Pescara-Roma: 19 tifosi arrestati per gli incidenti del dopo gara

Paolo Passamonti, questore di Pescara, lo aveva lasciato intendere: sugli incidenti dell’8 agosto scorso prima e dopo l’amichevole Pescara-Roma, si sarebbe andati fino in fondo. Insomma, tolleranza zero, per dare una risposta seria a chi scambia i campi di calcio in luoghi di guerriglia. E così è stato. Per quei fatti, 19 persone sono agli arresti domiciliari e una finita in carcere. I provvedimenti sono stati disposti dal gip del Tribunale di Pescara, Guido Campli, su richiesta del pm Silvia Santoro, mentre ad eseguirli sono stati questa mattina le questure di Pescara, Roma e Milano. Si tratta di 7 tifosi del Pescara, 11 della Roma e un interista, residente a Milano ma di origine pescarese. Quest’ultimo, un uomo di 41 anni, sarebbe arrivato a Pescara, il giorno della partita, per guidare la tifoseria locale negli scontri contro il giallorossi. Deve rispondere anche di istigazione a delinquere. Lui è l’unico tifoso ad essere rinchiuso in carcere. Oltre ad essere un interista è a capo dei Viking ed è stato già al centro di fatti di cronaca negli anni ’90. Le accuse contestate a tutti sono di resistenza a pubblico ufficiale aggravata e in concorso e violazione della legge sugli stadi. Subito dopo l’incontro furono emessi 22 provvedimenti di Daspo. Incidenti organizzati al meglio, secondo la polizia, prova ne è che molti tifosi giunsero da Roma a Pescara, sparpagliati, con i caschi e i sanpietrini. Una prova di forza per tastare le capacità delle forze dell’ordine. Una sfida, finita con atti di vandalismo e violenza gratuita. Oggi, il cerchio si è chiuso. Alla identificazione dei 19 e al ruolo avuto negli incidenti si è risaliti attraverso l’esame delle immagini registrate dall’impianto di videosorveglianza dello stadio e i filmati realizzati dalla Scientifica nell’immediatezza dei fatti. Ad alcuni degli arrestati sono stati contestati anche i reati di “travisamento e possesso di oggetti atti ad offendere in occasione di manifestazioni sportive”.

“L’attenzione e la determinazione delle forze dell’ordine a contrastare gli illeciti anche in ambito calcistico rappresentano una priorità per garantire le migliori condizioni di vivibilità degli impianti e proseguire nella politica della disponibilità nei confronti dei veri tifosi che vivono gli stadi come momenti di spettacolo e di divertimento all’insegna della correttezza – ha detto Passamonti in conferenza stampa (foto a destra)-. Quella fu una serata terribile a causa degli incidenti che si sono verificati lontano dallo stadio, prima e dopo l’amichevole Pescara-Roma (14mila spettatori presenti, di cui 1.600 romanisti, e 250 uomini delle forze dell’ordine schierate) e, probabilmente, sarebbe stato opportuno non giocare la gara”.

La ricostruzione fatta ha permesso di dividere gli incidenti in due momenti. Il primo contatto avvenne prima dell’inizio della gara, intorno alle 20, quando un gruppo di tifosi della Roma, non seguendo le indicazioni della questura di Pescara sui parcheggi di scambio e sulle modalità di arrivo allo stadio, lasciò in sosta i veicoli in una delle aree frequentate dalla tifoseria locale, per poi dirigersi verso alcuni gruppi di supporter pescaresi armati di bastoni, cinghie e bottiglie. L’immediato intervento delle forze dell’ordine evitò che il contatto potesse degenerare. Un secondo momento critico si verificò intorno alle 23, dopo la fine dell’incontro, facendo registrare tre feriti tra le tifoserie (tra cui due supporter del Pescara e uno della Roma) e cinque tra le forze dell’ordine. Tra questi, il dirigente della squadra volante di Pescara, Alessandro Di Blasio, raggiunto da una bottiglia sulla fronte.