Frattura (Alleanza per l’Italia): “Cerratina è ancora in emergenza”

“Questo consorzio non è affatto fuori dall’emergenza; ci sono infatti tre punti, su cui non si va avanti, di cui due possono rappresentare la causa di una drammatica emergenza rifiuti entro un anno da oggi”. A Lanciare l’allarme è il Nico Frattura, coordinatore cittadino e membro del direttivo regionale di Alleanza per l’Italia, per 18 anni direttore tecnico dell’Ecologica Sangro. “Credo che a questo punto, sulla vicenda “emergenza rifiuti” nei comuni del Consorzio Comprensoriale Smaltimento Rifiuti – Lanciano, sia doverosa una puntualizzazione. Un primo punto riguarda il cosiddetto “Recupero volumetrico” della discarica consortile di Cerratina; un secondo punto riguarda il cosiddetto “Impianto definitivo per la stabilizzazione dei rifiuti; un terzo punto riguarda il contenzioso tra il Consorzio e la Ecologica Sangro, aperto nell’ottobre 2009, da una ratifica da parte dell’Assemblea dei Sindaci dello stesso Consorzio, di una ricognizione sull’applicazione della tariffa di smaltimento nella discarica consortile di Cerratina, ottenuta dall’ex Presidente La Morgia. Ma prima ancora di affrontare questi tre punti – dice Frattura -, ci si chiede: si può sorvolare sull’operato della direzione tecnica del Consorzio, in merito alla passata “emergenza rifiuti”, risolta con un’ordinanza del Governatore Chiodi ai limiti di legge (forse anche oltre la legge, visto e considerato che in una prima fase la Regione Abruzzo aveva individuato, per i comuni che conferivano rifiuti tal quale a Cerratina, l’impianto del C.I.V.E.T.A. di c.da Cena – Cupello, come sito di trattamento prima del conferimento finale in discarica)? Direi proprio di no! Perché la direzione del Consorzio avrebbe dovuto presentare, per legge, una “comunicazione di inizio attività dell’impianto mobile per il trattamento meccanico dei rifiuti”, per l’anno 2011, fin dal mese di giugno 2010; perciò se si fosse rispettata la legge (e per una direzione consortile è vitale), ci sarebbe stato tutto il tempo necessario per rimediare ad ogni possibile inconveniente. Ne consegue che la direzione del consorzio ed il C.d.A. che l’ha scelta, sono i soli responsabili di ciò che è successo; sarebbe perciò compito del C.d.A. prendere seri provvedimenti nei confronti della direzione. Se non lo farà giudicheranno i cittadini. Ma veniamo ai punti nodali.

Il “Recupero volumetrico” della discarica consortile è essenziale perché i 53 comuni del Consorzio possano avere una prospettiva per i prossimi 20 anni; la realizzazione dell’ “Impianto definitivo” è essenziale perché altrimenti i nostri comuni (considerato che gli impianti mobili avranno vita brevissima) dovranno trattare i loro rifiuti in impianti distanti dal comprensorio, con un aggravio dei costi non indifferente.

Perché ancora oggi non sono ancora pronti gli elaborati tecnici da sottoporre alla Regione Abruzzo per l’approvazione? Sono del tutto false le giustificazioni messe in campo da chi avrebbe dovuto occuparsene fin dal 2009. Infatti la delibera di approvazione del Consiglio Provinciale di Chieti, che consentiva agli impianti che si erano fatto carico delle emergenze Regionali ed Extraregionali (leggi esplicitamente Cerratina) di recuperare la volumetria messa a disposizione di dette emergenze, è dell’ottobre 2008; e l’approvazione da parte della Regione Abruzzo dell’operato del Consiglio Provinciale, è del marzo 2009. Avrebbero dovuto presentare subito la documentazione tecnica per ottenere l’autorizzazione di legge, così ché l’A.R.T.A. avrebbe dovuto già nella prima Conferenza di Servizio Regionale ( che si poteva indire già nei primi mesi del 2009) accelerare i tempi per la verifica dei volumi da recuperare. Sicuramente ad oggi avremmo già l’autorizzazione al recupero. Perché non si è fatto? Resta un mistero.

Perché ancora oggi è notte fonda per la realizzazione dell’ “Impianto definitivo”? Nel 2008, dopo oltre tre anni di “guerra” con la concessionaria Ecologica Sangro, il Consorzio presentò un progetto alla Regione Abruzzo, ma il nuovo C.d.A., nel 2009, aveva già deciso che non andava bene (nel frattempo, però, il socio di maggioranza della Ecologica Sangro – quel di Zio oggi indagato per rifiutopoli – aveva già ottenuto dal 2007 un’autorizzazione per la realizzazione di un impianto di trattamento rifiuti a Brecciarola – che, visto il quantitativo di rifiuti da trattare, inghiottiva in un sol boccone l’ “Impianto definitivo” di Cerratina – e nel 2009 aveva quasi finito a realizzarlo). Viene da domandarsi se non ci siano delle sospette concomitanze; fatto è che ad oggi il Consorzio ha chiesto, nel 2010, l’archiviazione del suo progetto del 2008, ma non ancora presenta, e siamo al 2011, nessun nuovo progetto. Nel frattempo: l’impianto mobile è in crisi; siamo sotto ordinanza; non si vedono prospettive a breve per l’ “Impianto definitivo” del Consorzio. Vuoi vedere che alla fine i rifiuti dei 53 comuni del Consorzio andranno a Brecciarola? Era forse più importante, invece di pensare a cose serie come quelle dianzi illustrate, pensare allo scioglimento dell’attuale Consorzio ed alla costituzione di una nuova Società (atto viziato almeno da una decina di illegittimità)? Sicuramente sì per gli attuali componenti del C.d.A (sciolto e subito riconfermato nella nuova società)., visto che fin da subito sono aumentati gli appannaggi ed hanno previsto una maggiore somma, oltre gli appannaggi, calcolata in percentuale sugli eventuali utili (ed a riguardo verrebbe da chiedersi se sarebbero disposti a rimborsare eventuali perdite). E sicuramente sì per l’attuale direzione del Consorzio stabilizzata nella nuova società bruciando un concorso pubblico, morto con il disciolto Consorzio. Per i cittadini parrebbe non cambiare assolutamente niente. E invece sì che cambierebbero le cose, visto che aumenterebbero i costi per mantenere la nuova Società. Sul contenzioso tra il Consorzio e l’Ecologica Sangro ho già detto abbastanza; noto con piacere che il Comune di Lanciano parrebbe volerlo portare avanti. Sarebbe una cosa buona, forse l’unica cosa buona degli ultimi dieci anni”.