La DIGOS sequestra gli atti al Comune di Rapino per una variante specifica al piano regolatore

Torna ad aleggiare sugli abitanti di Rapino lo spettro della Sagifur, la conceria di pelli, attività insalubre di prima classe, non autorizzata dalla Regione, da tempo tenuta a freno dall’Amministrazione guidata per 10 anni da Rocco Micucci ma le cui briglie si potrebbero di nuovo sciogliere a seguito della variante al Piano Regolatore eseguita dall’attuale Amministrazione Cocciaglia. Con delibera n. 30 del 23.11.2009 è stata revocata una precedente delibera del 2006 con cui si assegnava la destinazione B4 (residenziale-artigianale)  all’area sulla quale sorgono i capannoni della Ditta, attribuendo ad essa una nuova destinazione urbanistica D2 per poterla così trasformare in zona industriale. Contro tale decisione si sono schierati i Consiglieri Comunali della Bilancia, perchè sui capannoni della ditta Sagifur esiste addirittura un’ordinanza di demolizione e quindi non sarebbe giusto, oltre che per nulla rispettoso delle leggi, dare un premio a chi ha violato le regole. Inoltre i Consiglieri di minoranza ricordano che il TAR si era già espresso a favore della destinazione urbanistica B4 della zona in questione, respingendo il ricorso della stessa ditta che chiedeva la destinazione D2. Non ascoltati in Consiglio Comunale, gli esponenti della Minoranza in data 25 giugno 2010 hanno depositato  un esposto presso la Procura della Repubblica di Chieti, “affinché  voglia accertare la sussistenza di eventuali comportamenti penalmente rilevanti al fine di chiederne la relativa punizione.” Dopo aver  avviato un procedimento penale, il magistrato della Procura ha ordinato il sequestro di tutti gli atti originali relativi alla variante, requisizione avvenuta ad opera della DIGOS nel Luglio 2010 ma la cui notizia è venuta fuori soltanto durante l’infuocato Consiglio Comunale del 23 Dicembre scorso, convocato per respingere le osservazioni dei cittadini residenti contrarie alla trasformazione in zona industriale. In tale sede, il capogruppo di minoranza Rocco Micucci ha reso nota tale notizia, esponendo nuovamente lo stato di fatto e le perplessità relative al comportamento e alle operazioni dell’Amministrazione Cocciaglia su questa variante, Amministrazione che prosegue come un treno in corsa in questa dubbia azione. Sconvolgenti le risposte del Sindaco Cocciaglia che, sempre durante l’ultimo consiglio comunale del 23 dicembre scorso, ha sostenuto che non tiene conto dei pareri ostativi espressi sia dalla Provincia di Chieti che dall’ARTA perché “il potere è esercitato dal popolo attraverso i suoi rappresentanti, per cui non può un ufficio qualunque della Provincia impedire le decisioni del Consiglio Comunale”. E in relazione al sequestro dei documenti originali, il Sindaco Cocciaglia ritiene di essere nella piena legalità poiché possiede le “copie conformi” di quei documenti. – “È come se la polizia sequestrasse il libretto di circolazione di un’auto ed il proprietario continuasse a viaggiare con quell’auto perché si era fatto una fotocopia del libretto!” – ironizza Rocco Micucci.
Di questo sequestro della Procura, avvenuto nel mese di luglio, non sono stati allertati neanche gli Enti che ad Ottobre hanno partecipato alla Conferenza dei Servizi e che hanno l’obbligo di rilasciare i propri pareri in merito. In quella sede la Provincia di Chieti Settore Urbanistica aveva fatto richiesta al Comune di una serie di documenti e chiarimenti, a cui si sono associate anche ARTA e ASL, senza il soddisfacimento dei quali non era possibile andare avanti. Inoltre, prima del consiglio comunale, la Provincia di Chieti ha invitato il Comune a “riflettere su un iter procedimentale sicuramente singolare nel suo percorso” e non aderente al quadro normativo di riferimento, mentre l’ARTA ha chiesto al Comune di iscrivere detto sito nell’anagrafe dei siti contaminati della Regione Abruzzo. “Nessuna determinazione in merito può essere intrapresa senza un piano di caratterizzazione, cioè senza indagini che determinino il livello di contaminazione per l’attività precedentemente svolta e le eventuali procedure di bonifica da adottare” dichiara il capogruppo della minoranza Micucci. A tal riguardo l’ARTA, venuta a conoscenza del consiglio del 23 dicembre, ha inviato la propria nota direttamente alla Procura della Repubblica.