Chiodi sceglie: De Fanis e Giuliante in giunta regionale

Ieri la nomina, oggi la prima apparizione in pubblico dei nuovi assessori regionali scelti dal Governatore Gianni Chiodi, in sostituzione di Gianfranco Venturoni, ex assessore alla Sanità e ora capogruppo del PdL e di Daniela Stati, ex assessore alla Protezione Civile. A Pescara, nella prima delle adunanze invernali dell’assemblea regionale, Chiodi li ha presentati. Si tratta di Gianfranco Giuliante (foto a destra) e di Luigi De Fanis (in basso a destra). Le deleghe attribuite a ciascuno saranno rese note la prossima settimana. Giuliante, 59 anni, laureato in giurisprudenza. Presidente del Parco della Maiella, già consigliere comunale e provinciale de L’Aquila con il Msi. Dal 1998 al 2004 ha ricoperto l’incarico di vice presidente dell’amministrazione provinciale dell’Aquila. È stato eletto nel listino collegato al presidente Giovanni Chiodi. Luigi De Fanis, 51 anni, medico ortopedico, è stato sindaco di Montazzoli e assessore della Comunità montana Alto Vastese. Attualmente è assessore alla sanità e all’ambiente del comune di Atessa, consigliere regionale e presidente della VI Commissione consiliare “Politiche europee, internazionali e programmi della Commissione europea”.

Scelte arrivate dopo lunghi mesi di trattative e in attesa delle decisioni che avrebbe assunto Futuro e Libertà, al quale Chiodi aveva teso una mano. La risposta del coordinatore regionale Daniele Toto, che rinviato al mittente ogni avance, ha sciolto ogni nodo. Decisioni difficili per il Governatore, soprattutto quella di Giuliante, non gradita a una fetta del PdL. Il circolo Progetto L’Aquila per il Pdl, attraverso Carla Mannetti ha fatto sapere che seppur nel  “rispetto della scelta effettuata dai vertici del mio partito il PDL, ma come aquilana non mi sento rappresentata da questa nomina.  Giuliante – aggiunge – ha sempre avuto un modo di interpretare la politica che non mi appartiene. Mi auguro che il bene della nostra città e della sua ricostruzione siano sempre il fine principale dell’azione politica dei nostri rappresentati locali”.

Pronta la risposta di Chiodi: “Sarà il tempo a valutare l’operato dei nuovi assessori, per il cittadino l’importante è che la Giunta lavori. Sapevo che per la Mannetti non era una scelta felice, ma la classe politica è da guardare nel medio termine”.

Critiche dall’interno, ma anche dalle opposizioni. Il segretario regionale del PD, Silvio Paolucci ha commentato che dopo “mesi di litigi, veti incrociati, interviste, decisioni sbagliate questo rimpasto lunghissimo, oltre sei mesi, da prima Repubblica, si mostra necessario solo a soddisfare i notabili e le correnti del Pdl, e sta costando agli abruzzesi un prezzo troppo alto, tanto più se la sanità resterà nelle mani di Chiodi, che invece dovrebbe essere rimosso dal governo vista l’incapacità di esercitare il ruolo di commissario. Chiodi se l’è presa comoda alzando le spalle di fronte alle lunghe liste d’attesa, ai reparti che chiudono, alle sentenze della magistratura che smantellano il suo Piano di riordino deciso nel chiuso della sua stanza. Nell’agenda del presidente-commissario i problemi quotidiani di questa regione vengono dopo le alchimie di palazzo e gli equilibri di potere. L’Abruzzo avrebbe almeno bisogno di condizioni politiche minime: un presidente che faccia il presidente rispettando le regole, un assessore a tempo pieno, una giunta al completo. Questo centrodestra non è in grado neppure di garantire il minimo funzionamento. Alla fine, dopo oltre sei mesi di triste spettacolo nel caos della sanità, nel pieno dell’emergenza rifiuti, senza nessun protagonismo sulle sfide relative a ricostruzione e vertenza Abruzzo con le emblematiche crisi industriali di questi giorni, le scelte effettuate sono modeste e nessuno comprende perche ci sono voluti tutti questi mesi. Insomma la montagna ha prodotto un topolino”.

Più duri i commenti dell’IdV. Alfonso Mascitelli, coordinatore regionale del partito di Di Pietro afferma che “per il rimpiazzo in Giunta, Chiodi più che una firma ad un semplice decreto di nomina ha apposto la certificazione del vero fallimento politico del suo governo e della sua maggioranza. Non c’e’ bisogno di ricordare la cronologia dei fatti. Due assessori costretti alle dimissioni per vicende giudiziarie; un consigliere regionale di maggioranza indagato con gravi accuse; il capogruppo del Pdl promosso ad assessore dopo che per mesi ha espresso liberamente il suo dissenso da scelte che non condivideva; il gruppo Fli con un piede dentro e uno fuori dalla maggioranza; la delega alla sanità che resta in capo a Chiodi nonostante i suoi ripetuti insuccessi, documentati da una proliferazione gravissima di disservizi. E in ultimo la annunciata nomina di Venturoni a capogruppo è la scelta finale di Ponzio Pilato che non ha avuto neppure la coerenza e il coraggio di riammetterlo nella squadra di giunta, per paura che facesse altri danni. Chiodi sa bene – conclude Mascitelli – che in politica cambiando l’ordine dei fattori il prodotto non cambia e il prodotto che è stato propinato agli abruzzesi è l’ennesima pezza che continuerà a rinviare la risoluzione dei problemi veri”.

“La soluzione data alla crisi che ha investito la Giunta regionale rappresenta l’immagine piu’ chiara di una confusione politica che da sette mesi pone in una condizione di grande anomalia la politica del governo regionale – ha detto  il Capogruppo dell’Udc Antonio Menna. Pur rispettando le scelte, che individua nei nuovi Assessori due colleghi consiglieri di indubbie qualità e valenza politica – proseguito Menna – non posso non rilevare che, di fronte alla drammatica crisi che ha investito l’Abruzzo e di fronte agli allarmi degli indicatori economici e occupazionali rilevati dalla Cisl, la risposta che arriva dalla maggioranza di governo e’ debole e inadeguata per garantire all’Abruzzo la giusta ripresa. Tutto il tempo impiegato per la soluzione di questa vicenda – conclude Menna – sono la dimostrazione che esistono difficoltà e divisioni all’interno del centro destra che indeboliscono l’azione di governo. Credo che il Consiglio regionale debba riappropriarsi del suo ruolo di centralità nell’azione di controllo e di stimolo per sostituirsi a quella ‘politica del fare ‘ che finora ha prodotto solo annunci e attese”.

Pedaggio Asse Attrezzato, risoluzione urgente della Regione

“Con questa risoluzione si impegna il Presidente e la Giunta Regionale ad attivare tutte le iniziative utili, presso il Governo nazionale e con il coinvolgimento dei parlamentari abruzzesi, affinché l’asse attrezzato  Chieti – Pescara (R.A. 12) venga declassificato da raccordo autostradale a superstrada, in modo da poter evitare l’applicazione del pedaggio previsto dalla legge 163/2010. In attesa di tale  declassamento sarebbe opportuno che le risorse ricavate dall’introduzione del pedaggio sull’asse attrezzato a partire dal mese di maggio 2011, vengano reinvestite nella realizzazione di infrastrutture nei Comuni interessati dal pedaggio stesso. La risoluzione è stata accolta favorevolmente anche dai consiglieri di maggioranza”. E’ quanto ha dichiarato Marinella Sclocco (PD), che ha presentato la risoluzione. “Il pagamento del pedaggio, rappresenta una delle tasse più ingenti applicate negli ultimi 20 anni nella nostra Regione, in cui grava già il peso della crisi economica, colpendo in particolare  modo i pendolari della provincia di Pescara e soprattutto l’economia della città di Pescara, meta di decine di migliaia di persone che quotidianamente la raggiungono per attività di studio, lavorative, di svago e di shopping. L’asse attrezzato, continua la consigliera, è stato realizzato circa 35 anni fa con l’intento di alleggerire il traffico sulla SR 5 Tiburtina Valeria, diventando, di fatto, una strada urbana della città di Pescara, l’introduzione di una tassa sul suo utilizzo comporterebbe un grave danno oltre che economico per gli utenti anche ambientale, riportando inevitabilmente il traffico sulla SR 5 Tiburtina Valeria.”

Cinquecento mila euro per Miano

La Regione Abruzzo ha stanziato cinquecentomila euro di fondi Por-Fesr per la sistemazione delle aree ideologicamente dissestate nel Comune di Teramo. Il Capogruppo Pdl Giacomo Agostinelli che da anni si occupa di dare risposte concrete a questo problema piuttosto diffuso sul nostro territorio, con l’aiuto dell’assessore ai Lavori Pubblici Giorgio Di Giovangiacomo e del Sindaco Maurizio Bucchi hanno deciso di utilizzare tale finanziamento per la frazione di Miano, dove si registra da tempo, un ampio dissesto rispetto ad altre zone che saranno comunque oggetto di prossimi interventi. “E’ nostro impegno – ha dichiarato il Capogruppo Pdl Agostinelli – come abbiamo fatto in passato, captare altri finanziamenti e destinarli in altre zone che necessitano di interventi prioritari come: Sciusciano, Mezzanotte e Coste Sant’Agostino”. Cinque anni fa con l’impiego di fondi regionali Apq pari a 800 mila euro e a seguito di un progetto redatto dal prof. Gentile, furono messe in sicurezza una parte dell’area di Coste Sant’Agostino e del fiume Tordino.