Golden Lady, l’appello di Monsigor Forte per evitare i licenziamenti

In attesa di conoscere l’esito del confronto tra proprietà e parti sociali, previsto martedì prossimo nella sede di Confindustria a Vasto, l’arcivescovo di Chieti-Vasto, Monsignor Bruno Forte, è oggi intervenuto sulla possibile chiusura dello stabilimento della Golden Lady di Gissi, dove lavorano 382 addetti, in gran parte operaie. Lo fa con una nota pubblicata sul sito internet della diocesi teatina. “Apprendo con profondo rammarico – afferma – della chiusura ormai decisa dello stabilimento Golden Lady in Gissi. Avevo cercato anch’io di evitare in ogni modo i licenziamenti, contattando direttamente i proprietari, per dar voce alle preoccupazioni gravissime delle famiglie dei lavoratori coinvolti e per esprimere le riserve sulla ‘delocalizzazione’ che anche Papa Benedetto XVI ha espresso nella recente Enciclica Caritas in veritate (n. 40). Ora non posso che prendere atto di questa vicenda dolorosissima, che ha ricadute drammatiche per centinaia di persone, e pregare Dio per le tante famiglie che si troveranno nei prossimi giorni segnate dal dramma della disoccupazione. Il mio appello a nuovi investimenti e a una politica d’innovazione sul nostro territorio è rimasto purtroppo inascoltato e il potenziale di qualità umana della nostra gente lavoratrice è stato di fatto mortificato. In questo momento di tristezza – si legge ancora nel messaggio di Forte – mi stringo alle famiglie disorientate e cariche di incertezze per il futuro, assicurando loro la mia preghiera e la vicinanza della Chiesa. Incoraggio tutti a non perdere la speranza e a chiedere a Dio la luce necessaria per continuare a scommettere sulla vita. Invito i responsabili della cosa pubblica – conclude Monsignor Forte – e chiunque abbia possibilità imprenditoriali a non lasciare nulla d’intentato per creare nuovo lavoro nell’area toccata dalla crisi. Dio custodisca tutti i disoccupati e faccia sentire la sua mano benedetta che rialza i poveri e gli umili”.

Menna (UDC): “Non veri i dati sul turismo in Abruzzo”

“Non comprendiamo affatto l’ottimismo ostentato dall’assessore regionale al Turismo, Mauro Di Dalmazio, relativamente al movimento turistico nella nostra Regione nel 2010”. Antonio Menna, capogruppo Udc al Consiglio regionale, così obietta sulle affermazioni Di Dalmazio diffuse ieri, che raffigurano un quadro positivo, attestando il dato delle presenze turistiche addirittura a 6,2milioni. “La realtà, a nostro avviso, è totalmente diversa da quella descritta, non solo sul piano dei numeri, ma anche sul fronte della qualità delle iniziative e dei progetti, che sono stati carenti e inadeguati alle esigenze del territorio regionale – aggiunge Menna. “Non comprendiamo, dunque, a quali fonti siano stati attinti i dati numerici sciorinati da Di Dalmazio. Da anni in Abruzzo la promozione del turismo è carente e non produce risultati se non quelli correlati al graduale disimpegno degli organismi pubblici preposti alla promozione, che hanno determinato, semmai, un sensibile calo delle presenze, altro che incremento. Per trovare riscontro a questo dato di fatto oggettivo, basta sentire a campione il parere degli operatori di tutte le varie attività sia balneari che montane, per rendersi conto di quanto siano complessi e numerosi i loro problemi. Malgrado tutto, sono gli operatori i veri artefici del turismo in Abruzzo anche se non godono del giusto sostegno che meriterebbero. Forse – annota Antonio Menna – l’assessore Di Dalmazio ha attinto i dati ad un’altra regione che non è l’Abruzzo, dove il turismo è soggetto al gravame di problemi annosi che ne accentuano i ritardi e lo sviluppo” “Forse – conclude il Capogruppo regionale dell’Udc – l’ostentazione dei dati è stata fatta con voluta premeditazione per coprire l’imbarazzo causato dalla vera notizia del giorno, cioè che la Regione Abruzzo non parteciperà all’imminente Bit 2011 non per scelta strategica, ma per mancanza di risorse finanziarie”.