Sanità, sul nuovo buco da 300 milioni di euro interrogazione di Mascitelli (IdV)

Alfonso Mascitelli, senatore e segretario regionale dell’IdV abruzzese, nonché capogruppo in commissione bilancio a Palazzo Madama, presenterà un’interrogazione parlamentare ai Ministri dell’Economia e della Sanità, chiedendo che venga fatta chiarezza sui numeri del deficit sanitario regionale. L’iniziativa, dopo la notizia di un altro buco nel debito della sanità regionale di 300 milioni di euro. Un balletto di cifre sul piano di rientro sanitario, che sta mettendo a rischio per la regione Abruzzo l’attribuzione delle risorse finanziarie aggiuntive legate al fondo sanitario nazionale. “E’ gravissimo che nella nostra regione si faccia della disinformazione e della mancanza di trasparenza gli strumenti per trasformare una gestione commissariale, vincolata da disposizioni di legge e limiti di mandato, in una conduzione solitaria, personalizzata e monocratica di un settore così delicato e complesso della vita dei cittadini”. “Il problema per l’Abruzzo – spiega Mascitelli – è che il commissario Chiodi avrebbe dovuto provvedere entro il mese di giugno, in conformità del decreto legge n. 78, alla conclusione della procedura di ricognizione dei debiti, predisponendo un piano che individui modalità e tempi di pagamento. Nulla di tutto questo è stato fatto. Ad oggi le cifre dei nostri deficit sanitari sono sconosciute o quantomeno incerte e contraddittorie, tra quanto dichiara Chiodi in Abruzzo, e quanto dice la Baraldi a Roma, mettendo a rischio per la nostra regione, l’attribuzione in via definitiva delle risorse finanziarie legate al fondo sanitario nazionale. Inoltre – dice sempre Mascitelli – la legge di stabilità, la vecchia finanziaria alla quale daremo il nostro voto contrario, al comma 50 prevede che la copertura del disavanzo sanitario relativo all’esercizio dell’anno 2010 avverrà mediante risorse di bilancio regionale sottratte ovviamente ad altri capitoli e da adottare entro fine anno”.

Più duro il consigliere regionale del Partito Democratico, Franco Caramanico (foto a destra), che bolla le dichiarazioni del governatore Gianni Chiodi a proposito dei debiti emersi al tavolo di monitoraggio sulla sanità tenutosi al Ministero dell’economia a Roma come “mistificazioni e bugie”. Per Caramanico “Chiodi farebbe meglio a mostrare le carte e a dire la verità sui reali responsabili di questo disavanzo che non può essere imputato alla gestione di centro sinistra. Vorrei ricordare al Presidente della Regione che l’azione di risanamento è iniziata proprio con la giunta Del Turco e con l’approvazione del Piano di Rientro. Grazie agli interventi fatti in materia sanitaria dal centro sinistra, la Regione Abruzzo – afferma Caramanico – è riuscita a ridurre il deficit annuale che nel 2005 ammontava a 469 milioni di euro a 394 milioni di euro nel 2006, a 164 nel 2007 a 164 nel 2007, a 106 nel 2008, a 80 nel 2009. Sono dati incontrovertibili che hanno comportato l’apprezzamento per la Regione Abruzzo da parte del Ministero. Nel 2010 registriamo invece un’inversione di tendenza, con un aumento pari a 68,9 milioni di euro, frutto della gestione del Commissario Chiodi. E d’altra parte, se Chiodi ritiene di poterci smentire, lo invito a farlo in un confronto pubblico dove, dati alla mano possiamo valutare quello che e’ stato fatto dalla giunta Del Turco e quello che e’ stato fatto dalla giunta Pace. Invece che insistere con le menzogne – aggiunge il consigliere regionale – Chiodi farebbe meglio a sollecitare le Asl a completare la certificazione dei debiti e ad accelerare sulla rendicontazione. Ma evidentemente è più comodo scaricare le responsabilità sugli altri piuttosto che assumersele”.

Sulla questione anche la Uil. “Se le indiscrezioni trapelate sugli esiti del tavolo di monitoraggio nazionale sui conti della Sanità abruzzese saranno confermate, abbiamo davanti un quadro desolante, che frustra le nostre aspirazioni di tirarci fuori dal disastro dei conti pubblici regionali e dalla crisi. È sconcertante che dopo tanto monitoraggio nazionale e regionale, con ben due piani varati da due Giunte Regionali e dopo due commissari, non abbiamo ancora un censimento definitivo dello stato delle cose, pre-condizione conoscitiva necessaria per risanare, e siamo esposti a sempre nuove scoperte di ulteriori voragini finanziarie. È indispensabile un’operazione verità che certifichi una volta per tutte l’entità, le cause e le responsabilità di questi dissesti. È inoltre necessario aprire il confronto su come pensiamo di affrontare il federalismo incombente, perché è evidente che, al netto dei gravissimi fenomeni di corruzione, una motivazione che è stata alla base, negli anni passati, delle inaccettabili distrazioni di risorse, dal fondo sanitario ad altri impieghi, è la scarsità di risorse proprie della nostra regione e la debolezza delle entrate, un problema strutturale che richiede che inventiamo soluzioni nuove e serie, visto che i trucchetti ci hanno solo affossato. La Sanità nella nostra regione per anni ha ricevuto meno del dovuto e ha speso più del dovuto, una situazione peculiare dell’Abruzzo, che in questo si distingue dalle altre regioni in extra-deficit sanitario, che hanno fatto debiti ma non distrazioni. Le Istituzioni regionali, gli schieramenti politici, il governo regionale e le opposizioni, le parti sociali, tutti devono misurarsi con questi problemi, decisivi per il nostro futuro. C’è ora nuovamente il rischio di dover dirottare un altro pezzo di FAS, dallo sviluppo al tamponamento del deficit, mentre è rimasto sulla carta l’impegno a definire un percorso per ripristinare la quota di FAS già prenotata per la copertura del precedente buco. La Vertenza Abruzzo è attuale quanto mai, e l’incontro con il Governo finalmente chiesto dal Presidente Chiodi è un passaggio cruciale. Tanto più inaccettabile è che le risorse per lo sviluppo che cerchiamo in tutti i modi di rendere disponibili si tramutino in ripiano della spesa corrente. Siamo allo snodo decisivo della vicenda dell’Abruzzo.

“Non appena saranno resi noti i dati sul deficit sanitario regionale, l’opposizione non potrà che chiedere scusa a tutti i cittadini abruzzesi – ha fatto sapere  il presidente della Regione Abruzzo, e Commissario ad acta per la Sanità, Gianni Chiodi, replicando agli attacchi provenienti anche oggi da esponenti del centrosinistra.