Ambiente, coro di no all’accordo Confindustria Chieti e sindacati per il settore petrolifero

“Dopo anni di discussioni in merito alla petrolizzzazione dell’Abruzzo come si possono difendere le imprese multinazionali non locali che hanno dipendenti non locali e che promuovono un’attività che distruggerebbe il lavoro di 5.000 famiglie di vitivinicoltori locali e di centinaia di attività turistiche (alberghi, ristoranti, stabilimenti balneari, agriturismi, Bad e Breakfast,  ecc.) che impiegano migliaia e migliaia di lavoratori locali?”

Se lo chiede Walter Caporale (foto a destra), capogruppo regionale dei Verdi, in merito all’accordo che il Presidente di Confindustria, Primavera, e i segretari Provinciali di Cisl, Uil e Ugl hanno sottoscritto alcuni giorni fa a Chieti. “Cosa significa l’affermazione del Presidente di Confindustria della provincia di Chieti secondo cui il  Sistema Ambiente in Abruzzo è già al collasso? Che è diventato legittimo infierire? Ma questi signori dove erano mentre le Associazioni ambientaliste, gli amministratori locali, i Verdi e altri partiti hanno manifestato, organizzato convegni informativi e dimostrato che in altri luoghi il petrolio ha portato solo devastazione, malattie, emigrazione. Spero che i sindacati facciano un immediato dietrofront e non si facciano strumentalizzare da chi vende miraggi facendo leva sulla crisi e sulla disoccupazione!”. Quella di Caporale non è l’unica voce che si è levata nelle ultime ore: la questione petrolio e le attività estrattive ad esso collegate vedono da tempo schierati alcuni movimenti di cittadini. Tra questi Nuovo Senso Civico, in prima fila in tutte le manifestazioni che sono state finora organizzate in tutto l’Abruzzo per contrastare tutti quei progetti mirati alle attività estrattive nell’Adriatico. Attraverso gli ex parlamentari Enrico Graziani, Angelo Staniscia, Antonio Ciancio, Guido Di Mauro, Amedeo D’Addario e il presidente del movimento Alessandro Lanci , il comitato è tornato a ribadire in una nota diffusa oggi che è quanto mai “necessaria una continua ricerca degli equilibri indispensabili per lo sviluppo industriale eco-sostenibile. Gli insediamenti petroliferi deturpano e violentano i territori, determinando ripercussioni negative sulle imprese sensibili alle condizioni ambientali: pesca, viticultura, agricoltura in generale, turismo, enogastronomia, servizi legati a questi settori.  La verità è che, come l’esperienza avrebbe dovuto insegnare, i posti di lavoro nell’industria petrolifera sono sempre molto pochi, ed anzi sono molto più quelli che distrugge che quelli che crea. Sono noti tra i tanti gli esempi di Falconara, della Basilicata o della Sicilia, ed inoltre la petrolizzazione finisce per disincentivare anche le industrie manifatturiere, che preferiscono territori non inquinati, oltre che privi di criminalità organizzata – ricorda Lanci (foto a destra)-. La Confindustria, sorda a tutto questo, pensa di risolvere i problemi occupazionali della nostra regione con l’industria petrolifera. Anche la Sangro Chimica, che voleva installare una gigantesca raffineria in Val di Sangro – ricordano gli ex parlamentari – prometteva tremila posti di lavoro. Le popolazioni non hanno abboccato ed hanno lottato per ben cinque anni ed alla fine hanno vinto, e se nel Sangro è venuta la Sevel, che aveva dichiarato di essere incompatibile con la vicinanza di un impianto petrolchimicolo, si deve al fatto che la Sangro Chimica è stata scacciata. Per quel che riguarda il problema del grave inquinamento che investirebbe l’Abruzzo, il presidente della Confindustria Primavera proclama che ‘il problema ambientale non esiste’, perché il sistema ambiente in Abruzzo è già al collasso. Quindi tanto vale dare a questo sistema il colpo di grazia: questo è in buona sostanza il ragionamento della Confindustria. Di fronte ad affermazioni che si commentano da sé – conclude la nota degli ex parlamentari – noi diciamo che questo progetto di petrolizzazione della nostra terra non passerà poiché noi solleveremo l’intero Abruzzo contro di esso. Nuovo Senso Civico e l’associazione Difesa Beni Comuni hanno raccolto contro la deriva petrolifera, al prezzo di una immane fatica, ben cinquantamila firme, che presenteremo entro pochi giorni alla stampa e con le quali inonderemo Governo nazionale, Enti e Regione, con un appello a tutte le forze politiche perché contrastino la posizione del presidente della Confindustria e si impegnino, come già avvenuto in passato, a cercare altre strade per risolvere  il problema dell’occupazione”.

Teramo, Patto dei Sindaci. Arrivano i finanziamenti per l’energia pulita

Quattro milioni di euro per i Comuni e 2 milioni e 800 mila per la Provincia. Queste le risorse disponibili per il teramano per interventi di riconversione e risparmio energetico su edifici e strutture pubbliche ma anche per la realizzazione di iniziative di sistema ( ad esempio la revisione dei regolamenti comunali sull’edilizia) e di progetti che incentivino anche il privato a utilizzare fonti di energia rinnovabile. Sono i finanziamenti che la Regione ha deciso di investire in in favore di Comuni e Province per l’attuazione del cosiddetto “patto dei sindaci” il programma europeo per il taglio del 20% delle emissioni inquinanti entro il 2020: complessivamente sono oltre 35 milioni di euro per tutta l’Abruzzo (i fondi sono quelli Por Fesr Asse II Energia). Per cogliere questa opportunità e, soprattutto per farla cogliere ai Comuni, la Provincia – struttura di supporto tecnico accreditata dall’Unione Europea – ha messo a disposizione degli enti locali l’Agenzia per l’Energia che già da qualche mese sta affiancando i Comuni sia per la rilevazione dei consumi energetici sia per la redazione del Seap, il Piano d’azione per l’energia sostenibile senza il quale non è possibile accedere ai finanziamenti. Questa mattina, il presidente Catarra e l’assessore Francesco Marconi, hanno incontrato i Sindaci per spiegare le modalità di accesso ai finanziamenti e per costruire un’agenda operativa. “Siamo stati i primi a crederci e a investire risorse e professionalità in questo programma europeo – ha esordito il Presidente – ora i fatti ci danno ragione: la riconversione energetica di strutture pubbliche e private può dare l’avvio ad un virtuoso circuito che oltre a farci abbattere le emissioni inquinanti in atmosfera e a rendere più vivibili le nostre città, andrà ad incentivare una nuova imprenditoria basata sull’innovazione e sull’alta professionalità. Nel presidente Chiodi abbiamo trovato un interlocutore particolarmente attento e oggi siamo fra le prime Regioni d’Europa a registrare un investimento così significativo sull’economia verde”. “I finanziamenti sono stati ripartiti dalla Regione sulla base delle indicazioni del tavolo tecnico, composto sia dalle Province che dall’Anci in rappresentanza dei Comuni, seguendo il criterio del numero dei Comuni e della base demografica” ha dichiarato l’assessore Marconi che ha aggiunto: “la prossima settimana la Giunta regionale ratificherà i criteri e i Comuni potranno già iscrivere in bilancio le somme di propria competenza. Intanto Agena e il settore energia dell’ente è a disposizione per fare l’inventario dei consumi e cominciare a lavorare al Piano d’azione dei Comuni che ne faranno richiesta. Il tavolo tecnico regionale valuterà la congruenza dei progetti e erogherà i finanziamenti. Un percorso agile ma compartecipato che ci metterà in condizione di avviare gli interventi già da quest’anno”. Sulla base della proposta licenziata dal tavolo tecnico ai Comuni sino a 5000 abitanti andranno 50 mila euro;  a quelli fino a 15 mila abitanti andranno 100 mila euro; fino a 50 mila abitanti andranno 200 mila euro; infine, ai comuni sopra i 50 mila abitanti saranno assegnati 400 mila euro. Secondo l’assessore Marconi: “è solo l’inizio: se dimostreremo all’Europa che siamo in grado di spendere bene e in fretta questi fondi, riusciremo sicuramente ad ottenerne altri in breve tempo”.

Nasce il “centro studi per la cultura e l’ ambiente della montagna vastese e della Valle del Trigno”

Il 29 gennaio è stato istituito il “Centro Studi per la Cultura e l’Ambiente della Montagna Vastese e della Valle del Trigno”, promosso da associazioni vastesi e molisane, studiosi, gruppi Facebook e numerosi volontari che credono nelle risorse del proprio territorio come strumento per rilanciarlo. Sono stati nominati presidente Ivan Serafini e vice-presidente Gabriele Potente, che guideranno l’associazione fino ad un assemblea più ampia per la formazione del direttivo. L’area d’interesse del Centro è il comprensorio vastese, i comuni molisani della valle del Trigno e le aree limitrofe. L’iscrizione è aperta anche ai non residenti che credono, spesso più di molti residenti, nel valore immenso racchiuso nel paesaggio naturale e storico di questi luoghi bellissimi e poco conosciuti. Il Centro Studi si occuperà di svolgere e commissionare studi, ricerche, pubblicazioni per ribadire la valenza ambientale e storica di questi territori e avviare le procedure per realizzare un Parco Naturale della Montagna Vastese. Alcuni dei principali scopi dell’associazione sono: valorizzare la storia della comunità locale, del folclore, della memoria storica, delle tradizioni locali, della parlata dialéttale e delle tipicità enogastronomiche; promuovere la collaborazione tra enti, associazioni e cittadini per superare le barriere amministrative tra Abruzzo e Molise; sostenere l’adozione dei piani di gestione dei S.I.C. e l’istituzione di un Parco Naturale, Regionale o Nazionale, quale ente capace di tutelare e valorizzare l’entroterra vastese, la valle del Trigno e i comuni molisani interessati; sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni locali alle tematiche dello sviluppo sostenibile, alla gestione delle risorse naturali ed energetiche, del patrimonio storico e archeologico del vastese; la formazione e la gestione di un Centro di Documentazione storico-ambientale dell’antica civiltà contadina della montagna e l’allestimento di una mediateca, anche on-line, per la diffusione e la condivisione delle informazioni. L’associazione trae la sua forza dall’iniziativa popolare e si avvia a fare il possibile per sostenere l’istituzione di un’area protetta. I vantaggi di un parco naturale, infatti, sarebbero rilevanti per il turismo del vastese interno, con benefici anche per la costa che potrà offrire un pacchetto turistico completo e più interessante. Le adesioni sono aperte a chiunque vorrà partecipare in maniera attiva o solo con il proprio sostegno ai progetti dell’associazione. Per partecipare all’iniziativa o avere maggiori informazioni si può far riferimento al sito internet www.altovastese.it.