Di Fonzo al contrattacco: “Ricorrerrò al Tar contro la decisione di Paolini”

Non aveva impresso sul volto l’abituale sorriso, e già questa è una notizia. Donato Di Fonzo, da giovedì scorso sollevato dall’incarico di presidente del Consorzio Fiera Lanciano è passato al contrattacco. Con piglio e decisione, nella conferenza stampa di oggi, ha ribattuto colpo su colpo alle motivazioni per le quali il sindaco di Lanciano, Filippo Paolini, gli ha revocato la nomina. Innanzitutto la mancanza di progettazione, poi il mancato rilancio dell’ente. Insomma, sarebbero venute meno le condizioni per le quali Di Fonzo è stato mandato negli uffici di Località Iconicella. “Il rilancio c’è stato, nonostante mille difficoltà e scarsità di fondi. Il sindaco di Lanciano, a fine mandato, non è l’unico socio e non può decidere solo lui. Il consiglio di amministrazione è rappresentato da altri soci che, nell’agosto scorso, per la seconda volta consecutiva, mi hanno voluto a dirigere Lancianofiera all’unanimità – ha esclamato con vigore Di Fonzo -. Per questa ragione, ritengo che la sfiducia casomai debba essere espressa dal cda e non da Paolini”. Il nodo se il sindaco poteva o meno revocare l’incarico a Di Fonzo (proposto alla presidenza, come detto, dal Comune) sarà sciolto dal Tribunale amministrativo regionale, al quale Di Fonzo intende rivolgersi. Anche se la questione, oggi come oggi, sembra essere più politica, che sull’operato del presidente. Prende sempre più forma quella che, fino a giovedì scorso, sembrava essere solo un’ipotesi: più che Paolini, pare che abbiano trovato strada le volontà di una buona parte del Partito della Libertà di Lanciano di mettere fuorigioco un contendente per la candidatura a sindaco alle prossime amministrative per il centrodestra. Non è certo un mistero che Di Fonzo voglia proporsi e aspetta sempre che il PdL, regionale e provinciale, si pronunci in merito. La concorrenza, però, è forte e agguerrita. “Oggi sarò a Chieti per la convention del partito a sostegno del governo Berlusconi – ha detto Di Fonzo per confermare la sua lealtà al PdL -. Lì spero d’incontrare Paolini e di avere un chiarimento con lui”. Nei fatti, però, la spallata ricevuta spinge Di Fonzo a formalizzare la sua candidatura in una lista civica. Una decisione che, se fosse stata anticipata, non avrebbe offerto il fianco alla revoca del mandato alla Fiera e non avrebbe fatto pensare, ora, a una ‘scesa in campo’ di ripiego. Un’impressione, che lo stesso Di Fonzo chiarisce: “Io sono uno che rispetta le regole e che non si piega a nessuno. La mia storia personale di imprenditore e di amministratore parla per me. Sono stato anche assessore regionale (alle Attività Produttive, ndr) e posso vantarmi di non aver mai ricevuto alcun avviso di garanzia. Ho sempre operato con correttezza. La verità è che sono rimasto con la schiena dritta e ho sempre condiviso con i soci le linee che s’intendevano seguire per la Fiera. Non sono stato io a dire no, nell’agosto scorso, al piano triennale di rilancio dell’ente, sottoscritto da Paolini, che proponeva la figura di un coordinatore (Cesarino Bomba, consigliere comunale e ex segretario generale della Fiera negli anni ’80-’90, ndr) per essere portato avanti. Fu il cda a bocciarla. Eppoi, di quale piano di rilancio stiamo parlando?”.

Lunedì intanto c’è la riunione del consiglio di amministrazione dell’ente fieristico lancianese e si parlerà proprio dei progetti per i prossimi tre anni. Di Fonzo non ci sarà per evitare qualunque imbarazzo ai soci. Ma la situazione si è fatta caotica e rischia di generare confusione. “Tutto a danno di Lancianofiera e di questa città – conclude amareggiato l’ex presidente.

La questione Fiera agita il clima politico. Ieri, l’intervento del candidato sindaco per la Lista Progetto Lanciano, Pino Valente, oggi quella di Gianni Antonacci, coordinatore SEL Lanciano. In una nota afferma che “le ultime notizie sulla bagarre per le nomine dell’Ente Fiera di Lanciano sono il chiaro segno dell’incapacità del centrodestra nel saper amministrare e soprattutto nel saper tutelare il territorio. L’Abruzzo vive un momento difficile, Lanciano è una città addormentata, il centrodestra al posto di rilanciare il buon nome della città attraverso il suo simbolo storico,la fiera, sfrutta l’ente per un regolamento di conti. Chiediamo immediate delucidazioni sui criteri che vengono usati per affrontare le scelte fatte sulla Fiera, e chiediamo che si torni, o si inizi ad avere, un senso di responsabilità morale verso la collettività”.