Marche false in circolazione a Lanciano: come distinguerle per non cadere nella trappola dei falsari

Dopo le denunce di due esercenti, un commerciante di San Vito Chietino, di 44 anni, da cui ha preso il via l’indagine, e un’altra di un tabaccaio di Lanciano, i carabinieri di Lanciano ora mettono in guardia i cittadini sul giro di marche da bollo false che circolano. Alcune di queste sono state gà sequestrate, altre sarebbero ancora in circolazione. Per questa ragione è stata diffusa la foto della marca falsa di vario importo, da un minimo di 14.62 a un massimo di 340, per mettere in guardi eventuali acquirenti sulla differenza. Le divergenze che emergono chiaramente dall’immagine (la falsa è quella pubblicata nel titolo dell’articola, la vera è a destra) sono: la banda argentata posta all’estrema sinistra della marca è palesemente diversa da quella originale, che invece riproduce piccoli stemmi della Repubblica Italiana; gli stemmi della R.I. che si ripetono in stampa blu a metà altezza circa della banda argentata, invece, mancano totalmente sulla marca falsificata. Inoltre, la cornice che delimita la marca è di colore arancione e riproduce al suo interno la scritta “Ministero dell’Economia e delle Finanze Agenzia delle Entrate”. Questa scritta, nella marca falsificata, si fa confusa a causa del tipo di inchiostro, fino a diventare un’unica fascia arancione. La scritta “Agenzia delle entrate” nella marca falsificata è di colore nettamente differente da quella originale. Più in generale, si nota un utilizzo di carta ben diversa dall’originale, decisamente più assorbente, su cui evidentemente il colore perde il suo contorno netto, e ciò lo si evidenzia anche dal carattere e dalla definizione di numeri e lettere. E’ chiaro che non si può escludere che le operazioni di falsificazione, nel tempo, si facciano sensibilmente più precise, allo scopo di rendere i valori riprodotti quanto più possibile prossimi al vero ed eludere i controlli, ma a tal fine è utile ricordare che qualora sussistesse il dubbio in merito alla autenticità del valore in proprio possesso, il cittadino può rivolgersi ai Carabinieri, che eseguiranno il dovuto riscontro, confermando che si tratti o meno di valore falsificato.