Manca il numero legale, l’assemblea dell’ATO salta. Niente aumento delle tarfiffe sull’acqua

Che l’assemblea dei sindaci dell’Ato del chietino non sarebbe approdata a nulla era nell’aria già prima che la riunione iniziasse. E così è stato. Dopo meno di due ore, è venuto meno il numero legale. I sindaci di centro destra, infatti, e molti di altri di centro sinistra, dopo aver ascoltato la relazione introduttiva del commissario straordinario dell’ATO, Pierluigi Caputi, hanno lasciato l’aula del Palazzo degli Studi di Lanciano prima del voto per adeguare la tariffa dell’acqua. Alla conta, i presenti erano in 33 su 92. Il provvedimento è così slittato con buona pace dei contribuenti, delle associazioni (Lista Civica Progetto Lanciano, di Pino Valente, WWF Abruzzo e Abruzzo Social Forum) e di alcune forze politiche (PD, SEL e Rifondazione Comunista lancianesi) che già due ore prima dell’arrivo dei sindaci presidiavano l’ingresso principale del Palazzo degli Studi per distribuire volantini ai passanti e ai primi cittadini per dire ‘no’ all’aumento tariffario e contro la privatizzazione dell’acqua. Nella sostanza, non è stata espressa alcuna volontà a conclusione dell’assemblea in quanto i primi cittadini attendono di capire quali progetti accompagnano l’aumento del costo dell’acqua. Battaglia solo rinviata. Se ne riparlerà infatti nei primi giorni del prossimo anno. Lo ha fatto intendere il commissario Caputi, al tavolo dei lavori con il segretario dell’ente, Fabrizio Bernardini e il dirigente regionale del Servizio Idrico Integrato della regione Abruzzo, Sebastiana Parlavecchio.