Lupo intrappolato in un laccio d’acciaio salvato grazie al radiocollare GPS

Il pronto intervento dei tecnici del Parco Nazionale della Majella ha evitato la morte atroce di un bellissimo esemplare di lupo appenninico. Infatti, grazie ai dati ricevuti da radiocollari GPS recentemente applicati ad alcuni esemplari, un biologo dell’Ente ha rinvenuto nei pressi di Roccacasale (AQ), a pochi metri dal confine del Parco, un lupo intrappolato in un laccio d’acciaio che stava provocando gravi lesioni all’animale. Il pronto intervento del Servizio veterinario dell’Ente ha evitato il peggio; l’animale è stato sedato, liberato dalla trappola e dopo un accurato esame, durante il quale sono state accertate le buone condizioni dell’esemplare, rilasciato subito in natura. La pratica di apporre lacci di acciaio in corrispondenza di sentieri e guadi frequentati da animali di grossa taglia è una delle più frequenti attuate dai bracconieri; l’animale che vi rimane intrappolato muore di solito per soffocamento, per gravi amputazioni o per le estese e profonde ferite riportate. Il Coordinamento Territoriale per l’Ambiente del Corpo Forestale dello Stato, intervenuto tempestivamente per i rilievi del caso, ha avviato le indagini per risalire ai responsabili.
Il Commissario Straordinario del Parco Gianfranco Giuliante ed il Direttore Nicola Cimini si complimentano con il personale dell’Ente che ha effettuato l’intervento, auspicando che a breve si giunga ad identificare gli autori di questo deplorevole atto teso a colpire la specie simbolo del Parco Nazionale della Majella. Il buon esito dell’operazione è stato ottenuto sia grazie ai costanti monitoraggi sulla fauna effettuati dal Parco e sia attraverso l’attuazione di quanto previsto dal Progetto Life WOLFNET, di cui l’Ente Parco Nazionale della Majella è capofila. Il Progetto, partito da oltre un anno e finalizzato a ridurre la persecuzione nei confronti della specie, prevede tra le varie azioni proprio la costituzione di Gruppi Operativi Specialistici (GOS) che favoriscano la massima sinergia operativa tra i tecnici dell’Ente ed il personale di sorveglianza del Parco che, grazie anche a competenze specifiche e strumenti innovativi, possano limitare al massimo i fenomeni di bracconaggio e persecuzione della fauna della Majella.