“Il Bernabeo non può essere ridimensionato, ma riqualificato”

“L’Amministrazione di Ortona chiede un incontro urgente al manager della Asl Chieti-Lanciano-Vasto, Francesco Zavattaro e al sub commissario Giovanna Baraldi affinché si decida insieme il futuro dell’ospedale “Gaetano Bernabeo”. Obiettivi chiari ed atti consequenziali. Non si può decidere un giorno una cosa ed il giorno successivo firmare atti che non vanno nella medesima direzione. Abbiamo il dovere di garantire una sanità di qualità anche perché i tagli operati indistintamente fino ad oggi non hanno prodotto il contenimento della spesa, anzi”.

Giuseppe Granata, assessore alla sanità al comune di Ortona, vuol vederci chiaro, vuol capire quale sarà il futuro del nosocomio ortonese. E come lui, l’intera amministrazione comunale. Per questo oggi ha tenuto una conferenza stampa nella quale ha sì chiesto un incontro con i vertici della Als, ma lo ha fatto ricordando che il Bernabeo è un “ospedale che vanta una tradizione di eccellenza per alcune specialità e non può essere ‘annullato’. Piuttosto deve essere riqualificato. E’ indubbio” – ha precisato l’assessore – che è necessario riorganizzare la sanità in Abruzzo, contenendone la spesa, ma è altrettanto vero che è doveroso garantire un servizio che rispetti la dignità umana. Questa Amministrazione ha atteso pazientemente, difendendo peraltro la mission dei vertici ASL, (vale a dire l’attuazione di un piano di riordino capace di creare poli di eccellenza a danno di reparti fotocopia inefficienti), prima di pronunciarsi. Era giusto dare tempo per la realizzazione di un progetto coraggioso anche perché fortemente impopolare. La scure dei tagli non può colpire indistintamente reparti che, numeri alla mano, risultano produttivi. La sub commissario, in occasione del suo primo incontro con i sindaci del territorio proprio nella sala conferenze dell’Ospedale Bernabeo, disse che si doveva operare nell’ottica dei numeri: tagliare i “rami secchi” a vantaggio di quelli che per professionalità risultano capaci di attrarre utenza anche da fuori. E’ questo il caso del reparto di Ortopedia di Ortona che, fin dagli anni ’70 con Crisci prima e con Ciampa poi – ricorda Granata -, riesce, ancora oggi, in una condizione lavorativa di emergenza, a richiamare pazienti da fuori provincia e regione. Allora chiediamo a Zavattaro e alla Baraldi perché accorpare questo reparto a Chieti e non, ad esempio, far lavorare l’équipe di ortopedici di Ortona in sinergia con quelli di Lanciano ed Atessa, servendo un territorio più ampio? Il piano sanitario prevede n.03 unità operative complesse di Ortopedia per ogni ASL. La soluzione potrebbe essere Chieti, Ortona-Lanciano-Atessa e Vasto. Non si può lasciare nel reparto di Ortopedia di Ortona, solo il day surgery, affidando le emergenze e gli interventi programmati a Chieti. Così facendo si contravviene a quanto sostenuto fino ad oggi in materia di contrazione della spesa, produttività e qualità dei servizi. Il Policlinico di Colle dell’Ara sta scoppiando: non ci sono posti letto ed il personale medico e para medico non riescono a garantire un servizio di qualità. Non è un caso che il pronunciamento del Consiglio di Stato, in merito al ricorso avverso alla chiusura del presidio di Guardiagrele, va in questa direzione. In altre parole, prima di fare i tagli e chiudere le strutture è necessario garantire il diritto alla salute con un servizio di qualità. Solo così gli abruzzesi possono accettare il piano di riordino”.

“Il piano sanitario prevede che l’ospedale Bernabeo diventi un polo di eccellenza per la donna. Bene, allora cerchiamo di essere consequenziali.  Senologia, con il prof. Cianchetti, ha un grande potere di attrazione. E’ doveroso potenziarla, garantendo gli esami di screening in tempi rapidi, altrimenti viene meno la prevenzione. Se Ginecologia e Punto Nascite deve essere un polo di eccellenza per la donna è necessario un ginecologo oncologo. Si chiede, quindi, di operare in deroga al blocco delle assunzioni. FIVET è uno dei sistemi più diffusi di fecondazione assistita, oggi assicurata dall’équipe del Dott. Giammarco Tiboni a Chieti. E’ una pratica che viene eseguita in sala operatoria, ma siccome a Chieti non ci sono sale operatorie disponibili, i vertici aziendali hanno in programma di trasferirla ad Ortona. Ben venga anche perché, purtroppo, si registra una crescita esponenziale dei casi di sterilità delle coppie. Allora chiediamo a Zavattaro ed alla Baraldi, che fine ha fatto il nuovo blocco operatorio del Bernabeo, da tutti invidiato ed il cui collaudo è atteso da tempo immemorabile? La FIVET sarebbe di grande richiamo per l’utenza, ma necessita di spazi, sale operatorie e di strutture di supporto psicologico per le coppie. Supporto psicologico che risulta fondamentale anche per le donne che affrontano il calvario dei tumori femminili. Il personale del Pronto Soccorso deve essere messo nelle condizioni ottimali per fare una diagnosi precisa in tempi stretti, tali da trasferire il paziente nel centro di eccellenza più vicino e specializzato per quella patologia, altrimenti l’intero sistema sanitario non risulterebbe efficace”.