Antenne a S. Silvestro, tutto come prima. Pupillo:”Puntiamo sul Campus Automotive e sul Parco della Costa dei Trabocchi anziché sul petrolio”

“Il governo ha fornito una risposta tardiva e deludente, con la quale sostanzialmente continua ad ignorare il diritto alla salute dei cittadini coinvolti e ad alimentare il rimpallo di responsabilità tra Governo, Regione e Comuni sulla nuova localizzazione”.

Lo afferma il senatore del Partito Democratico Giovanni Legnini, dopo la risposta fornita dal governo – nella persona del sottosegretario Saglia – all’interrogazione firmata dallo stesso Legnini e dal senatore Alfonso Mascitelli sul problema delle antenne di San Silvestro a Pescara. “Il Governo ha confermato che il Piano Nazionale delle frequenze, deliberato dall’Autorità il 15 giugno 2010, continua a contemplare il sito di San Silvestro – afferma Legnini -, ignorando così l’Ordinanza della Regione e l’orientamento a realizzare il sito su una piattaforma offshore. Si tratta di una posizione inaccettabile, così come quella della Regione che continua ad ignorare una propria Ordinanza e non ad assumere iniziativa risolutiva da troppo tempo attesa. Avevo chiesto al Governo – ricorda Legnini – di assumere una iniziativa decisa a fronte di comprovati gravissimi rischi alla salute dei cittadini di San Silvestro, nonché di conoscere quali iniziative intendeva assumere per garantire l’esecuzione dell’Ordinanza dell’allora Presidente Del Turco n. 1 del 24 giugno 2008 con la quale si disponeva la delocalizzazione di tutti gli impianti di Radio diffusione entro 180 giorni da San Silvestro ad altro sito. È chiaro ormai che sia il governo nazionale che la giunta regionale hanno abbandonato le richieste degli abitanti di San Silvestro: il Pd continuerà invece la sua battaglia per il diritto inalienabile dei cittadini alla salute ed alla serenità”.

Pupillo: “Puntiamo sul Campus Automotive e sul Parco della Costa dei Trabocchi anziché sul petrolio”.

Altro che petrolio, la via per il rilancio economico passa per il Campus Automotive e dal Parco della Costa Teatina. Mario Pupillo, candidato sindaco del centro sinistra ha le idee chiare e le ribadisce alla luce del ‘preoccupante’ accordo tra Confindustria e associazioni sindacali provinciali (con la fortunata eccezione della Fiom-Cgil) per riaprire il discorso sul futuro petrolifero “della nostra costa e del nostro territorio. Un salto all’indietro pericoloso verso una soluzione che non porta vantaggi né in termini occupazionali, né in termini economici – dice senza mezzi termini. E pii aggiunge -: “limitandosi all’aspetto strettamente economico, la conversione del territorio in questione in zona interessata dalla estrazione di idrocarburi avrebbe effetti devastanti sulle migliaia di famiglie che operano nei settori dell’agricoltura e del turismo, incidendo proprio sulle aree più importanti per lo sviluppo economico della Regione quali la pesca, la viticoltura, l’enogastronomia e su tutti i servizi ad esse legati. Quanto alla promessa di nuovi posti di lavoro, è facile notare come essa sia del tutto ingannevole, allorché si consideri che per tali impianti è richiesta un’elevata specializzazione: ciò che precluderebbe il ricorso alla manodopera locale. È dunque una semplice considerazione matematica a dettare la conclusione che i posti di lavoro creati dall’industria petrolifera in Abruzzo non potrebbero in alcun modo compensare quelli che la sua comparsa sul territorio inevitabilmente distruggerebbe. Esempi in questo senso provengono da molte parti d’Italia: Falconara, Sicilia, e soprattutto Basilicata, come più volte ha ricordato Maria Rita D’Orsogna. Emergono inoltre notizie poco confortanti riguardo la stabilità finanziaria delle multinazionali interessate a queste installazioni: è difficile pensare che tali società potrebbero fare fronte alle conseguenze (economiche, per non dire ambientali) di un eventuale incidente.

E tutte queste considerazioni, che già da sole basterebbero a giudicare insensata l’ipotesi di procedere con la petrolizzazione dell’Abruzzo, non tengono conto di un aspetto decisivo: la salute della popolazione e dell’ambiente. Le parole di Paolo Primavera, il quale motiva la sua apertura affermando che “il sistema ambiente in Abruzzo è già al collasso”, lasciano sbalorditi, e dimostrano un’indifferenza nei confronti degli abruzzesi che rasenta il cinismo. Impostare il discorso in termini di contrapposizione tra lavoro e salute è un gesto semplicistico ed irresponsabile, che lascia trapelare un’ideologia in cui la ricerca del profitto giustifica la rinuncia ai diritti fondamentali dell’uomo. Sulla necessità di rilanciare l’economia abruzzese non possono esservi dubbi: ma non è possibile barattare il diritto alla salute con vaghe promesse. Oggi più che mai, non possiamo permetterci il lusso di investimenti improduttivi: bisogna puntare su progetti qualificati per rilanciare il nostro territorio, come appunto il Campus Automotive e il Parco della Costa Teatina. È indispensabile che la città di Lanciano, capofila di un vasto comprensorio, si ponga in prima linea per la creazione del Parco, che renderebbe il nostro territorio unico e tutelato, valorizzando al contempo spazi pubblici e privati. In quest’ottica si iscriverebbe anche il progetto per la realizzazione di una Via Verde per l’entroterra, magari sfruttando il vecchio tracciato della Sangritana. Dobbiamo riflettere, dobbiamo discutere, dobbiamo confrontarci apertamente su problemi e soluzioni. L’unica cosa che non dobbiamo fare è dilapidare ulteriormente le ricchezze del nostro territorio, dando ascolto alle parole di chi ci vorrebbe convincere ad accettare un accordo scellerato nel quale l’anima e il corpo dell’Abruzzo vengono venduti in cambio di qualche barile di liquido nero”.