Sanità, il Consiglio di Stato lascia aperto l’ospedale di Guardiagrele

Tagli operati senza tenere conto della realtà locale, un ‘difetto d’istruttoria’ da parte della struttura commissariale. Questo il concetto espresso dal Consiglio di Stato contro la chiusura dell’ospedale di Guardiagrele. Un pronunciamento che mette in discussione l’intero piano di organizzazione degli ospedali abruzzesi, deciso dalla Regione a tavolino. “Chiodi ha il dovere di dimettersi”. E’ quanto dichiara il consigliere regionale del Pd, Franco Caramanico, dopo la pronuncia del Consiglio di Stato che ha accolto la sospensiva con conseguente blocco del provvedimento di chiusura dell’ospedale di Guardiagrele deciso nel Piano Sanitario che, dice Caramanico, “sanciscono una volta per tutte il fallimento del Programma operativo del Commissario Chiodi il quale avrebbe il dovere morale, oltre che politico, di rassegnare le sue dimissioni da Commissario straordinario alla sanità e di bloccare i provvedimenti assunti nel Piano Operativo. Sulla loro legittimità – prosegue Caramanico – è lecito nutrire più di una riserva, tanto più alla luce della recente sentenza della Corte Costituzionale, secondo cui il Commissario non ha poteri legislativi e non può assumerli arbitrariamente, come invece ha fatto il Governatore della Regione Abruzzo. Non possiamo poi non chiederci cosa si nasconda dietro la strenua ostinazione da parte di Chiodi di continuare a portare avanti i suoi piani sulla chiusura degli ospedali; quali siano i reali interessi di una manovra su cui attendiamo fiduciosi la pronuncia dei giudici del Tar, chiamati il prossimo 23 marzo a esprimersi nel merito dei ricorsi presentati. Chiediamo – conclude Caramanico – che Chiodi, dimettendosi dall’incarico di Commissario alla sanità, restituisca i pieni poteri al Consiglio regionale, di fatto esautorato su una materia, quale e’ la sanità, di importanza cruciale per la nostra regione”.