Pescara, la Regione taglia l’assistenza a 12 pluriminorati sensoriali gravi maggiorenni: insorge l’IdV in Provincia

“Dal primo febbraio la Regione taglia l’assistenza a 12 pluriminorati sensoriali gravi maggiorenni, pazienti dell’Istituto Paolo VI di Pescara che godevano di assistenza specifica e riabilitazione in tale centro specializzato. Le famiglie non hanno ricevuto spiegazioni, né indicazioni ufficiali su come gestire l’emergenza. Stiamo parlando di persone che hanno gravi disabilità dell’apparato fisico e sensoriale, che, quindi, senza le terapie non potranno essere seguiti al meglio e continuare a fare progressi, seppur piccoli. Il taglio è stato deciso dai ridimensionamenti messi in cantiere quest’estate dal Commissario Chiodi e dalla sub commissaria Baraldi, ma la cessazione delle terapie non è stata comunicata formalmente alle famiglie, che hanno dovuto apprenderlo per lo più verbalmente dagli assistenti”. E’ quanto denunciano i Consiglieri del gruppo Idv alla Provincia di Pescara, Antonella Allegrino, Luciano Di Lorito, Attilio Di Mattia e Camillo Sborgia.

“A parte la disumanità della decisione, in fondo si tratta del taglio di terapie a 12 pazienti che di sicuro non risolverà il grave deficit sanitario della regione, nonché la discutibilità del metodo, ovvero far pesare i tagli anche sui soggetti più deboli e svantaggiati, la cosa che ci ha colpito incontrando le famiglie che saranno interessate da tale cambiamento, è il disorientamento e la preoccupazione sul destino dei propri cari, che sembra non interessare alle istituzioni che hanno deciso la sospensione. Si sono rivolte ai politici, perché quel disorientamento e quella preoccupazione fossero condivisi e, in qualche modo, corrisposti, insieme alla comprensione per le situazioni drammatiche che ognuna di queste famiglie verrà ad affrontare ogni giorno da febbraio in poi, vedendo i propri cari regredire per il vuoto di cure o, nel migliore dei casi, sballottati da un posto all’altro per continuare a riceverne e a che prezzo, considerato che nel circondario un posto specializzato come il Paolo VI non c’è. In questi casi è necessario che le istituzioni scendano in campo a tutela dei cittadini più deboli; invitiamo la Regione per prima a farlo, ma invitiamo anche la Provincia e i Comuni di provenienza ad interessarsi direttamente di tale grave problema. Non possono esistere cittadini di serie A e cittadini di serie B, né è pensabile che a pagare il prezzo di anni di malagestione debbano essere proprio i soggetti più deboli e vulnerabili. La politica deve fare qualcosa, cominciando, ad esempio a dare a quelle famiglie le informazioni e l’orientamento che consentirà loro di affrontare più serenamente il futuro delle persone che hanno in carico”.