Airaudo ai lavoratori della Sevel: “La Fiat ci dica qual è il futuro di questa fabbrica”

“È inaccettabile quando accade, perché Fiat è stata costruita da noi italiani, i nostri padri, figli, e col contributo dei lavoratori e le tasse. Oggi l’azienda non può permettersi il lusso di andare di città in città e dire: o fate come dico io, oppure me ne vado. E’ una minaccia intollerabile. Non va bene e questo accade perché non c’è equilibrio tra i poteri e per l’assenza della politica, che è rimasta a guardare”.

Sono le parole pronunciate da Giorgio Airaudo, segretario nazionale Fiom-Cgil Auto, nella conferenza stampa che ha tenuto fuori dei cancelli della Sevel insieme al segretario Regionale della Cgil Di Cesare, a Nicola Di Matteo, segretario regionale della Fiom, a quello provinciale, Marco Di Rocco e di Lanciano, Davide Labrozzi. Airaudo è intervenuto all’assemblea dei lavoratori della fabbrica del Ducato, nel quale si è parlato sui motivi dello sciopero nazionale del 28 gennaio, indetto dalla Fiom per tutto i lavoratori del settore metalmeccanico. La Fiom abruzzese ha deciso di tenere la manifestazione a Lanciano, a pochi chilometri dall’area industriale più importante d’Abruzzo e del centro sud d’Italia. L’incontro tra i lavoratori della Sevel e Airudo si è incentrato sul recente referendum di Mirafiori, sul braccio di ferro tra la Fiom e la Fiat sul contratto di lavoro proposto dal Lingotto. Le posizioni della Fiom, a differenza di Fim e UilM che hanno detto sì a Marchionne, sono note: l’accordo riporta indietro le lancette del tempo, annullando d’un colpo quei diritti che i lavoratori hanno conquistato in anni di battaglie sindacali. Ma la vertenza non si è certo esaurita tra Pomigliano e Mirafiori, che già si sono espressi in proposito. Continuerà e interesserà altri stabilimenti, anche la Sevel, che dopo il nuovo assetto del gruppo e la suddivisione in due aziende, una per le automobili ed una per i mezzi pesanti, è entrata a far parte del primo.Ci troveranno in ogni fabbrica – risponde con fermezza Airaudo -. Gli altri sindacati, come Fim e Uilm, devono anche riflettere sul fatto che ogni contratto da loro firmato è stato peggiorativo. Li invitiamo a fermarsi, a riflettere. Un sindacato che non lavora per il futuro è destinato a fallire. Basti vedere che sono molti di più i lavoratori, che noi della Fiom rappresentiamo i quali non accettano questa situazione”.

E sul futuro della Sevel? La settimana scorsa se ne è parlato a Lanciano durante l’assemblea dei quadri della Fiom della provincia di Chieti. Riunione che si è svolta a poche ore dai colloqui che una delegazione della Fiom ha avuto in Francia nella sede della Confederation generale du travail, il sindacato generale francese, omologo della Cgil. Notizia che hanno creato non poca preoccupazione tra i lavoratori del Ducato in Val di Sangro. A Valenciennes, sono stati tagliati 1700 posti, la produzione è limitata al solo Scudo, mentre altri modelli, come Ulysse e Fedra sono stati sospesi. Dati che confermerebbero la conclusione anticipata, prima cioè del 2017, della joint-venture fra la Fiat Group Automobiles ed il Gruppo PSA. “Vi sembra logico che una nostra delegazione sia dovuta andare in Francia per incontrare i sindacati francesi e i colleghi della Sevel du Nord, per avere delle informazioni? Noi vogliamo conoscere i programmi della Fiat – dice Airaudo – che non dice nulla. Chiediamo un tavolo generale e se non fosse possibile, ci accontentiamo anche di quello aziendale. Lì, mi auguro che siano tutte le parti, compreso la Regione”.

Intanto crescono le adesioni allo sciopero generale di venerdì a Lanciano. Insieme ai lavoratori ci saranno dipendenti del pubblico impiego e del privato, la scuola e l’Università. Hanno dato la loro adesione i Comitati studenteschi, l’associazione studentesca COGITO, l’Associazione Per l’Acqua Pubblica, l’Associazioni contro la petrolizzazione dell’Abruzzo, Sinistra Ecologia Libertà Abruzzo, Federazione della Sinistra Abruzzo, Ass. Unititicontrolacrisi, Italia dei Valori Abruzzo, FAILMS CISAL, COBAS ed altri sindacati di Base. Sono pervenute adesioni individuali e di gruppi civici, tra questi: il candidato Sindaco per il Centro sinistra di Lanciano MARIO PUPILLO, il candidato sindaco di Progetto Lanciano, Pino Valente, l’On. Giovanni Lolli del PD. Ci sarà anche Rifondazione comunista, PdCI, Lavoro e Solidarietà e Socialismo 2000 annunciano la partecipazione allo sciopero del 28 gennaio, proclamato dalla Fiom, e promuovono pullman per raggiungere Lanciano. “Il timore – ha detto Marco Fars, segretario regionale di Rifondazione comunista – è che il metodo Marchionne arrivi anche in Abruzzo, alla Sevel, dove l’accordo con i francesi rischia di essere interrotto anticipatamente. Dopo Pomigliano e Mirafiori anche a Cassino e in Abruzzo si rischiano delle nuove tipologie di contratto ma noi vogliamo batterci contro la distruzione del contratto collettivo di lavoro e la contrazione dei diritti dei lavoratori”. Fars ha anche fatto notare che “la politica abruzzese è assente in questa vicenda, nonostante l’emergenza principale della regione non sia la sanità ma l’occupazione, e la giunta non sta facendo nulla”.

L’Italia dei Valori, attraverso Romeo Pasquarelli, responsabile Dipartimento lavoro Provincia di Chieti dell’IdV, afferma che “i contratti imposti negli stabilimenti Fiat di Pomigliano e Mirafiori vi siano violazioni di leggi e di diritti indisponibili garantiti dalla Carta Costituzionale. Noi ci chiediamo perché in tanti hanno posto l’attenzione sul presunto investimento che la Fiat dovrebbe fare nel progetto “Fabbrica Italia” e in troppo pochi si sono chiesti se sia giusto permettere, a chiunque, di violare o forzare le leggi vigenti dell’Italia, e se negli specifici casi ciò sia avvenuto. Saremo a Lanciano, come in tutte le altre manifestazioni che si terranno nelle altre regioni, per sostenere il mondo del lavoro abbandonato dalle istituzioni di ogni livello e per ribadire che la Costituzione non si discute e va applicata e rispettata”.

Per quanto concerne l’organizzazione, il concentramento sarà a Piazza Cuonzo dove il corteo partirà ed attraverserà Viale Cappuccini, via Ferro di Cavallo, via Luigi De Crecchio e Piazza Plebiscito dove si terranno numerosi inteventi da parte di operai, studenti,  delegazione francese di operai della SEVEL NORD, di sindacalisti della FIOM e della CGIL, tra questi Maurizio Marcelli, della FIOM CGIL Nazionale e Stefania Crogi della segreteria nazionale della CGIL.

Golden Lady, proposta di deroga della cig

Il ricorso alla cassa integrazione guadagni in deroga per salvare lo stabilimento di Gissi della Golden Lady. È questa la proposta fatta oggi alla proprietà dai sindacati di categoria, nel corso del vertice svoltosi presso la sede dell’Associazione Industriali di Vasto. La richiesta è stata formalizzata dalle parti sociali che tentano così di bloccare l’iniziativa dell’azienda lombarda, che il 10 gennaio scorso, invece, ha chiesto l’avvio delle procedure di mobilità per i 382 addetti dello stabilimento, in gran parte personale femminile. Le parti si rivedranno la settimana prossima in Provincia a Chieti per proseguire il delicato confronto.