Continuava a perseguitare la ex dal carcere: condannato a 2 anni

Continuava a minacciare la sua ex fidanzata anche dal carcere. Già prima di finire nella Casa Circondariale di Santa Giovina l’aveva minacciata di morte, proseguendo, da dietro le sbarre, dove si trovava per scontare una pena di 16 mesi per lo stesso reato, a inviarle lettere minatorie. Per queste ragioni, G.D.B., 43 anni, operatore ecologico con problemi di dipendenza dall’alcol, è stato condannato stamattina, con rito abbreviato, a due anni di reclusione e a una multa di 5000 euro. Respinta l’istanza di remissione in libertà per il persistere dell’attività persecutoria proposta dal suo difensore, Consuelo Di Martino. La sentenza è stata emessa dal giudice per le udienze preliminari di Lanciano, Francesca Del Villano Aceto, in considerazione dell’atteggiamento dell’uomo, che aveva infastidito la sua ex fidanzata, giungendo a minacciarla di gesti estremi. Sms che arrivavano al cellulare di lei e dei suoi familiari. Il 21 aprile scorso era stato condannato per questo, ma lui non s’era fermato. Messaggi e lettere minatorie sono continuati ad arrivare alla donna dopo che D.G.B. era stato associato in carcere. Così, la sua ex compagna, ha deciso di rivolgersi nuovamente all’autorità giudiziaria, presentando due denunce che hanno portato il sostituto procuratore Rosaria Vecchi alla decisione di chiedere e di ottenere il suo rinvio a giudizio. Oggi la nuova condanna.

Infastidiva la vicina di casa in vari modi, a seguito di alcuni dissapori. Per questo un uomo di Collecorvino è stato oggetto, da parte del Tribunale di Pescara, di una misura di allontanamento dalla donna. Da adesso in poi, quindi, dovrà mantenere le distanze. Per i carabinieri, che si sono occupati delle indagini, l’uomo si sarebbe reso protagonista di una serie di episodi. Quando incontrava la vicina le ostacolava il passaggio con l’auto o le indirizzava gesti offensivi. Le avrebbe anche fatto segno di volerla sgozzare. La vittima degli atti persecutori si è rivolta ai carabinieri e ha sollecitato l’intervento dell’Arma che ha avviato le indagini e ha rimesso tutto alla magistratura.