Carugno (PSI): “Chiodi farebbe bene a dimettersi”

“La cosa più saggia che oggi possa fare Chiodi è quella di dimettersi e riaffidare all’elettorato le scelte sul futuro dell’Abruzzo”.

E’ lapidario il segretario regionale del Partito Socialista Italiano. Massimo Carugno. Una richiesta la sua che viene fuori da constatazioni di carattere politico ma anche pratico, considerando le promesse non mantenute dalla Giunta Chiodi e dagli sviluppi, ancora tutti da scrivere, sulla crisi nel centro destra.

“Se davvero, come sembra sicuro,  la delegazione di Futuro e Libertà dovesse uscire dalla maggioranza che sorregge la Giunta Regionale, il governo Chiodi, già fallimentare per le vicende che hanno coinvolto importanti assessori regionali  e per la, di fatto, immobilista inazione di governo, diventerebbe anche precario, gettando la Regione Abruzzo in una ingovernabilità di fatto. Non è quello che esattamente ci vuole per l’Abruzzo specie in un momento come questo dove una serie di criticità imporrebbero una governabilità stabile e sicura. Dalla ricostruzione de L’Aquila alla crisi economica delle aree interne montane, dal disastro del sistema sanitario ai problemi  della occupazione alla agonia delle piccole imprese, la Regione Abruzzo, come del resto Chiodi e il centrodestra avevano promesso in campagna elettorale,  dovrebbe essere un galeone che naviga conoscendo la rotta, il punto di partenza e quello d’arrivo, sapendo quando si parte, quando si arriva e la durata della cambusa. Oggi invece appare come una bagnarola di cui tutto è incerto compreso per quanto tempo resisterà prima di affondare. Quando la barca affonda la decisione più saggia che il comandante possa prendere è quella di dare l’ordine di abbandonare la nave”.

E sui problemi legati al dopo terremoto nel capoluogo di regione, Carugno fa sentire ancora più forte la sua voce sul decreto mille proroghe, che dal prossimo 1° gennaio metterà i cittadini de L’Aquila, di fronte alla stangata della restituizione del 100% delle imposte sospese per via del sisma.“Spenti i riflettori sul terremoto e passato  il momento in cui era comodo recitare la parte del soccorritore amorevole e del benefattore  Berlusconi ed il suo Governo tolgono la maschera e mostrano il loro vero volto. Il Governo Berlusconi, che a luglio il Governo accolse i manifestanti aquilani, pacifici ed inermi, con le cariche dei celerini, si deve solo  vergognare a confronto con i Governi della tanto deprecata prima  Repubblica, che gestirono molto meglio gli eventi sismici dell’Umbria e dell’ Irpinia”.