Giuseppe Saraceni guiderà La Destra a Casalbordino. A Roseto botta e risposta tra Felicioni e Lattanzi (FLI)

“La federazione provinciale de la Destra di Chieti è in una fase di intenso ed oculato lavoro affinchè il partito possa ben figurare ed emergere in vista del rinnovo dei consigli comunali, in programma nel prossimo maggio in molti centri dell’Abruzzo. “Casalbordino- ha esordito Annarita Guarracino, responsabile provinciale dello schieramento di Storace – avrà bisogno del nostro determinante contributo al palazzo di città con una  presenza che, certamente, i cittadini non mancheranno di tributarci”. In tale contesto, sarà il neo portavoce Giuseppe Saraceni a  guidare le trattative per le alleanze tra partiti. Saraceni, che ha un passato politico di destra, è un imprenditore locale, ma non solo. Giuseppe Saraceni, che si è dichiarato entusiasta del ruolo affidatogli, è un ulteriore punto fermo de la Destra che, inarrestabilmente, continua la sua diffusione capillare nel territorio teatino.

Roseto: Felicioni (La Destra) replica a Lattanzi (FLI)

“La Destra di Roseto non ha posto “diktat” nei confronti di nessuna forza politica, si è semplicemente auto-esclusa da eventuali tavoli di lavoro e coalizioni con la presenza di FLI; questo per coerenza oltreché per incompatibilità politica. Quindi gli esponenti di FLI,  prima di fare certe affermazioni, si documentino bene sul loro stesso cammino storico e ricordino chi, a livello nazionale, ha invece posto dei veti, dei reali “diktat” sulla presenza de La Destra nel governo Berlusconi: il loro amato Gianfranco Fini”. E’ quanto dichiara Luigi Felicioni, segretario comunale de La Destra di Roseto, alle dichiarazioni rilasciate alla stampa dal Segretario provinciale di FLI Antonio Lattanzi. “Non è chiaro all’elettorato come il FLI intenda collocarsi a Roseto, perché a vedere lo stato attuale i loro “alleati naturali” dovrebbero essere l’Udc e l’Api. Quest’ultima formazione politica non si è mai manifestata a Roseto mentre l’Udc oggi è in coalizione con PDL e Lega Nord, partiti con i quali ha un rapporto conflittuale a livello nazionale. Piuttosto che sentirsi vittime di “diktat” facciano chiarezza sulla loro posizione a Roseto; nel caso si materializzassero al di fuori delle “alleanze naturali”, per tutti sarebbe semplice la constatazione di un partito “coerente” con le linee politiche nazionali, traditore a Roma e costruttore a Roseto”.