D’Amico (PD): “Richiedere alla Regione il riconoscimento di area di crisi per la Valsinello

“Dopo il meritevole lavoro svolto dalle organizzazioni sindacali i quali, complici il costruttivo buon senso di Confindustria e della proprietà, oggi siamo nella condizione di poter guardare con qualche cauto ottimismo sul futuro della Golden Lady di Gissi perché, almeno per altri 8 mesi suscettibili di ulteriori proroghe, i dipendenti potranno godere di un lungo periodo di cassa integrazione a vario titolo. Nel frattempo qualsiasi proposta concreta atta a mantenere i livelli occupazionali, sia alla “Golden Lady” quanto all’intera area industriale della Valsinello, va verificata con attenta valutazione senza scadere nella facile tentazione di dispensare sogni e/o facili illusioni per cercare d’intestarsi titoli e meriti che, solo dopo realizzazioni concrete e soluzioni definitive adottate, potrebbero in concreto esserlo”. È uno dei passi della lettera che il capogruppo del Pd in Consiglio provinciale di Chieti, Camillo D’Amico, ha scritto al presidente della giunta, Enrico Di Giuseppantonio e al sindaco di Gissi, sulla vertenza della Golden Lady. Un appello a non abbassare assolutamente la guardia, in considerazione delle gravi conseguenze che la crisi ha riservato nell’intera area della Valsinello. “Questo è un periodo in cui bisogna essere sobri, pacati ed attenti – dice ancora D’Amico nella sua missiva – a non cadere in facili strumentalizzazioni perché non è ammesso speculare a nessuno sulle “disgrazie” dei lavoratori in difficoltà. Come più volte asserito, a mio sommesso avviso, è necessario richiedere alla Regione Abruzzo: riconoscimento di “area di crisi”  per la valsinello; attivare un tavolo di partecipazione tra istituzioni e parti sociali con la regìa affidata al presidente della Provincia onde monitorare in concreto tutte le offerte imprenditoriali si eleveranno per il rilancio produttivo ed occupazionale sia della “Golden Lady” quanto delle altre aziende in crisi,  che non facciano prevedere diversi indirizzi urbanistici e, se possibile, legare le proprietà degli stabilimenti alle nuove esperienze imprenditoriali affinchè non si defilino facilmente; verificare  la possibilità della fornitura a più basso costo dell’energia elettrica per la presenza della turbogas; pianificare una serie d’interventi viari ed infrastrutturali allo scopo di migliorare ed agevolare i collegamenti; favorire accordi sindacali legati ad una maggiore flessibilità, solidarietà e “sconti” fiscali e previdenziali. Queste cose fanno parte degli oneri a carico delle istituzioni e potrebbero essere messe in campo in breve tempo, rappresenterebbero un buon “carnet”  per attrarre nuovi e cospicui investimenti anche in riferimento a dichiarate disponibilità dell’imprenditoria locale. A lei, Presidente della Provincia – dice l’esponente del Pd -, chiedo di esercitare autorevolmente un ruolo di forte sintesi in questa vicenda triste che coinvolge l’unico polo legato al tessile – abbigliamento della nostra provincia con forte presenza di occupazione femminile mentre, a lei Sindaco di Gissi, un severo e vigile atteggiamento verso chi vuole fuggire, talvolta impunemente, dopo aver  goduto di facilitazioni ed incentivi di ogni tipo nel passato anche con costi interamente pagati da ‘pantalone’. Inutile riaffermare la più totale disponibilità del gruppo che presiedo ad essere parte attiva e partecipe al perseguimento degli obiettivi di salvataggio e salvaguardia di quest’importante azienda e dell’intera area industriale”.