Francavilla, cade l’amministrazione Di Quinzio. Si dimettono in 11.

Si torna alle urne a Francavilla a Mare. Undici consiglieri comunali si sono dimessi contestualmente questa mattina alle 8.30. Ne dà notizia uno dei dimissionari, Carlo De Felice, il quale annuncia che questo atto comporta “lo scioglimento del consiglio comunale”. Il sindaco Nicolino Di Quinzio, eletto nel 2008 con una lista civica di centrosinistra, “va a casa” – dice De Felice – e si annuncia “la nomina del commissario prefettizio fino a nuove elezioni, a primavera”. I dimissionari sono Amicone, Bruno, D’Amario, De Felice, De Francesco, De Monte, Di Lorenzo, Lando, Mucci, Paolini, Todisco. Una situazione sfiorata il 12 ottobre scorso, quando in consiglio comunale Di Quinzio riuscì a evitare la caduta della sua giunta che per la verità non ha avuto mai un cammino facile. Oggi, invece, il colpo è stato letale. Probabilmente i cittadini torneranno al voto nella prossima primavera. “Finalmente si farò chiarezza – ha detto il vice coordinatore regionale del PdL, Fabrizio Di Stefano -. Credo che la decisione presa stamane da undici consiglieri comunali di rassegnare le proprie dimissioni precisa Di Stefano sia stata molto apprezzata da tutta la cittadinanza: ci metteremo subito al lavoro per dare un vero progetto politico alla città. Questa è la risposta ai tanti trasformismi che hanno caratterizzato in questi anni la politica francavillese”. Finalmente è stata posta la fine ad uno spettacolo vergognoso per tutta la comunità abruzzese – ha dichiarato Mauro Febbo, coordinatore provinciale del Pdl di Chieti -. Basta scorrere rapidamente le tappe principali della storia recente del Comune, che ha visto alternarsi quattro Giunte in due anni, per rendersi conto della brutta pagina politica scritta a Francavilla. Non si è riusciti a costruire un’amministrazione solida e credibile ma solo polemiche, continui litigi e perdite di tempo favoriti soprattutto da un Partito democratico che ha giocato un ruolo primario in questa vicenda. L’incapacità di governare ha determinato un vuoto amministrativo che Francavilla certamente non merita ma ha pagato comunque a caro prezzo. E’ stato offerto uno spettacolo tristissimo – conclude Mauro Febbo – sia agli elettori sia soprattutto alle giovani generazioni che in questo modo perdono la voglia di interessarsi e partecipare alla vita politica della loro comunità”.