D’Amico (PD) chiede impegni della Provincia di Chieti per la Val Sinello

Un incontro a breve nell’area industriale della Valsinello, a Gissi, ove c’è un interessante polo del tessile ed abbigliamento con importanti marchi come la “Golden Lady”, “Canali”, etc. il cui comparto versa in una crisi profonda. E’ quanto chiede il capogruppo del PD in Provincia di Chieti, Camillo D’Amico al presidente Enrico Di Giuseppantonio. La richiesta giunge dopo la riunione nella sala consiliare del comune di Ortona, della “Consulta provinciale dell’economia e del lavoro”, cheha tenuto un importante riunione per una giusta quanto opportuna disamina di merito sulla crisi del locale polo energetico degli idrocarburi che va purtroppo dismettendosi e su una rappresentazione dei progetti d’investimento si vanno palesando sul territorio. “Al di là dell’efficacia dell’incontro e degli spunti di analisi e riflessione che sono emersi, le quali necessitano di ulteriori ed adeguati approfondimenti – dice D’Amico -, è necessario che si continui celermente, con questo metodo di verifica delle problematiche legate all’occupazione ed agli investimenti, svolte in loco. L’itinerante lavoro dell’organismo non è una inutile perdita di tempo ma un efficace ed utile motivo di apprendimento e conoscenza delle tante, troppe criticità presenti nel territorio provinciale ove molte aziende delocalizzano le loro attività ed i lavoratori vivono il futuro in una grande incertezza. La crisi in Valsinello che ha colpito i settori tessile ed abbigliamento è una crisi che colpisce prevalentemente manodopera femminile. Molte lavoratrici hanno già perso il lavoro, molte sono in cassa integrazione guadagni ma stanno per esaurire anche il periodo straordinario e necessiteranno della richiesta per le deroghe specifiche previste dalla normativa. Una situazione drammatica che fa il paio con il comparto metalmeccanico che, in quest’area, rappresentava un importante polo dell’indotto delle più grandi aziende della Val di Sangro e dell’area industriale di San Salvo le quali, nei loro processi di riorganizzazione interne, hanno ridotto il ricorso all’esterno per talune lavorazioni. In questo territorio  insite la turbogas per la quale, onde consentire la piena produzione a regime, ha in itinere un raddoppio della già esistente linea di alta tensione per il trasporto dell’energia prodotta con un forte impatto visivo e strutturale nel territorio ma con scarsissime ricadute positive sul sistema produttivo complessivo”.

Di Giuseppantonio, dal canto, proprio alla luce di quanto emerse nella riunione della Consulta Provinciale dell’Economia e del Lavoro, propone che per superare la crisi in atto un Patto per l’Abruzzo. Il presidente della Provincia chiama a raccolta il mondo della politica, dell’imprenditoria, del sindacato e del sociale “per stringere un patto, un gentlemen’s agreement tra enti, politica, imprenditoria, parti sociali, amministrazioni che possa far giungere ad un accordo concreto per far contare di più tutta la regione Abruzzo su tutti i tavoli nazionali affinché possano investire sulle potenzialità, davvero enormi, presenti nelle nostre realtà. Per far questo, occorre innanzitutto un richiamo forte alla concordia istituzionale per far sì che, marciando tutti insieme verso lo stesso obiettivo, potremo rilanciare il nostro territorio, piagato non solo da una crisi economica, ma anche politica e sociale. Andiamo tutti insieme a Roma a reclamare ciò che ci spetta per l’ammodernamento delle infrastrutture, per il miglioramento della viabilità, per tutelare la qualità dell’ambiente, per sviluppare una nuova industria turistica e per dare sostegno alla piccola e media industria, e più in generale alle attività produttive. Facciamo fronte comune per restituire al nostro territorio il diritto di vedere sviluppate le proprie eccellenze. Già nel dicembre scorso, nel Consiglio provinciale monotematico sulle problematiche del mondo del lavoro, celebrato significativamente ad Atessa e con la presenza di molte presenze istituzionali, della Regione, dei Comuni, dei sindacati, del mondo imprenditoriale, abbiamo preso l’impegno di portare avanti un “patto di solidarietà” con gli altri enti locali, con le imprese e con le parti sociali. Per questo, abbiamo creato la Consulta Provinciale dell’Economia e del Lavoro, seguita poi dal Tavolo permanente sulla Semplificazione, organismi che vedono il coinvolgimento attivo di tutti gli attori sociali del territorio. Ora tali impegni vanno estesi a tutta la regione, coinvolgendo gli altri enti e tutti gli attori istituzionali: uscire dalla crisi si può, ma non con iniziative separate e disarticolate, bensì con una concertazione ed una unità d’intenti che auspico si possa trovare in breve tempo”.

Cgil e Fiom in conferenza stampa per la vertenza Fiat

Sulla vertenza Fiat di questi giorni la Cgil e la Fiom regionali terranno una conferenza stampa lunedì 6 dicembre, alle ore 11, presso la sede della Cgil Abruzzo, in viale Croce, a Pescara. La discussione aperta sui singoli stabilimenti del gruppo non poteva non riguardare anche la fabbrica più importante della nostra regione, la Sevel, sul cui futuro resta da capire il significato e la portata di alcune anticipazioni della società alle organizzazioni sindacali nella discussione prima su Pomigliano e oggi su Mirafiori. D’altra parte resta da comprendere se lo stabilimento di Atessa, dove tra dipendenti e indotto lavorano oltre 10.000 persone, potrà restare fuori dai progetti e dalle novità che riguardano il riassetto del gruppo. E nel caso quali saranno i rischi che Atessa e le altre aziende abruzzesi del settore auto correranno nel prossimo futuro. “Per quanto ci riguarda – dicono i rappresentanti del sindacato – crediamo sia fondamentale informare l’opinione pubblica abruzzese di quel che potrebbe accadere, laddove il peso industriale, occupazionale e reddituale della Sevel – lo ripetiamo – assume un’importanza decisiva non solo per Atessa ma per l’intera regione”.