I sindaci del Sangro-Aventino lanciano l’allarme: sanità peggiorata nel territorio

“Il sindaco di Lanciano deve difendere il nostro territorio. L’ospedale Renzetti sta morendo ogni giorni di più e c’è bisogno adesso di un  sussulto di dignità da parte sua. E non soo come sindaco, ma come cittadino”. Antonio Innaurato (PD), sindaco di Gessopalena e presidente della Comunità Montana Sangro-Aventino lancia il suo appello a Filippo Paolini, e con lui agli altri amministratori di centro destra “perché facciano sentire la loro voce in nome di un territorio che sta pagando a caro prezzo e con vite umane lo scellerato riordino sanitario”. Insieme al primo cittadino di Gessopalena, oggi, in una conferenza stampa svoltasi nel primo pomeriggio al Caffè ai Portici di Lanciano, si sono ritrovati i sindaci di Taranta Peligna, Torricella Peligna, Casoli, Altino, Sant’Eusanio del Sangro, Frisa, Fossacesia, Roccascalegna, Colledimacine e Lettopalena e il segretario locale del PD, Leo Marongiu per lanciare l’ennesimo allarme sullo stato della sanità nell’intera Frentania, a cinque mesi dal consistente ridimensionamento dell’ospedale di Casoli e due giorni prima che il Tribunale amministrativo de L’Aquila si pronunci nel merito sulla chiusura degli ospedali di Casoli e Guardiagrele. Una decisione che negli ultimi 150 giorni ha provocato ripercussioni negative nel sistema dei servizi sanitari, soprattutto nelle aree interne. Anche perché il Renzetti di Lanciano, che ha accolto i reparti che prima erano al Consalvi, non garantiscono al momento quell’assistenza che era stata preannunciata.  “Lo avevamo annunciato in tutte le occasioni in cui ci siamo ritrovati per sensibilizzare l’opinione pubblica su quanto sarebbe avvenuto – dice il sindaco di Casoli, Sergio De Luca -. Ci sono stati già alcuni casi emblematici di persone anziane che da Taranta Peligna, Gessopalena e Altino sono andate a Lanciano ma non sono state curate a dovere. Alcune di loro non hanno trovato neanche ospitalità e sono morte. E questo non è accettabile. Casi finiti alla Commissione parlamentare di vigilanza sulla malasanità. Il servizio 118 non funziona a dovere, il pronto soccorso del Consalvi è assicurato da 3 medici straordinari, che si sacrificano per le emergenze. Anche di notte. Non c’è stata nessuna programmazione e quotidianamente raccogliamo le lamentele della nostra gente”. Una situazione che secondo il Camillo Di Giuseppe, sindaco di Altino e segretario provinciale del PD è la logica conseguenza di un piano di riordino “messo in piedi da chi non sa neanche come è fatta la nostra regione”. Di Giuseppe è tornato a chiedere le dimissioni del manager della Asl Chieti-Lanciano-Vasto Francesco Zavattaro e del sub commissario alla sanità, Giovanna Baraldi.

“Hanno sempre evitato di incontrarci – ricorda Innaurato -. Il comitato ristretto dei sindaci non è stato mai consultato per dire la sua sul piano. Noi vogliamo sapere da Zavattaro quanto ha risparmiato finora. Vogliamo capire che cosa ha razionalizzato. Noi abbiamo bisogno di reparti che assicurino l’ordinarietà e non i sogni”. E a proposito di edilizia sanitaria, Marongiu ha rivolto la richiesta al manager di conoscere quale fine abbia fatto “il milione di euro per l’ospedale di Lanciano”.