Il Consorzio Rifiuti di Lanciano si trasforma in SpA

Con trenta voti favorevoli (tre in più della maggioranza necessaria), un solo contrario (il sindaco di Torino di Sangro) questa sera l’assemblea dei sindaci aderenti al Consorzio Comprensoriale Rifiuti di Lanciano ha detto sì alla modifica dello statuto e alla trasformazione in società per azioni, la Eco.Lan. SpA. Un passo che si sarebbe dovuto compiere già da tempo, ma arrivato solo ora con il quale, dal prossimo anno e per un 40 per cento delle quote, si darà via libera all’ingresso dei privati nell’ente. Tira un sospiro di sollievo il presidente del Consorzio Gianpanfilo Tartaglia (foto a destra). Il suo è stato un pomeriggio alquanto teso: soprattutto perché chi lo avrebbe dovuto sostenere, cioè i sindaci di centro destra, non tutti allineati. Tra l’altro, all’assemblea non ha partecipato il primo cittadino di Lanciano (con la quota più alta, 12). Un’assenza ‘politica’ che ha creato qualche momento di nervosismo, tanto che i lavori sono iniziati con un’ora e mezza di ritardo. E mentre il sindaco di Torino di Sangro, Pace, orologio alla mano, chiedeva l’avvio della seduta, Tartaglia si consultava con i sindaci per vincere le ultime resistenze. Soprattutto quella del sindaco di Atessa, Cicchitti (Udc). Un lavoro di ricamo che alla fine darà ragione al presidente.

In aula il dibattito è squisitamente tecnico: si passa subito al nocciolo delle questioni con l’esposizione dei capitoli per la formazione della nuova società di capitali. “No non va. Sappiamo come vanno certe cose, abbiamo visto che sono fallite con la Sasi – predica il primo cittadino di Torino di Sangro -. A rimetterci saranno solo i contribuenti. Con la società dell’acqua si sono avuti forti aumenti delle tariffe e diminuzione dei servizi. No, voterò contro”. E sarà coerente, Pace. Gli altri sindaci di centro sinistra, dal canto loro, con Camillo Di Giuseppe, primo cittadino di Altino e segretario provinciale del PD, elencano una serie di contestazioni, otto per la precisione. Punti che riguardano difetti di legittimazione dei sindaci, alla richiesta di scioglimento del consiglio di amministrazione. E ancora, sull’allargamento ad altri enti regionali nella nuova SpA e sulla durata in carica dei membri del cda. C’è chi, come il sindaco di Pizzoferrato, che chiede un maggiore equilibrio nel comitato di controllo e propone una norma salva comuni minori, che sarà poi approvata. La replica e le precisazioni tecnico-giuridiche, sono affidate all’avv. Luca Capacchi, consulente del Consorzio. Puntualizzazioni che non soddisfano pienamente i sindaci di centro sinistra, che lasciano i lavori. Prima di procedere alla votazione, però, passa la proposta del sindaco di Pennadomo, Antonietta Passalacqua, che con un emendamento chiede e ottiene (con i voti dei sindaci di centro destra) la cancellazione del premio per i componenti del cda, nel caso di produzione di utili. Se si dovesse verificare una situazione del genere, il 50 per cento degli utili sarà ripartito tra quei comuni che avranno differenziato meglio.