Il sindaco Paolini in una intervista sull’Unità d’Italia: “Lanciano città dai forti valori”

“I ragazzi devono capire che se oggi viviamo in democrazia e libertà è perché ci sono state persone che si sono sacrificate per loro: il valore della libertà è irrinunciabile”. E’ uno dei passaggi dell’intervista che il sindaco di Lanciano, Filippo Paolini ha rilasciato a Giuseppe Pellicanò, della redazione Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) Comunicare. Paolini non è stato l’unico primo cittadino a finire sul taccuino dei giornalisti del giornale dell’Anci. Sono stati scelti per le ricorrenze dei 150° anniversario dell’Unità d’Italia quei primi cittadini di Comuni il cui nome è legato ad episodi centrali sotto il profilo dell’unità nazionale, tanto del Risorgimento quanto delle due Guerre Mondiali. E Lanciano ha molto da raccontare, soprattutto sotto il profilo dei valori. “Dopo Napoli, Lanciano è stata la prima a battersi contro i Nazisti: è un episodio che ha fatto letteralmente la storia della nostra città che per questo motivo è stata insignita della Medaglia d’oro al valor militare – afferma nell’intervista Paolini. Va ricordato che allora non era stata costituta neanche la brigata Maiella (lo sarebbe stata solo nel dicembre successivo) quei mesi tra il 1943 e il 1944 furono segnati da una grande sofferenza prima della liberazione. Ho sempre festeggiato il ricordo del 6 ottobre con grande determinazione ed emozione, perché mi sono messo nei panni dei giovani che speravano in un futuro migliore, e che hanno sacrificato la gioventù non per la guerra ma per un ideale”. Ma cosa rappresentano quei giovani martiri per i valori di solidarietà su cui è stata costruita l’Italia e che potrebbero essere ‘minati’ da tentazioni centrifughe? “La spinta federalista è necessaria ed imprescindibile, siamo una Nazione giovane e il processo ha avuto qualche difficoltà soprattutto nel sud Italia, ciononostante il concetto di unità deve restare un faro”, premette il sindaco. “Se il federalismo viene visto come qualcosa che significa divisione diventa un concetto ridicolo, mentre va ‘declinato’ nel senso di una migliore gestione delle risorse pubbliche”. Si tratta di un “passaggio che dobbiamo accettare visto che lo sperpero del denaro pubblico è la cosa che più tocca la gente, oltre che uno dei motivi fondamentali perché la gente si allontana dalla politica”, ribadisce.  Insomma per Paolini se il federalismo diventasse “solo un mezzo per dividere Italia sarebbe un grave danno e torneremmo indietro di moltissimi anni. Il federalismo deve essere comunque solidale: non condivido l’idea che partano prima altre Regioni rispetto a quelle del Sud”, evidenzia. C’è un aspetto oppure una iniziativa che vorrebbe venisse portata avanti dai Comuni in occasione delle celebrazioni del 150° anniversario ? “Abbiamo fatto una serie di iniziative con un primo convegno d’intesa con la Prefettura sui notabili agli inizi del 900. Comunque credo che sicuramente l’aspetto più importante è far capire ai giovani quanto possono essere importanti anche i simboli, come l’inno nazionale e la bandiera. Su questa linea continueremo attraverso una serie di eventi organizzati con alcune associazioni cittadine”, conclude il sindaco.