Ambiente, in Abruzzo si uniscono le forze per salvaguardare la lontra e il lupo

Firma di un protocollo d’intesa oggi tra Corpo Forestale dello Stato, del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, della Riserva Naturale Regionale Lago di Penne, che fanno sistema a favore della lontra, lavorando sinergicamente per la salvaguardia e la conoscenza della specie, continuando a contribuire attivamente alla sua conservazione attraverso la divulgazione, la comunicazione e la ricerca in cattività. L’obiettivo principale del protocollo d’intesa è la gestione comune e condivisa degli animali attualmente ospitati in cattività a Caramanico Terme, Penne e Pescasseroli al fine di: aumentare il numero degli individui in cattività e la fitness della popolazione allevata;  promuovere attività di ricerca per approfondire alcuni aspetti della biologia della specie; favorire azioni in natura tese alla ricolonizzazione naturale dell’Abruzzo; creare conoscenza attraverso programmi di comunicazione, specifici allestimenti museali, immagini uniche (parto, allevamento dei piccoli) su questi animali così elusivi. Per ottenere questi importanti risultati sono state programmate una serie di azioni, quali l’interscambio degli animali ospitati nei 3 centri, la pianificazione di almeno 2 eventi riproduttivi per il 2011, la video-documentazione di tutti i momenti “salienti” (riproduzioni, cure parentali, etc.) ottenuta anche attraverso la collocazione di speciali telecamere all’interno della tana in cui avverranno le nascite, la divulgazione con programmi di lavoro specificatamente rivolti a tutte le scuole abruzzesi, azioni di ricerca sulle vocalizzazioni come strumento di comunicazione utile per lo studio della lontra in natura. Ognuno dei Centri quindi, con le proprie specificità, costituirà una tessera di un puzzle che ha come soggetto la lontra e la sua tutela.

Ma non è l’unica novità in difesa degli animali che vivono nelle riserve e nei parchi abruzzesi. Da oggi, infatti, il Lupo ha un alleato in più. Anzi, una vera e propria rete di alleati fatta di istituzioni, esperti e ricercatori che, per la prima volta, si sono riuniti presso la sede del Parco Nazionale della Majella a Badia Morronese vicino Sulmona per condividere le misure di conservazione e gestione del Lupo nell’Appennino sfruttando l’esperienza acquisita con APE (Appennino Parco d’Europa). Il Network Istituzionale, fa parte del progetto LIFE Wolfnet promosso dal Parco Nazionale della Majella (coordinatore), il Parco Nazionale del Pollino, il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi-Monte Falterona e Campigna, la Provincia dell’Aquila, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Lazio e Toscana e Legambiente. Altri 8 enti pubblici, tra riserve naturali, parchi nazionali e regionali, province appenniniche, hanno cofinanziato il progetto mentre tutte le regioni interessate dalle attività hanno reso il loro supporto istituzionale. “Con la prima riunione del Network – spiega Nicola Cimini, Direttore del Parco Nazionale della Majella – vogliamo gettare le basi per una proficua collaborazione tra tutti i soggetti che da tempo lavorano per la tutela e la gestione del Lupo, che oggi è diventato un simbolo del relazione tra fauna selvatica e uomo, un legame complesso e in continua evoluzione. Condivideremo analisi, metodi e riflessioni per migliorare la gestione di questa specie coinvolgendo gestori e ricercatori in una discussione aperta sulle criticità e sulle prospettive del rapporto tra lupo e attività antropiche”. Il Network mira, infatti, a diffondere le migliori pratiche per la coesistenza cercando di minimizzare il conflitto che spesso si crea tra alcuni esemplari e le attività zootecniche, di prevenire il fenomeno delle mortalità illegali, ridurre i rischi sanitari, gestire l’impatto delle attività antropiche sul ciclo biologico della specie. “Obiettivo più alto del progetto – conclude Cimini – è poi quello di elaborare ed esportare un modello gestionale, sostenibile sul lungo termine e rimodulato sulle caratteristiche territoriali di ciascun ente gestore, all’interno di altre aree protette dell’ Appennino”. Secondo Legambiente il Network è un importante ed ambizioso tentativo di creare un sistema pilota di coordinamento e di sinergia tecnico-istituzionale. Il tavolo di coordinamento permanente infatti è composto da tutti i oggetti coinvolti nel progetto APE – Appennino Parco d’Europa e sottoscrittori della Convenzione degli Appennini. “Mettendoci in rete – ha dichiarato Antonio Nicoletti, responsabile nazionale Aree Protette e Biodiversità di Legambiente – saremo in grado di pianificare ed attuare più facilmente misure coordinate di protezione per il lupo in Appennino in linea anche con le azioni previste dal LIFE, sfruttando le migliori esperienze maturate anche nell’ambito di altri progetti. Il Nework istituzionale assume dunque un ruolo fondamentale per il rilancio dell’esperienza di APE costituendo anche l’occasione per far emergere la straordinaria importanza della realtà naturalistica dell’Appennino, soprattutto in relazione alle ambiziose prospettive di gestione del Lupo”.