Il PdL abruzzese rischia di spaccarsi su Luciano D’Alfonso

“Si sta creando un caso sul nulla quando invece dovremmo tutti concentrarci di più sui problemi che, purtroppo, non mancano al nostro Abruzzo e alle nostre città – dice oggi il vice coordinatore regionale del PdL, Fabrizio Di Stefano (foto a destra). Il senatore tenta di smorzare le polemiche, di ridimensionare il caso, esploso per la presenza del senatore Filippo Piccone alla presentazione del libro dell’ex sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso. E difende Luigi Arbore Mascia, l’attuale primo cittadino, la vittoriosa scelta fatta su di lui, che non può certo essere messa in discussione dopo l’abile mossa di D’Alfonso di non far nulla per passare inosservato e di finire sotto i riflettori dell’evento. Anzi, Di Stefano coglie l’occasione per mettere in evidenza che il Popolo della Libertà non si tira indietro al confronto con chi a sinistra “è disposto a confrontarsi con serenità, a differenza di molti altri di quella parte politica che fanno politica attraverso insulti e intimidazioni tese a delegittimare l’azione di governo del presidente Chiodi e dei nostri amministratori a tutti i livelli. Sinceramente  non vedo dove sia lo scandalo”. Insomma, della serie, come ti rigiro la frittata.

Ma a Celano, qualcosa dev’essere pur successo se Mascia, e con lui gli assessori in giunta municipale, hanno scritto a Berlusconi. Il primo cittadino oggi ha ripetuto che “il problema non è D’Alfonso, ma quello che è accaduto. Anni addietro era sindaco di Pescara, ma ricordo anche che il suo impegno politico ha avuto anche risvolti giudiziari che la magistratura sta vagliando. Ora mi aspetto i soliti sproloqui degli orfanelli del Pd di Pescara, ma non ci sono problemi, perché io andrò avanti per la mia strada con la coscienza a posto. Una cosa che non è piaciuta ai cittadini di Pescara che mi hanno inviato questa mattina centinaia di sms per esprimermi solidarietà e chiedermi di andare avanti”. E poi un messaggio chiaro e forte ai vertici del PdL: “Dimissioni assolutamente no. Io sono il sindaco di Pescara eletto da oltre quarantamila cittadini che mi hanno dato fiducia, e chiesto di governare questa città. Resto al mio posto, ci mancherebbe, continuando a fare politica per il bene di Pescara”.

Sulla lettera inviata dal sindaco  Mascia al Presidente Berlusconi , interviene il consigliere regionale del PDL, Riccardo Chiavaroli.“Credo – afferma il consigliere Chiavaroli – che la lettera dell’amico e ottimo sindaco Mascia sia stata inopportuna nella forma e nella sostanza.Nella forma – dice Chiavaroli – perchè se proprio si voleva parlare direttamente a Berlsuconi sarebbe stato meglio farlo per sollecitare ulteriori attenzioni per Pescara e per l’Abruzzo; nella sostanza, perchè è superfluo chiedere al Presidente Berlusconi di ribadire una linea politica del PDL in Abruzzo, che invece è chiara e netta, come peraltro al premier è ben noto e come i fatti dimostrano ogni giorno.Ritengo – prosegue ancora il consigliere – che il caso sia divenuto involontariamente piu’ grande di quanto i fatti in sè lasciavano immaginare, tuttavia l’occasione può servire a riflettere sul fatto che a forza di vedere fantasmi che sembrerebbero aggirarsi, si rischia al contrario di essere travolti da veri e propri spettri.Penso invece – conclude Chiavaroli – che dobbiamo dimostrare di essere classe dirigente del PDL e della regione Abruzzo, classe di governo in senso lato,  rivendicando e affermando -secondo la nostra cultura liberale e democratica – il dovere al dialogo con l’avversario, senza  (come purtroppo ci capita spesso di subire) emettere condanne morali contro presunti “nemici” : e ciò, proprio perchè siamo forti delle nostre idee e saldamente ancorati alle nostre convinzioni politiche”.

Quanto avvenuto non ha certo lasciati indifferenti gli esponenti delle altre forze politiche. Antonella Allegrino (IdV) non si sofferma sui contorni della vicenda, quanto invece l’ammonimento del senatore Piccone al sindaco Mascia. “Piccone rimanda Mascia ai suoi doveri istituzionali, come a sottolineare la carenza di risultati tangibili sul governo cittadino, i passi indietro fatti dalla città. E anche l’intervento del senatore Di Stefano mi sembra vada nella direzione di ridimensionare la lettera e le conseguenze paventate in essa. Caro sindaco – suggerisce il consigliere provinciale -, dia retta ai suoi, si applichi a governare e pensi alla nostra città che è la più importante della provincia e della Regione e che non può permettersi di restare indietro a causa di inutili diatribe personali o politiche che siano”. Il PD per voce di Giancarlo Gennari, afferma che “sarebbe meglio se Albore Mascia iniziasse ad incontrare i cittadini, se affrontasse le problematiche gravi della città che forse si è dimenticato di essere chiamato ad amministrare. Mascia non incontra nessuno, lui e la sua amministrazione sono del tutto assenti dalla vita quotidiana dei pescaresi – sottolinea il consigliere provinciale – quindi anziché scrivere a Roma per manifestare gelosia, provi a fare il sindaco”.