Il Pd in Provincia di Chieti: “Un anno perso per il nostro territorio”

Conduzione a vista con scarsa capacità pianificatoria, pochissime decisioni concrete maturate, l’aumento della percezione di un ente poco presente e creativo tra i cittadini, la riduzione dell’immagine di ’autorevolezza interlocutoria e di credibilità con gli enti superiori come Regione e governo. Insomma, il 2010 è stato un anno in cui l’amministrazione di centro – destra ha maturato pochissime decisioni concrete. Il laconico giudizio è del gruppo di centro sinistra in Provincia di Chieti, che ha all’indomani della conferenza stampa del presidente Di Giuseppantonio, delineo un quadro assolutamente negativo sull’operato del governo provinciale. “Un anno in cui si è accentuata la voglia di delegare tutto il delegabile anche in funzioni di assoluta ordinari età, come il taglio delle erbe infestanti lungo le strade provinciali e le iniziative ricreative estive ove l’ente ha solamente redatto formalmente  il cartello delle manifestazioni ma rifuggendo da qualsiasi doverosa regìa. Un anno ove si è persa la capacità di fare sintesi nei processi di concertazione nelle vertenze del lavoro – dicono gli esponenti dell’opposizione -, nell’interlocuzione con la parte datoriale, che ne ha anche dettato l’agenda politica su aspetti squisitamente istituzionali e dall’inascolto delle Organizzazioni Sindacali, spesso umiliate nel loro ruolo di rappresentanza e tutela degli interessi dei lavoratori. Un anno in cui l’amministrazione ha avuto la possibilità di poter recuperare un autorevole ruolo di riorganizzazione dell’offerta formativa scolastica superiore e dimensionare le dirigenze in funzione di una maggiore efficienza territoriale, di qualità dell’insegnamento e meno legato alle clientele territoriali; obiettivo miseramente fallito con la produzione di un piano pasticciato, senza qualità,  con risposte e proposte legate solo ad esigenze elettorali locali e senza alcuna proposta funzionale che guardasse ai reali interessi degli alunni e del mondo del lavoro. Un anno che, oltre alla fisica assenza ed all’immobilismo politico, si è cominciata ad elevare una sempre maggiore crescente delusione tra i cittadini amministrati verso un amministrazione che si era presentata sotto ben altri auspici. Solo sul finire dell’anno e sotto l’incalzante iniziativa dei gruppi di centro – sinistra qualche sussulto di vitalità ha cominciato ad evidenziarsi in merito a: avvio delle progettazioni esecutive dei lavori inerenti il triennale regionale 2008/2010 di cui sono da tempo disponibili € 16.200.000; ripresa concreta delle attività del progetto di valorizzazione della costa teatina e/o trabocchi con la piena riconsiderazione in positivo del lavoro svolto in precedenza; riconsiderazione della ripresa delle naturali ed ordinarie attività istituzionali; riconsiderazione del ruolo di ente intermedio con delega alla pianificazione ed alla rappresentazione delle esigenze dei cittadini  e territorio amministrato come avvenuto nella recente approvazione dell’ordine del giorno sul “piano operativo ospedaliero”  ove si muovono profonde critiche di merito  che collimano alle osservazioni da sempre mosse dal centro – sinistra. Un anno in cui la maggioranza è apparsa spesso divisa e rissosa al proprio interno con diversi consigli andati deserti alla prima convocazione e che, ormai per mera rendita giustificativa, ha continuato a lamentare una difficoltà di bilancio verso la quale ha però negato qualsiasi operazione di chiarezza sulle responsabilità politiche e dirigenziali del passato che hanno concorso a generare una situazione sconosciuta ai più sino al Maggio 2009. L’istituzione della Consulta del Lavoro e l’adesione alla sospensione dei mutui deciso a livello nazionale sono le uniche messe in campo dalla Provincia di Chieti per alleviare il peso della crisi economica su lavoratori ed imprese – ricordano gli esponenti della minoranza -. Certamente tutti interventi utili realizzati da altre province mesi fa, ma assolutamente inadeguati alle vere esigenze del mondo delle imprese e delle famiglie. Ben altro si doveva e si deve fare. Finora in tema di lavoro e imprese abbiamo ascoltato solo chiacchiere dal Presidente della Provincia e dai suoi assessori. Nulla è stato attuato di quanto deciso nel Consiglio Provinciale straordinario sulla crisi tenutosi ad Atessa nel mese di Dicembre 2009. Al contrario tutta la programmazione dei fondi strutturali (PIT, FSE) già realizzata dalla precedente amministrazione è stata portata avanti con notevole ritardo, sono stati tagliati gli aiuti per l’abbattimento del tasso d’interesse e le garanzie per le imprese, nessun nuovo progetto comunitario è stato finanziato, si è assistiti in silenzio al taglio delle risorse assegnate dalla precedente Giunta regionale (PIT, risparmio energetico, fondi per lo sviluppo del turismo delle aree montane). Una Provincia presente ed attenta ai bisogni del territorio dovrebbe pretendere dalla Regione Abruzzo la spesa di 43 milioni di € di fondi Fas per l’accesso al credito delle imprese, la modifica di strumenti assolutamente inefficaci (es. consolidamento dei debiti delle imprese) e l’avvio del piano turistico regionale. Per canto suo dovrebbe avviare i cantieri già programmati, intensificare l’accesso ai fondi comunitari e lanciare un piano di piccole opere che punti sulle energie alternative e l’edilizia sostenibile per creare nuova occupazione. Ma di tutto ciò non vi è traccia”.