Bocciato l’emendamento sulla riperimetrazione della Riserva Naturale del Borsacchio, il PD incontra i cittadini

“Una decisione esclusivamente politica che mortifica le esigenze di sviluppo e di crescita economica di un pezzo importante del territorio di Roseto degli Abruzzi”. Con queste parole il consigliere regionale Claudio Ruffini ha commentato il no della maggioranza PDL in Consiglio Regionale che ha bocciato l’emendamento per la riperimetrazione della Riserva naturale del Borsacchio. Lo ha fatto oggi nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta sul lungomare di Cologna Spiaggia, La proposta di riperimetrazione dell’area è scaturita da un confronto con tutti gli enti interessati. Si sono espressi in proposito i Consigli Comunali di Roseto e Giulianova, la Provincia di Teramo ed abbiamo sentito anche l’Ufficio ambiente della Regione. Pur in mancanza di vizi procedurali – ha detto Ruffini – la maggioranza regionale ha votato contro senza neppure dare un motivo. È chiaro a questo punto che si è tratta di una scelta di stampo politico”.

Se le cose non cambiano il lungomare di Cologna rimarrà praticamente ingessato. Una prospettiva che preoccupa non poco operatori e cittadini che hanno partecipato numerosi alla conferenza stampa.

“Avevamo molto apprezzato la decisione della Regione di sentire i Comuni – ha detto il Sindaco Franco Di Bonaventura – una scelta che ridava dignità agli Enti locali, ma che poi non ha avuto seguito”. “È una vergogna – ha tuonato l’on. Tommaso Ginoble – perché così la Regione non tiene conto della volontà di un municipio che ha come prerogativa quella di governare un territorio. E’  un dispetto che rischia di diventare tema di scontro elettorale”.

La non riperimetrazione della riserva ha delle ricadute immediate anche sugli strumenti urbanistici comunali, come ha spiegato l’Assessore all’Urbanistica Enzo Frattari: “Il 22 dicembre è stato pubblicato sul BURA il nuovo Piano Spiaggia  di Roseto e naturalmente la parte relativa a Cologna Spiaggia è stata stralciata. Quindi non si potranno più fare i cinque nuovi stabilimenti balneari previsti, mentre quelli esistenti non potranno più realizzare ampliamenti o altro”.