Contro l’accordo Fiat, la Fiom regionale si ritrova a Lanciano

Si terrà a Lanciano la manifestazione regionale della Fiom-Cgil in occasione dello sciopero generale di 8 ore indetto per il 28 gennaio prossimo per protestare contro le decisioni assunte dalla Fiat negli stabilimenti di Mirafiori e di Pomigliano D’Arco. “La scelta compiuta dalla Fiat alle carrozzerie di Mirafiori e a Pomigliano D’Arco – si legge in una nota della Fiom-Cgil – è un atto antisindacale, autoritario e antidemocratico senza precedenti nella storia delle relazioni sindacali del nostro paese dal dopoguerra. E’ un attacco ai principi e ai valori della costituzione italiana e alla democrazia perché calpesta la libertà dei lavoratori e delle lavoratrici di decidere a quale sindacato aderire per difendere collettivamente i propri diritti e di eleggere i propri rappresentanti in azienda. Chi non firma scompare e chi firma diventa un sindacato aziendale e corporativo guardiano delle scelte imposte dalla Fiat. Si annullano il contratto nazionale di lavoro e peggiorano le condizioni di fabbrica, si aumenta lo sfruttamento e l’orario di lavoro, si lede ogni diritto di sciopero e si riduce la retribuzione a chi si ammala cancellando così in colpo solo anni di lotte e di conquiste”. Il 26 gennaio il segretario provinciale di Chieti della Fiom, Marco Di Rocco, terrà una conferenza stampa sulla manifestazione.

Finmek, i sindacati chiedono d’incontrare Chiodi

Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil hanno chiesto questa mattina durante un’assemblea con i lavoratori della Finmek un incontro urgente con il presidente della regione Gianni Chiodi, per discutere sul futuro dei lavoratori della Finmek. Se non si riuscirà ad avere un incontro ufficiale i lavoratori convocheranno un sit-in di protesta in occasione della prossima presenza del presidente della regione all’Aquila. Intanto, domani, i sindacati riuniti cercheranno di presentare il problema dei lavoratori della Finmek durante un incontro in prefettura con comune, provincia e regione nel quale si discuterà del nuovo stabilimento di Finmeccanica. «Insistiamo a chiedere che continui il commissariamento della Finmek e speriamo che almeno i settanta lavoratori più giovani potranno essere riassorbiti in futuro in altre aziende quando sarà avvenuto il restauro delle strutture». Lo ha dichiarato il rappresentante territoriale della Fim-Cisl, Gino Mattuccili, durante un’assemblea organizzata da Fim, Fiom, Uilm negli stabilimenti di Pile all’Aquila. Sono 200 i lavoratori degi stabilimenti Finmek di L’ Aquila e Sulmona a rischio licenziamento dopo la mancata proroga della cassa integrazione in deroga. «A livello istituzionale – ha proseguito Mattuccilli – sembra che del futuro della Finmek non interessi più a nessuno. Gli interventi economici a sostegno del territorio, come la zona franca, che si sarebbero dovuti attuare subito dopo il terremoto, ora suonano come una presa in giro». La segretaria provinciale della Uilm-Uil, Clara Ciuca, in riferimento alla difficoltà delle aziende di venire all’Aquila ha aggiunto «Mi vergogno di dire ai lavoratori che c’è una soluzione industriale. Proveremo a chiedere un’ ulteriore deroga. Non possiamo rischiare che molti lavoratori abbiamo per diversi mesi il reddito scoperto». Il problema sorge dopo il mancato inserimento nel decreto «milleproroghe» dei i fondi economici per garantire ai lavoratori Finmek l’allungamento di altri tre mesi della cassa integrazione in deroga. Nelle prossime ore, perciò, il commissario straordinario del Gruppo Finmek, Gianluca Vidal, metterà in liquidazione i due siti aquilani. «È necessario chiedere un’altra proroga a livello nazionale – ha detto il segretario provinciale Fiom-Cgil, Alfredo Fegatelli – per evitare il processo di messa in liquidazione dell’ azienda e soprattutto bisogna sensibilizzare le istituzioni locali per trovare delle soluzioni».

Menna (Udc) solidale con i balneatori abruzzesi.

“La grave situazione d’incertezza che pesa sul futuro degli stabilimenti balneari abruzzesi non è tollerabile e richiede un intervento risolutivo e decisivo della politica regionale”. Antonio Menna interviene sul problema che ha investito gli oltre ottocento balneatori della nostra regione, che potrebbero perdere titoli e diritti per esercitare la loro attività. “La questione non può essere affrontata con la solita lemma e i soliti tavoli di concertazione dai quali nulla di concreto sortisce”, aggiunge Menna. “Bisogna mettere mano alle reali esigenze di un comparto che ha bisogno di certezze e di sostegno per promuovere il turismo che per la nostra regione è una voce importante del Pil. Da anni le problematiche si trascinano ed è giunto il tempo per invertire la rotta e legiferare in maniera adeguata ed efficace. Per dare un riscontro concreto e sollecito alle aspettative dei balneatori, è necessario che l’assessore regionale Di Dalmazio promuova l’attuazione di una “Legge quadro” per disciplinare razionalmente e adeguatamente il settore, facendo seguire l’immediata adozione del “Piano delle concessioni demaniali marittime”. “Inoltre, – prosegue Menna – deve intervenire attivamente e con estrema solerzia presso il Governo centrale affinché si attivi nei confronti della Comunità Europea per ottenere i giusti provvedimenti che mettano fine ad una tale situazione d’incertezza”. “Non è più possibile indugiare sul da farsi pensando che la soluzione del problema possa derivare dalla concertazione o dalla convocazione di organismi pubblici, che pure sono passi da compiere nel più breve tempo possibile. E’ in gioco una grossa voce dell’economia regionale quale quella del turismo marino il quale, oltre ad essere bisognoso di rilancio e di promozione, costituisce un parametro fondamentale per il futuro della nostra comunità regionale. Per intanto, l’Udc è pienamente solidale con tutti gli oltre ottocento balneatori abruzzesi – le cui aspirazioni riteniamo assolutamente legittime – e si fa carico sin da ora di adottare tutte le iniziative possibili per la soluzione del problema”.