Mini rimpasto in giunta regionale, l’amarezza di Argirò (PdL)

Le voci, le indiscrezioni i malumori sul mini rimpasto nella Giunta regionale, non accennano a placarsi. Anzi. Selle scelte operate dal Governatore Chiodi si è detto e scritto molto, soprattutto del malcontento che esse hanno determinato. Si è detto e scritto molto pure sul fatto che fino a poche ore dalla comunicazione ufficiale dei due nuovi assessori (Gianfranco Giuliante e Luigi De Fanis) Nicola Argirò, presidente della IV Commissione regionale “Industria, Commercio e Turismo”, da molti era dato per sicuro sostituto per uno dei due posti lasciati vacanti da Daniela Stati e Lanfranco Venturoni. Invece è andata in un’altra maniera e Argirò affida a un dettagliato comunicato la sua amarezza e annuncia che la prossima settimana sarà ricevuto a Roma dai vertici nazionali del PDL ai quali ha chiesto un incontro urgente per definire il ruolo e l’importanza del territorio vastese negli equilibri politici ed economici regionali ma anche per offrire un quadro di quel che è avvenuto negli ultimi giorni. Un incontro da cui dipenderanno le scelte politiche future dello stesso Argirò. A Roma il consigliere regionale andrà a esporre quel che, in sintesi, ha posto in evidenza nella nota stampa diffusa oggi.

“Il mini-rimpasto che ha visto entrare in Giunta i consiglieri De Fanis e Giuliante, di cui soltanto il primo eletto nella circoscrizione di Chieti, pone un serio problema di rappresentanza politica all’interno del massimo organo regionale – dice Argirò -. Infatti, mentre il teramano è stato ulteriormente rafforzato con le deleghe all’Ambiente e all’Energia, attribuite all’Assessore (esterno) Di Dalmazio e uomo di fiducia di Chiodi, il Chietino ha ottenuto soltanto le deleghe alla “Sicurezza alimentare” e alla “Veterinaria”, la cui competenza è del Ist. Zoo profilattico e della Asl, quindi semplici deleghe residuali. Un problema, quindi, non solo di rappresentanza territoriale, che vede per l’ennesima volta umiliato il Vastese attraverso l’esclusione dei suoi Consiglieri eletti dalla Giunta regionale, oltre che da quella provinciale, ma un problema tutto politico dovuto alla scarsa, per non dire nulla, attenzione alle esigenze e alle istanze di un intero territorio e del suo tessuto sociale, politico ed economico, da parte dei vertici regionali del PDL. Il mini-rimpasto, inoltre, ha visto violate le più elementari regole politiche, in primis le quote riservate a Forza Italia (70%) e ad Alleanza Nazionale (30%) all’atto della  costituzione del PDL, in quanto in provincia di Chieti ci sono soltanto uomini ex- Alleanza Nazionale a rappresentare il PDL negli organi esecutivi provinciali e regionali. La quota riservata a Forza Italia è stata totalmente disattesa, per il veto imposto dai due ex-colonnelli di An sulla mia figura di ex-forzista. Inoltre, in due anni di lavoro, la Commissione “Attività Produttive”, sotto la Presidenza di Nicola Argirò, ha licenziato oltre 50 leggi, un vero record nella storia del Consiglio regionale Abruzzo, numero davvero considerevole se paragonato a quello di altre Commissioni, tuttavia, neanche il lavoro ed il merito sono stati presi in considerazione per la formazione della nuova Giunta, in totale contrasto a quel concetto di meritocrazia tanto annunciato ma mai concretizzato dal Governatore Chiodi. Il Coordinatore Regionale del PDL mi ha chiesto per la seconda volta, dopo gennaio 2009, di dimettermi in cambio dell’assessorato per far subentrare in Consiglio Regionale il primo dei non eletti, suo uomo di fiducia, attualmente Presidente di un importante Azienda Regionale (Pasquale Di Nardo, ai vertici della Sangritana), proposta da me rifiutata perchè rivolta solo alla mia persona e non anche agli altri Assessori, quindi da me ritenuta discriminatoria e che non mi avrebbe permesso di poter essere libero di dissentire su eventuali azioni da me non condivise dell’attuale Governo Regionale”.

A Roma, quindi, Argirò porterà sul tavolo nazionale del primo partito d’Italia i problemi di un territorio, prima di tutto il lavoro e le emergenze occupazionali, nonché le opere infrastrutturali promesse dal Governatore Chiodi: in primis nuovo ospedale, arretramento SS16, collegamento ferroviario del porto di Vasto con le aree industriali di Vasto – San Salvo ed Auotoporto di San Salvo; opere e promesse che i vertici regionali del partito sembrano non voler prendere in alcun modo in considerazione, indebolendo, nei fatti, non soltanto il Vastese, ma lo stesso governo regionale e lo stesso Presidente Chiodi. Poi, deciderà se restare nel PdL o fare altre scelte.