La Serfina presenta piano per la reindustrializzazione del sito di Lanciano della Pierburg Pump Technology Italia Spa

E’ stato presentato oggi alle parti sociali il piano per la reindustrializzazione del sito di Lanciano della Pierburg Pump Technology Italia Spa da parte di Serfina Srl, presso la sede della Confindustria di Chieti, presenti le Rsu Aziendali e le segreterie provinciali di Fim, Fiom, Uilm. AvionTech, è il nome della nuova società che farà riferimento interamente ai sig.ri Puglisi e Orlandi, è frutto del progetto di Serfina Srl teso alla ottimizzazione delle risorse e qualità tipiche del sito per un risultato che consentisse pari livello occupazionale e opportunità imprenditoriale. Questo in un contesto attuale caratterizzato da eccesso di capacità produttiva e personale. Il modello economico intrapreso è quello di produzioni di minore serie, con conseguente maggior impiego di dipendenti e loro relativa migliore specializzazione, senza perdita di marginalità per il maggior valore del prodotto singolarmente. AvionTech sarà orientata alla produzione di “piccole serie” tipiche della produzione di componentistica Aeronautica e della componentistica Automotive Aftermarket. L’implementazione delle nuove aree di business prevede un periodo di formazione del personale in essere durante il quale la produzione Aftermarket sarà tuttavia continuata, non sono previsti casi di fermi di produzione o attività. Serfina Srl è società che fa capo a Filippo Puglisi e Sergio Orlandi senza interessi di terzi (vedi omonimie anche locali). Alla fine dell’incontro Sergio Orlandi ha dichiarato: “Abbiamo presentato un buon piano industriale che consente la salvaguardia dell’occupazione con la contestuale riqualificazione e formazione del personale stesso. Io e Puglisi ci impegneremo personalmente a far si che il piano sia implementato velocemente e in questo coinvolgiamo tutte le parti sociali e ci auspichiamo il loro aiuto. Adesso dobbiamo impegnarci tutti insieme al successo del piano e lavorare per realizzare questa che è una grande opportunità per tutti”. Le Organizzazioni Sindacali si sono riservate di esprimere un giudizio solo dopo l’illustrazione dettagliata del piano industriale per cui le parti si sono aggiornate al 16 dicembre prossimo.

Manifestazione della Uil a Pescara

In piazza Unione, sotto la sede del Consiglio Regionale, si sono ritrovate le rappresentanze delle realtà in crisi e delle aziende che stanno riprendendosi. “L’Abruzzo è la settima regione industriale d’Italia: non basta l’industria per il rilancio dell’Abruzzo, ma non si può prescindere dall’industria, anche per far crescere un moderno settore terziario avanzato. Bisogna affrontare le crisi industriali (aziendali, settoriali e  territoriali) e bisogna avere una politica industriale regionale per valorizzare le eccellenze: radicare i grandi gruppi industriali presenti in Abruzzo e favorire l’alleanza tra la grande e la piccola impresa, anche per allargare gli orizzonti delle Piccole e Medie Imprese – hanno sottolineato i rappresentanti della Uil che hanno organizzato la manifestazione. “Dei tanti problemi che l’Abruzzo ha, il lavoro deve essere considerato il primo e più importante. La differenza maggiore tra la recessione 2002-2004 e quella attuale, cominciata nel 2008, è che oggi il tasso di disoccupazione è tornato sopra la media nazionale. Nel 2009, l’Italia ha perso l’1,6% dei posti di lavoro, l’Abruzzo il 4,6%. Nel triennio 2008-2010, sono venuti a mancare in Abruzzo 33.000 posti di lavoro. Oltre 12.000 lavoratori sono in cassa integrazione”. La Uil Abruzzo ha monitorato 54 crisi, in aziende che occupano complessivamente 9.449 lavoratori. Ben 4.834 posti, più del 51%, sono a rischio o già perduti. A questi dati vanno aggiunti quelli dell’edilizia, che solo a Pescara vedono circa 1.200 posti a rischio tra Cassa Edile ed Edilcassa. Le crisi appartengono ad almeno tre tipologie diverse: gli strascichi delle vecchie crisi di deindustrializzazione, in diversi casi frutto di scelte sbagliate di politica industriale nazionale, che hanno colpito L’Aquila, la Valle Peligna, la Val Pescara; le crisi da delocalizzazione e globalizzazione, che hanno colpito soprattutto il tessile-abbigliamento e Teramo, già diversi anni prima dell’attuale crisi); le crisi derivate dal crollo della domanda, conseguenza della crisi mondiale in corso, prima finanziaria e poi generale: ha colpito soprattutto alcuni settori, come l’auto, ma ha anche aggravato molte crisi pre-esistenti. “Da qualche mese, registriamo i primi segnali positivi di ripresa- ha detto Roberto Campo, segretario regionale del sindacato (foto a sinistra) -, soprattutto in parte della grande industria esportatrice (vedi Sevel). Ciò non ci deve però indurre a superficiali ottimismi perché ancora non torniamo ai livelli pre-crisi, né possiamo dimenticare che dal 2000 convivono in Abruzzo ottime prestazioni della grande impresa esportatrice e una situazione economica complessiva di stagnazione, quando non di recessione. In Abruzzo si è, inoltre, ridotto il tasso di occupazione e di attività. La dimensione acuta del problema occupazionale dell’Abruzzo è, dunque, almeno tra i 45.000 e i 50.000 posti di lavoro, tra mancanti, perduti e a rischio”. E’ stata chiesta l’istituzione immediata di una Tavolo Regionale Anti-Crisi, congiunto tra gli Assessorati alle Attività Produttive e al Lavoro, per porre fine al mancato governo delle crisi industriali e tenere insieme ammortizzatori sociali, Formazione, politiche attive del lavoro e politica industriale. Inoltre, lo sblocco delle risorse nazionali per lo sviluppo (FAS, MASTER PLAN, ZONA FRANCA, INFRASTRUTTURE), il recupero di un’unitarietà della programmazione, la fine del conflitto tra ricostruzione e sviluppo, il ripristino dell’aggiuntività delle risorse della programmazione 2007-2013, la correzione dell’eccessiva frammentazione degli interventi. È tanto che ne parliamo, ora è necessario agire, a partire da una richiesta d’incontro con il Governo, con il coinvolgimento delle Istituzioni regionali, l’unità delle forze politiche regionali e la partecipazione delle parti sociali, che chiediamo che il Presidente Chiodi faccia partire quanto prima.

Il monitoraggio sistematico, condiviso dal Governo regionale con le parti sociali, sulla spesa dei Fondi Strutturali 2007-2013. L’avvio del confronto tra la Regione e i grandi gruppi, a cominciare da Fiat/Sevel, Finmeccanica (Thales Alenia Space, Selex Com, Telespazio), Micron, per un potenziamento dei loro investimenti e dei loro indotti in Abruzzo. Con Fiat va affrontato quanto prima il tema delle ricadute positive sull’Abruzzo di Fabbrica Italia, a partire dalla Magneti Marelli di Sulmona. Oltre a questi colossi, l’Abruzzo dispone di un numero significativo di grandi imprese, come FATER, DAYCO, PILKINGTON, HONDA, BRIONI, DELVERDE, DE CECCO, TOTO, WALTER TOSTO, etc, da considerare risorse preziose da consolidare e con cui costruire ulteriori sviluppi. Per impostare la politica industriale regionale, è però indispensabile sbloccare le risorse nazionali per lo sviluppo, per finanziare i programmi per Automotive, Agro-Alimentare, ICT, Chimica, Bonifiche Industriali, Edilizia Sostenibile, Energie Rinnovabili, etc.  Politiche coordinate e con obbiettivi precisi per le aree di crisi: Valle Peligna e Abruzzo Interno; area del cratere sismico; Val Vibrata; Val Pescara/Chieti Scalo-Bussi: anche queste politiche richiedono lo sblocco di Master Plan e FAS. Un pacchetto-Lavoro, di incentivo all’occupazione stabile (secondo il modello positivo del programma dell’Assessorato al Lavoro “Lavorare in Abruzzo”, potenziandolo anche utilizzando ulteriori risorse da FSE e – una volta sbloccato – FAS) e di riduzione del divario tra domanda e offerta di lavoro, affidando alle parti sociali il monitoraggio della nuova domanda di lavoro e realizzando tempestivamente una Formazione adeguata. Chiediamo alle Istituzioni, alla Giunta Regionale, al Consiglio Regionale, che si produca uno sforzo unitario per indurre il Governo Nazionale a rispondere positivamente alle istanze della VERTENZA ABRUZZO e ci sia un’azione incisiva a livello regionale di sostegno allo sviluppo, come chiesto da tutte le parti sociali, organizzazioni rappresentative del Lavoro e dell’Impresa. Apprezziamo l’impegno assicurato dal segretario nazionale PD Bersani sui temi della Vertenza Abruzzo e la proposta fatta dal Presidente Chiodi di lavorare per un Patto Sociale, che può essere un’occasione importante, ma non può basarsi solo sulla lotta al debito, ma avere chiari e forti obbiettivi di sviluppo e occupazione. Al termine della manifestazione, una delegazione è stata ricevuta dal Presidente del Consiglio Regionale, Nazario Pagano; dal Vice-Presidente Giovanni D’Amico e dal delegato del Vice-Presidente Giorgio De Matteis, Dott. Graziano Marino. Il Presidente Pagano, con il consenso dei Vice-Presidenti, ha assicurato il suo impegno per organizzare a breve  un incontro tra la Uil Abruzzo e tutti i capi-gruppo al Consiglio Regionale.

“Le eccellenze d’Abruzzo in un convegno su giovani e bere consapevole”

Venerdì 3 dicembre 2010 dalle ore 16:30 presso il Romantik Sporting Hotel Villa Maria di Francavilla (Ch), l’ AIS , Associazione Italiana Sommelier ha organizzato il convegno “Progetto Vino e Giovani” per affrontare il tema dell’uso quotidiano e consapevole del vino, soprattutto da parte dei ragazzi. In collaborazione con l’Università “La Sapienza” di Roma e l’Università “G. D’Annunzio” di Chieti verrà analizzato il consumo di alcolici, ed in particolare di vino, sotto diversi punti di vista. In quest’occasione verrà presentata anche la nuova Guida DUEMILAVINI 2011 con l’attenzione rivolta ai grandi vini d’Abruzzo, ed in particolare, ai “5 Grappoli”. All’evento, moderato da Stanislao Liberatore, interverranno il presidente dell’AIS Abruzzo, Gaudenzio D’Angelo, il presidente dell’AIS Nazionale, Antonello Maietta, ed il consigliere dell’ AIS Nazionale, Luca Panunzio. Tra i relatori i proff. Ferdinando Romano, docente presso “La Sapienza” di Roma e Tommaso Staniscia docente della “D’Annunzio” di Chieti. Tra i saluti iniziali, l’Assessore alle Politiche Agricole della Regione Abruzzo, Mauro Febbo. La conclusione dei lavori verrà affidata al senatore Fabrizio Di Stefano.