Marino (IdV): “A Lanciano alzare la guardia sui fatti criminosi che avvengono”

Alzare il livello di guardia. Le infiltrazioni malavitose possono essere presenti anche a Lanciano e Michele Marino, coordinatore dell’IdV di Lanciano, invita a prestare maggiore attenzione su episodi che invece rischiano di passare in archivio come atti di vandalismo. Marino prende spunto dall’incendio doloso che ieri ha interessato l’area esterna del discount Eurospin, in via per Fossacesia, a Lanciano, dove sono stati dati alle fiamme cartoni e pedane in legno. Nel rogo sono andati danneggiati alcuni cavi ed impiantistica elettrica. Per i carabinieri, l’incendio sarebbe un puro atto vandalico, una versione sulla quale Marino getta ombre. “Il fatto è stato definito con una delle solite formule rassicuranti: azione di teppisti. Eppure mi sorge spontanea una domanda: perché non si valuta apertamente l’ipotesi della minaccia malavitosa? Perché non si valuta l’ipotesi dell’avvertimento che precede l’estorsione? Forse Lanciano non si trova in una regione prossima alla Puglia e alla Campania? Forse qualcuno sa per certo che Dio ha deciso di risparmiarci l’orrore dell’aggressione criminale? Eppure è noto che la malavita organizzata accumula capitali nei territori conquistati militarmente, paese, dopo paese – dice Marino -. Vogliamo far finta di ignorare che la Sacra Corona Unita pugliese e la Camorra napoletana hanno già conquistato San Salvo e Vasto, come ogni giorno attestano gli articoli dei giornali e delle TV locali? Adesso tocca a Lanciano. E’ ovvio. Come si fa a non capirlo? Allo stesso tempo è noto che grazie all’accumulazione, la malavita investe ingenti somme in attività “pulite”, per riciclare e far fruttare i propri capitali. Le attività privilegiate sono conosciute: costruzioni, ipermercati, distribuzione di alimenti (per questo in Italia costano il 20% in più di ogni altra nazione europea), negozi di compra-vendita di oro, attività di piccoli prestiti, gioco (sale-scommesse, slot-machine), droga, appalti di opere e servizi da milioni di euro. Tutte attività che richiedono grandi disponibilità di liquidi e che remunerano molto ed in fretta. Forse si può negare che a Lanciano si sono già realizzati rilevanti investimenti nelle attività appena esposte da parte imprenditori “improbabili” e/o provenienti da città ad alta densità malavitosa? Nella ricostruzione de L’Aquila la malavita organizzata ha molto investito, anche a mezzo di prestanomi e subappalti. Perché a Lanciano non dovrebbero esserci prestanomi? Perché non dovrebbero esserci complici? I lancianesi sono forse diversi dagli aquilani, ed in generale da tutti gli italiani? La maggioranza dei lancianesi è certamente onesta e molti sono i coraggiosi. Troppi però negano il problema, pochi mettono in guardia i commercianti e gli imprenditori. E temo che troppi stiano già “giocando con il fuoco”. Per questo serve che cominciamo a parlarci con chiarezza e con coraggio. Senza mettere la testa sotto la sabbia. Anche se si dimostrasse che all’Eurospin ha agito “una banda di balordi”.