Il PD in Provincia di Chieti critico sul piano di dimensionamento scolastico

Una bocciatura a tutto campo quella prodotta dall’Ufficio Scolastico Regionale alla proposta di nuovo dimensionamento scolastico e dell’offerta formativa formulata dalla maggioranza di centro – destra alla Provincia di Chieti. Era chiaro ed evidente che non erano gli studenti,  l’interesse del territorio e delle imprese in esso operanti che venivano perseguiti dal Di Giuseppantonio, Petrucci & c. ma solo la necessità di dare risposte ad altri interessi di natura clientelare ed elettorale. “Alle nostre  proposte costruttive e di merito, tutte confrontate con operatori e dirigenti del mondo scolastico provinciale, ci siamo solo sentiti rispondere negativamente; eppure, alla luce di quanto poi deciso dall’Ufficio Scolastico Regionale d’intesa con l’assessorato alla Pubblica Istruzione, tante delle nostre sensate proposte avrebbero trovato accoglimento ed evitato un ennesima figuraccia”.

Duri i commenti del PD in Provincia di Chieti che quest’oggi ha tenuto una conferenza stampa a Chieti per denunciare “l’immobilismo che ha sin qui caratterizzato l’amministrazione di Di Giuseppantonio. Si certifica un altro triste episodio del più totale fallimento del centro destra nel dare risposte concrete ed esaurienti alle tante esigenze ed aspettative si elevano dal territorio sempre più depauperato e penalizzato soprattutto nelle zone interne verso la quale non una sola iniziativa concreta degna di nota sin qui si è registrato se non fiumi di parole e vuote promesse. Si conferma il cattivo funzionamento della filiera istituzionale, che continua a compiere scelte fortemente penalizzanti per il territorio Chietino soprattutto della zone interne; dopo la sciagurata riforma delle comunità montane, la chiusura di 3 plessi ospedalieri, dei molte scuole primarie di primo grado ora s’aggiunge la negazione di richieste in materia di rafforzamento dell’offerta formativa.

Tutto questo con un il silente avallo degli eletti del centro – destra del territorio. Dalle decisioni assunte dall’Ufficio Scolastico Regionale emerge con assoluta chiarezza l’improvvisazione ed il dilettantismo con il quale, la giunta di centro – destra alla provincia di Chieti, ha affrontato l’importante argomento del nuovo dimensionamento scolastico e della relativa riorganizzazione dell’offerta formativa; il piano proposto ed approvato dalla sola maggioranza in provincia rispondeva solo ad esigenze localistiche, clientelari e di pagamento di dazi elettorali per nulla guardando ai superiori interessi degli studenti veri destinatari finali delle innovazioni qualitative promesse; bocciato il nuovo polo liceale di Francavilla al Mare, la richiesta del Liceo Scientifico a Villa Santa Maria (aggregato all’Alberghiero), del corso di “maestro pastaio” a Fara San Martino unitamente a quello di “operatore turistico” al professionale di Casoli. Rispedito al mittente la malsana idea di concedere il nuovo corso di “scienze applicate” al solo liceo scientifico di San Salvo ed a quello (bocciato) di Francavilla al Mare lasciandolo in capo ancora in capo agli Istituti Tecnici Industriali  per le città di Chieti, Lanciano e Vasto; l’Ufficio Scolastico Regionale ha decretato la coerenza con la riforma “Gelmini” ossia tutto in capo ai licei scientifici i nuovi corsi e raccordo con gli I.T.IS. per quelli già in corso; parziale accoglimento dei nuovi corsi del “Liceo Coreutico” a Chieti, aggregato al convitto nazionale “G.B. Vico”, e del “Liceo Musicale” a Lanciano, aggregato all’I.T.IS. “Vittorio Emanuele”, perché entrambi legati al numero d’iscrizioni per l’effettiva autorizzazione (art.9 decreto U.S.R.); discutibile e poco condivisibile riconoscimento di una dirigenza scolastica a Gissi ove si prevede una contestabile integrazione verticale dalla scuola dell’infanzia (asilo infantile) sino agli istituti tecnici commerciali, oltre che di Gissi, di Casalbordino passando per le scuole medie inferiori di Furci e San Buono e le primarie di Carpineto Sinello, Casalanguida, Furci, Guilmi, Liscia e San Buono. Ovviamente Gissi è contemplata in tutti i livelli e gradi d’istruzione. La politicità di questa scelta è palese essendo l’unico caso del genere in Abruzzo ed una delle poche in tutta Italia; non sarà che il centro – destra ha adottato questa soluzione pasticciata a parziale compensazione della definitiva chiusura dell’ospedale a Gissi per le quali, tra i tanti, anche l’ex ministro Remo Gaspari non di certo ha usato parole di cortesia verso il centro – destra al governo della filiera istituzionale? L’accoglimento della nostra proposta d’integrazione orizzontale tra gli istituti superiodi di Casalbordino, Scerni e  Gissi, con chiara indicazione della sede della dirigenza già in delibera del consiglio provinciale, avrebbe fatta salva la dirigenza soppressa a Vasto”.