Venti di crisi su giunta provinciale di Chieti e quella comunale di Lanciano

Prime ripercussioni nel chietino dopo l’invito di Silvio Berlusconi a chiudere i rapporti con l’Udc. Il commissario di Vasto del partito di Casini, Roberto Laccetti, afferma in una nota: “In merito alle dichiarazioni dell’On.le Berlusconi, fuori l’Udc dalle giunte a guida Pdl, il partito che rappresento interrompe il dialogo con il Pdl locale. La settimana prossima si riunirà il direttivo per decidere quale strada intraprendere per le prossime elezioni comunali”.
Cosa succederà adesso a Chieti e a Lanciano? La domanda sorge spontanea dal momento che l’Udc è alleata in giunta con il PdL nel capoluogo frenano, dove si voterà alle amministrative il 15 e il 16 maggio prossimi, così come a Vasto, mentre a Chieti ha niente di meno che il presidente della Provincia, Enrico Di Giuseppantonio e molti altri assessori in esecutivo.
A Lanciano, tutto sommato, gravi conseguenze non dovrebbero esserci, eccezion fatta per il tormentato cammino per l’approvazione del Piano regolatore generale. Non poco. Ma è anche vero che è stato un errore ‘politico’ portare in aula il nuovo strumento urbanistico a pochi mesi dalla fine della legislatura. Se l’Udc, – finora il gruppo consiliare ha sempre dato il suo apporto, innanzitutto assicurando la presenza dei suoi uomini in aula – dovesse uscire dalla maggioranza, verrebbero meno i numeri e del Prg se ne parlerà con la prossima amministrazione. Più pesante si prospetta la situazione in Provincia, dove si corre il rischio di andare anzitempo alle urne. L’ordine di Berlusconi è perentorio, quindi altre soluzioni alle elezioni non vi sono.