosufficienza del trattamento e dello smaltimento entro breve tempo e nel giro di qualche settimana deve essere pronto quello che potrebbe essere definito come una sorta di “piano industriale” condiviso da tutti i Consorzi e quindi da tutti i Comuni”.