L’Aquila, la Provincia assume 20 precari a tempo indeterminato

Sono 20 i precari che questa mattina, dopo aver espletato un regolare concorso in questo mese di dicembre, saranno assunti a tempo indeterminato dalla Provincia dell’Aquila. Si tratta di personale che presta servizio per la Provincia da 8 anni con varie tipologie di contratto a termine e che oggi vede finalmente definita la propria posizione lavorativa. La procedura adottata è stata quella del concorso pubblico con punteggi “rafforzati” per coloro che avevano i requisiti di legge in termini di anzianità lavorativa. Anche coloro che avevano un’esperienza più limitata in termini di anni lavorativi sono comunque entrati in graduatoria. Questi ultimi saranno assunti a tempo determinato mentre, in occasione di pensionamenti, potranno essere scorse ulteriormente le nuove graduatorie a tempo indeterminato. “E’ un primo importante obiettivo colto dalla nuova Amministrazione nell’ottica più generale della riorganizzazione dell’Ente e della valorizzazione del personale interno – ha dichiarato il Presidente della Provincia, Antonio Del Corvo – Crediamo che la stabilità lavorativa sia in sé un valore e che debba essere necessariamente accompagnato dal merito. Per questo la Provincia ha scelto la strada di offrire un’opportunità a tutti coloro che avevano maturato esperienza non solo nella Provincia dell’Aquila, ma in tutte le Province e Regioni d’Italia. Contemporaneamente, però, sono stati previsti meccanismi seri e trasparenti di selezione per valorizzare oltre all’esperienza anche la preparazione e l’impegno nello studio, inserendo nelle nuove procedure, la preselezione in base al voto del titolo di studio”. L’operazione ha riguardato essenzialmente l’Area Sviluppo Lavoro e Formazione e le Politiche Sociali della Provincia dell’Aquila. Grazie a questo personale, oltre ovviamente a tutti i dipendenti già di ruolo, si è potuto, partendo dal mese di settembre di quest’anno, avviare oltre 500 borse lavoro, 22 corsi di formazione professionale (facendo finalmente ripartire la Formazione anche nella città dell’Aquila), più di 30 corsi per la formazione continua dei lavoratori occupati nelle aziende, nonché interventi di creazione d’impresa, voucher formativi e di servizio. Non solo: si è fornita continua assistenza alle aziende in crisi (definite 40 vertenze), con l’assegnazione dei relativi ammortizzatori sociali. “Sappiamo di poter contare – ha concluso Del Corvo – su personale già pronto utilizzando le graduatorie approvate in tempi da record. La complessa operazione sui precari viene fatta all’inizio del mandato e non l’ultimo giorno di pieno fervore elettorale; è quindi scevra da tatticismi e bassa clientela che troppo spesso accompagnano anche le campagne di strumentalizzazione del precariato, soprattutto pubblico. Viviamo un periodo straordinario e non possiamo perciò limitarci, come in passato, all’ordinaria – che spesso vuol dire solo mediocre – gestione della cosa pubblica; occorre un salto di qualità a tutti i livelli, in primis quelli istituzionali. A questa sfida la Provincia dell’Aquila risponde “presente” con fatti, forza e volontà”.

Va avanti la fusione tra Caripe e Tercas

L’accordo era stato siglato il primo ottobre scorso, oggi è stata data esecuzione al contratto di cessione della partecipazione (95% del capitale sociale) di Banco Popolare in Banca Caripe Spa alla Cassa di Risparmio della Provincia di Teramo Spa (Banca Tercas), per un controvalore pari a 228 milioni di euro. Il pagamento del corrispettivo sarà in quattro tranches: la prima, pari a 70 milioni di euro, è stata versata oggi contestualmente al trasferimento della partecipazione. Il corrispettivo differito, informa una nota, sarà versato in tre ulteriori tranches semestrali di 70, 50 e 38 milioni, ferma restando la facoltà di Banca Tercas di anticipare il pagamento delle rate. Il Gruppo Banco Popolare è stato assistito dallo studio legale Pavesi, Gitti e Verzoni. Banca Tercas è stata assistita dallo studio legale Hogan Lovells e, in qualità di advisor finanziario, da Banca Imi.

Area industriale Bussi, fondi tagliati

Sono passati oltre tre anni dal rinvenimento della discarica più grossa d’Europa come tutti dichiarano: dalla stampa alle televisioni dalle istituzioni alla magistratura nulla è stato fatto tutto è rimasto come tre anni fa. Il sito di Bussi è stato inserito tra i 26 siti di interesse nazionale, infatti con la direttiva CIPE n. 166 di Aprile 2007, venivano messi a disposizione dei siti da bonificare circa 3009 milioni di euro. Azione necessaria non soltanto per il risanamento di territori inquinati ma per il loro riutilizzo economico e produttivo, anche in relazione all’articolo 252/bis del Codice Ambientale che prevede percorsi accelerati per interventi di bonifica e re-industiralizzazione con prodotti e processi eco compatibili. Tutto questo è annullato dalla decisione del governo con la delibera CIPE del 6 marzo 2009 con la quale si inglobano i 3009 milioni di euro del fondo strategico del paese con voci di utilizzo diverse e diversificate, sia il Ministero Dello Sviluppo economico che il Ministero Dell’Ambiente sono stati esautorati”.

E’ quanto si legge in una nota a firma di Domenico Ronca e Giovanni D’Addario, della Segreteria Provinciale FILCTEM-CGIL Pescara.

“Ci chiediamo: ma le istituzioni Nazionali, Regionali e Provinciali, che dovrebbero garantire la salute e la sicurezza pubblica, dove sono? cosa stanno facendo? Ogni giorno in più che passa è un giorno perso per il futuro di quel sito. Quel sito che ha fatto la storia dell’industria Abruzzese e non solo, quel sito che oggi è identificato come un Sito d’ Interesse Nazionale. La bonifica del sito è importante sicuramente per l’ambiente e la salute dei cittadini, ma anche per la re-industrializzazione, Niente BONIFICA niente RE-INDUSTRIALIZZAZIONE. Pertanto Chiediamo un pò di Responsabilità alla Politica, Al Presidente delle Regione Abruzzo, essendo anche ad interim assessore all’ambiente, al Presidente della Provincia di Pescara e all’assessore all’ambiente della Provincia di Pescara, essendo tra l’altro di quel territorio e di quel collegio elettorale, che si facciano veramente carico, e non solo in campagna elettorale, di questo grave problema, che vadano dal Governo Nazionale a chiedere, se è necessario anche battendo i pugni, le risorse economiche “prima stanziate poi rubate dal governo” sufficienti per poter bonificare quel Sito. I lavoratori e i cittadini non possono più aspettare è urgente mettere in atto tutte le forze necessarie per reperire i fondi utili alla bonifica, solo una volta bonificato il sito si potrà parlare di investimenti e re-industrializzazione di quell’area storica della nostra Regione e ridare un futuro all’ambiente ai cittadini e ai lavoratori. Per quanto riguarda Solvay, apprendiamo dalla stampa di investimenti a “Tavaux”  in Francia per 83 milioni di euro per la conversione di celle a mercurio in celle a membrana, in Italia a Spinetta Marengo dove addirittura ci sono state 50 assunzioni in un anno, e dove recentemente ha investito 10 milioni che sommati a quelli investiti dal 2002 ad oggi arrivano a 250 milioni di euro. Siamo contenti per i Lavoratori di altre realtà più fortunate della nostra, ma siamo stufi di pagare solo noi a Bussi il prezzo della crisi della chimica Italiana; vogliamo certezze per il sito di Bussi, sappiamo che ci sono degli imprenditori disposti a rilevare un impianto presente in fabbrica che produce silicati, ma uno solo di questi tre è disposto a mantenere sia il mercato che la produzione nel sito di Bussi quindi a salvaguardare i livelli occupazionali che a noi interessano prioritariamente. Chiediamo maggior informazione e garanzie per i livelli occupazionali di tutte le altre attività produttive oggi presenti nel sito di Bussi, tra l’altro queste sono garanzie comprese nell’ accordo di programma sottoscritto tra le parti presso il Ministero dell’Ambiente il 3 Agosto 2006. Nei primi giorni del 2011,  chiederemo un incontro a Solvay per avere risposte in merito alle novità apprese a mezzo stampa.