Di Nardo (Sangritana) sulle presunte assunzioni: “Il cda ha agito con trasparenza”

“Quanto avvenuto in questi giorni è il frutto della presa di posizione di un sindacalista. Qui nessuno ha mai parlato di assunzioni e il fatto grave è che si è fatta della strumentalizzazione, mettendo in scuro la limpidezza dell’operato di questo consiglio di amministrazione”. Va giù duro il presidente della Sangritana, Pasquale Di Nardo. Gli attacchi lanciati dalla Fit Cgil in queste ultime ore e il paventato ricorso alla magistratura circa la presunta assunzione di 32 unità, lo amareggiano. Accuse e minacce “piovute addosso a un cda che ha operato nel rispetto della legge – ribadisce. E con fermezza, nella prima conferenza stampa da quando nel luglio 2009 c’è stato il cambio alla guida della società di trasporto frentana, ricorda tutti i passaggi che hanno accompagnato le procedure per ridisegnare la pianta organica, un iter iniziato nel marzo scorso e completato nel luglio 2010, “posto all’attenzione dell’assemblea dei soci e alle forze sindacali. Di tutti i sindacati – evidenzia, trovando conferme nelle sue parole dal direttore generale, Benito Marcanio, dal vice direttore Alfonso D’Alfonso e dal membro del cda, Maurizio Zaccardi -. Quando siamo arrivati abbiamo semplicemente constatato che la pianta organica, approvata nel 2005, quando al governo in Regione c’era il centrosinistra, era di 403 unità. Ebbene, oggi, siamo scesi a 351 tra dimissioni volontarie, pensionamenti e prepensionamenti (16). Nessun licenziamento è stato adottato. Ora ci troviamo con 52 posti da riempire rispetto a quella pianta organica, ma la decisione se procedere o meno alle assunzioni spetterà al socio unico della Ferrovia Adriatico Sangritana spa, cioé la Regione, con concorso pubblico”. E poi un’altra puntualizzazione: “Questa è un’azienda che ha solo 2 dirigenti e non 6 o 9 come alcuni dicono. Manca il direttore del personale per organizzare le risorse umane, dove ci sono un direttore e un vice direttore che accompagnano l’attività del cda”.

E se nuova forza lavoro ci sarà, sarà in funzione dei piani della società di trasporto lancianese, proiettata a migliorare i servizi e a potenziare il trasporto su rotaia. Progetti sui quali si ragiona da tempo, come la riposizione dei binari e della elettrificazione dei 10 chilometri dismessi tra Quadri e Villa Santa Maria. Insomma, ritornare all’origine e riproporre la linea che fino a qualche anno fa era attraversata dal Trenino della Valle. Un primo passo in questa direzione è stato fatto con l’accorpamento delle stazioni della Sangritana e di Trenitalia proprio a Castel di Sangro, utilizzando con un finanziamento di 11 milioni di euro del ministero dei Trasporto che era fermo da 10 anni. Un investimento per realizzare una stazione interconnessa che, tra l’altro, riapre la via al collegamento tra la costa adriatica e quella tirrenica. Intanto si punta a concretizzare con le ferrovie dello Stato l’accordo per proporre collegamenti da Vasto-Bologna e per Roma. “Abbiamo treni che possono garantire quel servizio che oggi non viene più offerto dalle FS”. Inoltre, è già pronto il progetto per realizzare un raccordo lungo la Torino di Sangro-Sevel, già in servizio per il trasporto dei furgoni, per poter trasportare migliaia di lavoratori fin davanti i cancelli della fabbrica del Ducato. Si vuol riattivare il vecchio tracciato ferroviario San Vito-Castel Frentano, per utilizzarlo come tram di superficie. Meno auto e bus in circolazione, che ha rilevanza ambientale, altri aspetti che alla Sangritana stanno mettendo in pratica. Innanzitutto con la sostituzione dei tetti dei depositi di Lanciano con pannelli solari, che consentiranno un consistente risparmio energetico. Poi con l’acquisto di nuovi autobus “alcuni dei quali di dimensioni più piccole per poter raggiungere meno faticosamente e con ingombri minori le località dell’interno – specifica Di Nardo. Si è anche proceduto a liberare dai vecchi vagoni le stazioni di Castel Frentano e quella di Lanciano centro. Una azienda che vuol quindi sviluppare le sue attività commerciali, forte anche di un parco mezzi di 160 bus, con 46 treni, che guarda al futuro puntando a rafforzare il servizio di trasporto passeggeri (oggi tocca 1 milione 800 mila clienti), quello merci (la Sangritana opera in partnership con Nord Cargo da Fossacesia i Francia, con la Crossrail e Ferrotramviara da Bruxelles a Brindisi, dal porto di Ortona all’area industriale di Caldari, da San Salvo per il trasporti dei prodotti Pilkington, dall’interporto di Jesi a Guglionesi e Portocannone in Molise per il trasporto dei prodotti agricoli, di acciaio dalla Germania a Chieti) e a incentivare quello turistico, non solo riproponendo il Trenino della Valle, ma scommettendo sulla gestione della seggio-cabinovia Prati di Tivo, che ha aperto proprio in questi giorni per raggiungere i 2006 metri di quota del versante teramano del Gran Sasso d’Italia.