Operazione dei carabinieri di Lanciano: 2 arresti e numerose denunce

Fine settimana e ponte dell’Immacolata all’insegna dei controlli da parte dei Carabinieri della Compagnia di Lanciano. Il bilancio è di due arresti e numerose denunce. L’operazione condotta ha riguardato il contrasto ai reati contro il patrimonio, gli stupefacenti e la guida in stato di ebbrezza. Gli uomini della radiomobile, con un massiccio uso dell’apparato etilometrico, hanno operato numerosi controlli sulle principali strade che conducono al centro frentano. Molti sono statti coloro che guidavano in stato di ebbrezza alcolica per i quali è scattata la denuncia. Si tratta di C.M. 19enne; M.P. 38, D.B. I. 30enne, D. B. N. 48enne e A.Z. 35enne, tutti di Lanciano. D.B. M. 29enne di San Vito e A.R. 37enne di Fossacesia sono stati trovati in possesso di un grammo di hascisc e segnalati alla Prefettura di Chieti quali assuntori di stupefacenti. Lo stesso reparto, nel contrasto all’immigrazione clandestina ha tratto in arresto Atewe Morinno 20enne nigeriano, che non aveva ottemperato all’ordine di espulsione del Prefetto di Isernia. Sorpreso a vendere merce per la strada è stato accompagnato in caserma ove è stato arrestato e processato per direttissima. Dopo le formalità è stato espulso di nuovo dal territorio nazionale. I Carabinieri di Castel Frentano hanno tratto in arresto E. G., 31enne del luogo. Lo stesso era da tempo che sottoponeva a continui maltrattamenti i propri familiari che, esasperati, hanno presentato una denuncia. Le indagini hanno dimostrato la pericolosità dell’uomo se continuava a vivere tra le mura domestiche, ciò ha determinato l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in luogo di cura per il soggetto. Così si è impedito che tra le mura domestiche si potesse consumare l’ennesima tragedia. A Lanciano i militari della locale stazione hanno denunciato in stato di libertà L.G. 37enne e D.N. L. 36enne del luogo, per inosservanza dell’obbligo di istruzione dei figli minori. Dagli accertamenti scaturiti da una segnalazione del Dirigente Scolastico, è emerso che gli stessi non inviavano da mesi il loro figlio a scuola perché non voleva studiare.