Emidio Cipollone: “Sarò vescovo tra la gente”

Da i problemi di carattere sociale, a quelli legati al mondo del lavoro. E ancora: famiglia, libertà di religione, di vita. Sono questi i temi affrontati nella prima conferenza stampa dal nuovo vescovo, Emidio Cipollone, consacrato sabato scorso alla guida della Diocesi Lanciano-Ortona. Tanti gli impegni che lo aspettano, soprattutto una presenza sul territorio, che è al primo posto della sua missione pastorale. Conoscere e farsi conoscere, essere tra la gente e ascoltare. Per questo sarà presto in visita agli ospedali di Lanciano e Ortona e subito dopo alla Casa Circondariale di Villa Stanazzo. Sarà con gli ammalati e i detenuti nei giorni di Natale per portare loro conforto.

Sorridente, don Emilio, forte anche delle sue esperienze maturate tra la Marsica (sua terra natale) e Chieti dove dal 2000 è Direttore Spirituale del Seminario Regionale, lascia da subito intravedere che sarà un arcivescovo che camminerà nei centri della Diocesi. Ha annunciato che il prossimo 23 dicembre, in occasione della tradizionale ricorrenza lancianese della Squilla, che risale al XVII secolo, avrà al suo fianco il suo predecessore, Carlo Ghidelli, vescovo emerito. Insieme, per la prima volta, prenderanno parte alla processione che, da contrada Iconicella, raggiungerà la Basilica della Madonna del Ponte. Un percorso di poco più di 3 chilometri, che segnerà la prima uscita ufficiale da nuovo vescovo, che tornerà quindi a incontrare i fedeli, che lo hanno accolto con particolare affetto.

Nell’incontro con i giornalisti nella sede della Curia Vescovile, ha rivolto le sue attenzioni ai giovani, alla difficile condizione che sono costretti a vivere nella ‘precarietà’. Altrettanta attenzione per i problemi della famiglia che oggi, più che in passato, sono sempre al centro dell’interesse della Chiesa.

Carlo Ghidelli, intanto, resterà a Lanciano fino al 17 gennaio prossimo. Prima di trasferirsi a Milano, festeggerà il decennale del suo episcopato a Ortona (il 15 gennaio) e a Lanciano (il 16).