Identificati dalla polizia attraverso le immagini e i cellulari gli autori di alcune rapine in banche di Pescara

La Squadra Mobile di Pescara ha oggi dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip Guido Campli su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica di Pescara, Annalisa Giusti, titolare delle indagini, nei confronti di Stefano Lemma 51 anni, e Marco Eneide, di 39, entrambi di Roma. I due sono gravemente indiziati di essere i responsabili di una serie di rapine commesse in danno di istituti di credito di Pescara. In particolare quelle consumate il 7 agosto 2009 presso la “Caripe”, filiale di via Nicola Fabrizi (bottino 53.000 euro) ed il successivo 28 agosto 2009 presso la “Tercas”, filiale di via Nicola Fabrizi (bottino 14.000 euro). A Lemma è stata inoltre contestata la rapina consumata il 9 ottobre 2009 presso la “Caripe”, filiale di via Tiburtina (bottino 18.000 euro). All’arresto della coppia di malviventi, che colpiva a volto coperto ed armata di taglierino, la polizia è giunta dopo avere pazientemente analizzato i filmati delle telecamere di sorveglianza degli istituti di credito rapinati, che hanno confermato il sospetto che si trattasse sempre delle medesime persone, anche alla luce delle analogie del modus operandi. Attraverso la raccolta di molteplici riscontri all’ipotesi investigativa della non appartenenza dei due rapinatori al circuito della malavita locale, i sospetti si sono concentrati sui due, entrambi conosciuti alle forze dell’ordine e già coinvolti in analoghi episodi delittuosi. L’analisi dei tabulati delle loro utenze cellulari ha consolidato il quadro indiziario, corroborato ulteriormente dalla comparazione fisionomica tra le riprese video dei due indagati tratte dalle telecamere di sorveglianza e le loro caratteristiche antropometriche, analisi condotta attraverso l’impiego di personale specializzato della Polizia Scientifica. I provvedimenti nei loro confronti sono stati notificati presso la Casa Circondariale di Roma Rebibbia, dove si trovano detenuti per altri colpi messi a segno in varie regioni d’Italia.