Le proposte di Progetto Lanciano per rilanciare la Fiera

Delocalizzazione dall’attuale area in località Villa Martelli; valorizzazione del ruolo di polo fieristico regionale di Lancianofiera e la sua ricapitalizzazione. Sono queste le proposte di Progetto Lanciano per rilanciare l’ente frentano, che attraversa uno dei momenti più difficili della sua storia. Ad esporli, Pino Valente, candidato sindaco del movimento per le comunali del prossimo maggio e Alberto Paone, che siede in seno al consiglio di amministrazione di Lancianofiera in rappresentanza di uno dei soci più importanti del consorzio, la Banca Popolare di Lanciano e Sulmona, che già in passato ha dimostrato il suo interesse e il suo attaccamento alla Fiera. Da entrambi un richiamo alla classe politica locale, regionale e provinciale perché concretamente si metta mano al rilancio dell’ente, anche sotto l’aspetto finanziario. Alla politica è stato chiesto di pronunciarsi definitivamente e in fretta sulla realizzazione della nuova area fieristica che, per Progetto Lanciano, va individuata a Villa Martelli. Si dovrà intervenire anche a livello dirigenziale se si vuole che il processo di rinascita sia efficace. Solo così si riuscirà a intercettare interventi di privati e creare basi più solide. “Ma non ci confronteremo con le altre forze politiche per ragionare sulla Fiera. Non vogliamo dibattere con chi ne sta provocando la morte – dice lapidario Valente. Che poi si dice soddisfatto dalle percentuali attribuite al suo movimento nel sondaggio condotto da una società romana per conto del PdL: se si andasse a votare domani, Progetto Lanciano si presenta con 9,5 %, cioè la terza forza politica della città, dietro lo spesso PdL e il PD. “Ma possiamo ancora migliorare – dice -. Siamo convinti che andremo al ballottaggio perché siamo diventati il punto di riferimento per i lancianesi. E siamo orgogliosi di essere campanilistici – aggiunge il candidato sindaco, rispondendo alle accuse di voler ‘ghettizzare’ Lanciano, lanciategli dal coordinatore cittadino de La Destra, Bruno Di Ciano -. Non siamo stati a chiudere nell’angolo Lanciano, ci hanno pensato tutti questi anni di governo di centro destra”.