Bonifica dell’area di Bussi, soddisfatta la Provincia di Pescara

“Il gioco di squadra funziona. La dimostrazione è arrivata da Roma, con il via libera all’emendamento che stanzia 50 milioni di euro per la bonifica, la messa in sicurezza e la reindustrializzazione delle aree di Bussi. Un doveroso ringraziamento per questo risultato va a tutti i senatori abruzzesi che hanno consentito di raggiungere l’obiettivo e cioè Marini, Piccone, Lusi, Mascitelli, Tancredi, Legnini, Pastore, Di Stefano e Micheloni”. Lo affermano il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, e l’assessore provinciale all’Ambiente Mario Lattanzio. Entro il 30 giugno il commissario delegato dovrà provvedere ad avviare la bonifica del sito di interesse nazionale di Bussi (così come individuato e perimetrato con decreto del ministero dell’Ambiente). Le opere e gli interventi di bonifica e messa in sicurezza dovranno essere prioritariamente attuati sulle aree industriali dimesse e sui siti limitrofi, per consentirne la reindustrializzazione. “Un doppio risultato – commentano Testa e Lattanzio – perché con questi fondi ci si attiva contemporaneamente sia per salvare l’ambiente sia sul fronte occupazionale e in un’area con una storia particolare come quella di Bussi era indispensabile agire in questa duplice direzione. E’ gratificante sapere che le richieste lanciate dall’amministrazione provinciale nel corso di una serie di incontri, tenuti anche a livello nazionale, siano state accolte”.
Soddisfatta anche Antonella Allegrino, presidente dell’Associazione Articolo 3, che nello scorso mese di settembre aveva organizzato il primo confronto pubblico fra tecnici, istituzioni e ambientalisti sul futuro della discarica di Bussi. In quella occasione era stata invocata un’iniziativa forte a livello politico, capace di sbloccare la situazione e avviare una bonifica necessaria sia alla rinascita economica del territorio che alla rinaturalizzazione delle aree interessate. “È importante in questa fase che la Provincia di Pescara assuma un ruolo di sorveglianza e stimolo, magari attraverso un tavolo tecnico che oltre al controllo elabori un piano di marketing territoriale per trasformare questa criticità in straordinaria risorsa per il territorio – dice la Allegrino -. La notizia dello stanziamento di 50 milioni per la bonifica del sito industriale di Bussi dai veleni che hanno resto noto il territorio come quello che ospitava la discarica più tossica d’Europa è il riscontro migliore che potessimo sperare dopo l’inerzia durata 4 anni lamentata nel convegno, specie per la mobilitazione istituzionale generata dal decreto milleproroghe. Una notizia positiva per diversi aspetti: primo fra tutti il fatto che lo stanziamento è il risultato dell’unione di iniziative trasversali, che per la prima volta hanno fatto sistema per ottenere un risultato rivolto a tutti. L’altro fatto riguarda la restituzione del territorio a investimenti industriali, che con le scorie tossiche ancora stipate sotto il terreno non sarebbero mai arrivati. Resta il problema della necessità di uno studio epidemiologico che accerti se danni sanitari ci sono stati sulla cittadinanza esposta ai veleni e ad oggi non ancora effettuato e resta il problema della discarica, il cuore di tutti i problemi che ci auguriamo possa essere non solo messa in sicurezza, come sta accadendo in questi mesi, ma bonificata in tempi brevi a prescindere dai tempi del processo, perché Bussi non debba più avere ipoteche così brutte e pregiudizievoli sul suo presente e sulla salute dei cittadini di tutto il comprensorio. Per questo è importante il ruolo di coordinamento e slancio della Provincia, che istituzionalmente può oltre che deve rappresentare le esigenze del territorio”.