All’Oratorio del Gonfalone di Roma concerto realizzato dal Festival aquilano Pietre che cantano

Nella cinquantesima stagione concertistica del Coro polifonico Romano, considerata tra quelle di maggior tradizione della Capitale, è in programma giovedì 10 febbraio alle ore 21 nella splendida cornice dell’Oratorio del Gonfalone un concerto dal particolare valore simbolico. La serata, infatti, viene realizzata in collaborazione con l’aquilano Festival Internazionale di musica Pietre che cantano, proprio per non dimenticare, in un luogo così ricco d’arte e di testimonianze artistiche, l’Arte abruzzese in pericolo e, soprattutto, quei luoghi che fin dal suo nascere hanno ospitato i concerti del Festival e oggi, perché inagibili o distrutti, non lo possono più. Saranno, per questo motivo, ospiti del Gonfalone il violinista Rainer Honeck, Konzertmeister dei Wiener Philharmoniker, accompagnato al pianoforte dalla pianista Luisa Prayer (foto a destra), direttore artistico del Festival. La presenza di Honeck è significativa: è, infatti, un artista che ha partecipato a numerose delle edizioni di Pietre che cantano, facendo risuonare il vibrante suono del suo Stradivari nelle belle Chiese dell’Aquila e dei suoi borghi storici, molte delle quali oggi purtroppo fortemente danneggiate dal sisma e ancora in attesa di restauro. Il programma impaginato dai due artisti è godibilissimo, con belle musiche di Mozart, Schubert, Saint- Saëns, Ďvorak e un compositore tutto viennese come Fritz Kreisler, con una piccola antologia di suoi pezzi originali o interessanti trascrizioni. Info e prenotazioni: 06-6875952; www.romeguide.it. Biglietti: 10 e 15 €.

Teatro a Roseto con  Francesca Reggiani e il Ladro di razza

Domani, alle 21, al teatro Odeon di Roseto nuovo appuntamento della stagione di prosa Atam- Comune per apprezzare le straordinarie doti comiche di Francesca Reggiani, Rodolfo Laganà e Francesco Pannofino in Ladro di razza di Gianni Clementi, con la regia di Stefano Reali.Lo spettacolo si ispira alla grande tradizione del cinema neorealista, indagando in chiave di tragicommedia uno dei momenti più bui della nostra storia: l’alba del 16 ottobre 1943, data del rastrellamento degli ebrei nel ghetto di Roma da parte dei nazisti. Momenti di trascinante comicità si alternano a parentesi di riflessione e commozione, regalando allo spettatore tre personaggi da ricordare. Tiberio, Oreste e Rachele. Una storia di ingenuità e fame di illusioni e inganni, di risate e lacrime, per raccontare un’Italia in guerra, una Roma allo stremo, ma ancora capace di sussulti d’orgoglio, quando le parole onore e compassione avevano ancora un significato. Un modesto ladro e truffatore, Tiberio, abituato a inventarsi la vita, esce dal carcere, dopo aver scontato l’ennesima pena. Non può tornare a casa dei suoi, perché sulle sue tracce c’è un usuraio, noto per la sua crudeltà. Decide quindi di rifugiarsi nella catapecchia di Oreste, suo amico d’infanzia, che lavora come operaio nelle fornaci di Valle Aurelia. Tiberio deve assolutamente trovare al più presto dei soldi, per placare l’ira del “cravattaro”. Conosce casualmente una ricca zitella ebrea, Rachele, che vive da sola in un appartamento lussuoso del ghetto. Sarà lei la sua vittima. Tiberio la corteggia e, dopo un’estenuante resistenza della donna, riesce finalmente ad entrare nelle sue grazie. Ormai è di casa e pronto per il furto, in cui coinvolge anche l’amico fornaciaro. Ma il piccolo uomo Tiberio, opportunista e vigliacco, catapultato di colpo in un episodio storico dirompente, scoprirà in sé un inaspettato coraggio che gli consentirà un grande riscatto. Biglietti: I Settore €  25,00; II Settore €  21,00; III Settore € 19,00.

Chieti, successo per “Pulginella” del “Teatro del Sangro” di Stefano Angelucci Marino

Un altro “centro” per la stagione di Teatro Ragazzi 2011 al Marrucino di Chieti: dopo il pienone registrato all’esordio del cartellone, affidato al “Gatto con gli Stivali” del Teatro del Cerchio di Parma, i piccoli spettatori con le famiglie al seguito ieri pomeriggio hanno affollato anche l’appuntamento con “Pulginella”, una produzione del Teatro del Sangro, opera di Stefano Angelucci Marino e Rossella Gesini (foto a destra). Al centro del palcoscenico un classico teatro dei burattini, da dove hanno preso vita le storie di Pulginella, il “cugino abruzzese” della famosa maschera napoletana, che ha dato voce all’uomo “della strada”, semplice, che nella scala sociale occupa l’ultimo posto, ma che sopravvive in un mondo difficile grazie alla sua furbizia eccezionale, con la quale è capace di risolvere i più disparati problemi. I “burattini a guanto” di Rossella Gesini hanno dato vita ai personaggi più disparati che hanno interagito con il protagonista che si è fatto beffe del potere e della prepotenza ed ha manifestato tuttavia la paura e il timore che tutti possono provare di fronte a situazioni difficili. La tecnica teatrale adottata, quella delle “guarattelle”, che Rossella Gesini ha appreso da Gaspare Nasuto, giovane maestro guarattellaro napoletano, ha colpito e tenuto inchiodati i ragazzi per oltre un’ora, presentando in maniera semplice ed accessibile i canovacci antichi nella loro modernità e universalità alternandoli con altre storie antiche e moderne. Tanto divertimento, molte risate e anche qualche riflessione amara, fatta però con il sorriso sulle labbra e sempre accompagnata dalla speranza che le cose possano cambiare in meglio e che gli uomini possono migliorare sempre. Il prossimo appuntamento con la stagione del teatro ragazzi del Marrucino è fissata al 27 marzo, sempre alle 17.00, con “L’usignolo dell’imperatore”, una produzione di “Rosaspina – un teatro” di Bologna.