Il Pd frentano invita Chiodi per una visita al Renzetti e dice no alla demolizione della materna in via Ferro di Cavallo

“La politica intera del nostro comprensorio deve impegnarsi, a partire da tutti i consiglieri regionali: come è stato fatto per la Sangritana qualche settimana fa, bisognerebbe convocare la commissione sanità del consiglio Regionale con il Presidente e supercommissario Chiodi a Lanciano in modo che il Presidente possa illustrarci gli atti di programmazione sanitaria. Inoltre a Chiodi bisognerebbe far fare un giro sia nelle nuove strutture che si intendono tagliare, sia nei locali fatiscenti dell’Ospedale, chiedendo conto di dove siano finiti gli investimenti che erano previsti, visto che nella pagella a punti per i manager c’è l’obiettivo della definizione dei fondi ex art.20 per investimenti infrastrutturali (erano previsti circa 10 mln per Lanciano)”.

La richiesta-invito è stata lanciata dal segretario del Pd lancianese, Leo Marongiu, sulla base degli impegni che “nel 2009 il commissario inviato dal Governo di centrodestra, Redigolo approvava il Piano Industriale della Asl Lanciano/Vasto, che dava all’Ospedale di Lanciano il compito di essere punto di riferimento e di eccellenza per le attività di chirurgia vertebromidollare (HUB aziendale, SPOKE regionale), chirurgia maxillo facciale ( unica Struttura regionale ), chirurgia oncologica, chirurgia ortopedica protesica, stroke unit. La chirurgia maxilofacciale, in particolare, ha attirato utenti da fuori regione, dimostrando come il trend della mobilità sia stato invertito puntando su un miglioramento delle strutture e sull’investimento su risorse umane di assoluto spessore – sottolinea Marongiu -. Nel giro di un anno e mezzo continuiamo a segnalare invece il collasso dell’Ospedale Renzetti, un collasso sia numerico, per via della mancanza di posti letto che sono stati tagliati, ma, cosa ancor più grave, iniziamo ad assistere ad un declino qualitativo dell’offerta sanitaria che già aveva tante criticità mentre ora, nonostante le patetiche dichiarazioni di chi ci parla di piano di sviluppo,  costringe ad esporsi in prima persona gli stessi operatori sanitari per lamentarsi di una situazione insostenibile. Prima la denuncia sul Punto Nascite, oggi quella sulla chirurgia”.

Il PD, con Antonio Bianco, della segreteria frentana, interviene anche sul proposito dell’amministrazione comunale di demolire l’edificio “che ha ospitato la scuola materna sperimentale di Lanciano, un ‘asilo modello’ come lo definì l’allora presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi, nel decreto di erezione a ente morale nel 1959. Una volta demolita l’ex scuola materna si ha in programma la realizzazione di un parcheggio da circa trenta posti auto nel sito occupato dall’edificio scolastico, chiuso da tempo”. Progetti ribaditi dall’assessore ai Lavori pubblici Paolo Bomba che il Pd di Lanciano ritiene inopportuno per la memoria della importanza della Scuola Sperimentale. “Si tratta – scrive Bianco – dell’unica materna italiana aderente alla Organizzazione Mondiale per l’Educazione Prescolastica (Omep), della quale si proponeva gli stessi fini, ovvero ‘promuovere lo studio e l’educazione dei bimbi e la felicità dell’Infanzia, della famiglia, contribuendo alla pace nel mondo. Si trattava non solo di un vivaio di osservazione sperimentale per gli insegnanti, ma di un centro di studi e attività pratiche in collaborazione nazionale e internazionale: come fonte si scambi di informazione con l’estero, avanzava studi comparati e pratici dei metodi pedagogici e indiceva in tal senso corsi di aggiornamento e specializzazione per insegnanti e docenti”. La demolizione dell’ex scuola sperimentale è in programma per i prossimi giorni, come annunciato dall’assessore Bomba, che attende solo il via libera della sovrintendenza per procedere.