Di Dalmazio: “L’Abruzzo non sarà alla prossima edizione della Bit di Milano”

“Con questo contesto economico e la valutazione del grado di efficacia delle attività in termini di ritorno, per quest’anno abbiamo deciso di non partecipare alla Borsa Internazionale del Turismo. La scelta è stata ponderata  e, soprattutto, condivisa. L’investimento per la partecipazione avrebbe assorbito l’80 per cento delle nostre risorse, troppo per una iniziativa che, a conti fatti, con incontra il massimo del gradimento degli operatori. Le attività di promozione, quindi, seguiranno strade alternative, calibrate sull’Abruzzo”.

Lo ha annunciato quest’oggi l’assessore allo Sviluppo Turistico, Mauro Di Dalmazio durante la presentazione dei dati 2010 sul movimento in Abruzzo, elaborati dall’Aptr. Cifre positive, se è vero che è stato recuperato integralmente il dato quantitativo assoluto delle presenze turistiche del 2008:  una crescita delle presenze italiane ed estere pari ad un + 10.62 per cento ed una crescita degli arrivi pari a + 12.62 per cento. Dunque, nel 2010, il totale delle presenze è stato pari a 6 milioni e 200 mila. “Tutto questo nonostante l’anno trascorso non sia stato favorevole per una serie di condizioni generali, che vanno dalla crisi internazionale, alle non positive condizioni meteorologiche, agli effetti del terremoto ad una condizione finanziaria, rispetto al passato, disastrosa – ha tenuto a precisare Di Dalmazio, che ha anticipato due eventi di levatura nazionale ed internazionale. Uno da tenersi intorno al mese di marzo nelle aree interne, che ospiteranno un dibattito nazionale sul turismo, l’altro da tenersi a maggio: “In questo caso sarà presentato l’Abruzzo in tutte le sue sfaccettature in uno scenario di grande levatura e di grande effetto mediatico. Poi seguiranno altre attività di promozione: è già partito un bando per il nuovo claim e le guide”. Per tornare ai dati, la provincia di Chieti si assesta in termini di presenze nazionali ed estere a + 10,85; quella di Pescara a + 0,31; a Teramo a + 14. 67. L’unico dato negativo lo dà la provincia de L’Aquila, che fa registrare – 2,96 per cento. Crescono pure le presenze nelle strutture extralberghiere, attestandosi a 2.561.071, a fronte di quelle alberghiere pari a 3.116.630, mentre la nazione da cui proviene la maggior presenza turistica resta la Germania, cui seguono Svizzera e Paesi bassi. Per quanto riguarda il turismo italiano, la graduatoria è guidata dal Lazio, cui segue la Lombardia.

La decisione di non partecipare alla prossima edizione della Bit di Milano è stata commentata negativamente dall’Italia dei Valori. “Trovo davvero sorprendente, oltre che profondamente sbagliata, la scelta – dichiara Carlo Costantini, capogruppo IdV alla Regione Abruzzo -. Non è un problema di produttività spicciola o di rapporto tra costi della partecipazione e ricavi. È un problema di immagine, una immagine che l’Abruzzo mai come in questo momento aveva ed ha necessità di recuperare sul mercato nazionale ed europeo. Dovevamo dimostrare a tutto il mondo del turismo che siamo vivi, operativi, accoglienti e capaci di regalare esperienze uniche, come e più di prima del terremoto. Ed invece, scegliendo di non partecipare al più grande appuntamento del settore, diremo nei fatti a tutti che non siamo ancora pronti, che abbiamo bisogno di altro tempo per recuperare fino in fondo le nostre potenzialità, perché questo sarà il messaggio che passerà, grazie alla nostra assenza. Chiunque cercherà l’Abruzzo alla BIT e non lo troverà, penserà che l’Abruzzo è ancora alle prese con il post terremoto e figuriamoci se può pensare al turismo”. ” Costantini invita quindi a un ripensamento e a una partecipazione anche in forma ridotta e con costi contenutissimi.

Il SIB Confcommercio  sulle questione del demanio

Nella seduta odierna della Conferenza Stato-Regioni è stato dato mandato a Mauro Di Dalmazio, Assessore al turismo dell’Abruzzo, di promuovere un ordine del giorno per rinviare ad altra data la convocazione della riunione tecnica per definire i criteri dell’intesa in materia di demanio marittimo con finalità turistico ricreativo redatta dal Ministero per gli Affari Regionali già fissata per il prossimo 25 gennaio. La Conferenza Stato-Regioni in questo modo intende affermare che la norma riformatrice fondamentale per la categoria degli imprenditori balneari, che rappresentano oggi un comparto basilare per l’offerta turistica italiana, non può essere dettata mediante un patto di intesa, bensì solo ed unicamente con lo strumento più idoneo, cioè una legge-quadro che regolamenti il settore. Il Sindacato Italiano Balneari aderente alla Confcommercio con i suoi 10.000 associati plaude all’iniziativa, ringrazia l’assessore Di Dalmazio ma ritiene  prioritario ed urgente  che vengano approvati dal Parlamento i provvedimenti necessari al fine di giungere, finalmente, all’archiviazione della procedura d’infrazione in merito alle concessioni demaniali ad uso turistico-ricreativo avviata nei confronti dello Stato italiano dalla Comunità Europea. In merito alla ‘bozza d’intesa’ predisposta dal Ministro Raffaele Fitto, pur condividendone e apprezzandone alcuni punti importanti e significativi, viene ritenuta insufficiente anche in ordine ai contenuti del documento unitario approvato da tutte le Organizzazioni di categoria il 21 novembre scorso.

Per i lavoratori della Novelli Legno, 8 mesi di Cigs in deroga

Otto mesi di cassa integrazione in deroga per i 40 lavoratori della Novelli Legno, l’azienda di Colonnella in liquidazione. È quanto emerso dall’incontro tra azienda e sindacati tenutosi ieri, in Provincia, alla presenza degli assessori al Lavoro e alla Formazione Eva Guardiani e alle Attività produttive Ezio Vannucci. Era presente anche la Regione Abruzzo nella persona del dirigente del Servizio Politiche Attive del Lavoro Giuseppe Sciullo. Per i lavoratori dell’azienda si tratta di una boccata di ossigeno. I sindacati, in apertura dell’incontro, avevano espresso forte preoccupazione per la totale assenza di prospettive, dato che lo scorso 17 gennaio è venuta a scadere la Cigs. La Regione, vista l’impossibilità di utilizzare gli strumenti di sospensione previsti dalla legislazione ordinaria, è intervenuta illustrando la possibilità di un eventuale ricorso ad un periodo di 35 settimane di cassa integrazione in deroga (8 mesi), secondo quanto previsto dall’accordo siglato dal Cicas, il comitato per le crisi aziendali, lo scorso 28 aprile. Il liquidatore, Raniero Viviani, pur tra qualche perplessità iniziale dovuta a ragioni di carattere tecnico, su sollecitazione delle istituzioni e dei sindacati, ha acconsentito a sottoscrivere un accordo che preveda un periodo di Cigs in deroga. La Provincia, nelle persone degli assessori Guardiani e Vannucci, ha ribadito l’auspicio che queste misure possano “favorire l’avvio di un percorso finalizzato alla ripresa dell’attività ed il conseguente mantenimento dei livelli occupazionali” e si è impegnata a proseguire l’attività di verifica della situazione aziendale.  Il liquidatore era assistito dai consulenti del lavoro Michelangelo Nobile ed Ernesto Nobile, la Rsu da Mario Trasatti (Cgil) e Giancarlo De Sanctis (Cisl). L’incontro è stato coordinato da Pierluigi Babbicola del Servizio Relazioni Industriali della Provincia.

Por, altre 90 persone ai tirocini promossi dal Settore Lavoro della Provincia di Teramo

Grazie allo scorrimento delle graduatorie, avvenuta come primo effetto della rimodulazione dei fondi Por, ulteriori 90 persone (oltre alle 140 che ne hanno già beneficiato o ne stanno beneficiando) potranno usufruire dei tirocini formativi promossi dal Settore Lavoro e Formazione professionale della Provincia.  Ieri la pubblicazione, sul sito dell’ente (www.provincia.teramo.it), degli elenchi relativi agli aspiranti tirocinanti ammessi, diplomati e non, di età compresa tra i 18 e i 35 anni, che non hanno già beneficiato di tale possibilità. I soggetti ospitanti (imprese, studi professionali ed associazioni, enti pubblici ed organismi di diritto pubblico), purché si trovino in posizione utile in graduatoria, potranno avviare i nuovi tirocini nelle prossime settimane previa comunicazione dell’ente. Ciascun tirocinio ha la durata di sei mesi e dà diritto ad un rimborso spese di 500 euro mensili. “Si tratta di un’opportunità ulteriore – spiega l’assessore al Lavoro e alla Formazione Eva Guardiani – offerta dalla rimodulazione dei fondi Por. Siamo contenti di poter mettere a disposizione di giovani e meno giovani, in un periodo così difficile per la nostra economia, opportunità di formazione e, soprattutto, di incontro con la realtà produttiva. Ci auguriamo che queste esperienze, come accade in alcuni casi, possano tramutarsi in contratti di lavoro”.