Vasto, Lapenna accusa di slealtà Forte: “Ha sempre operato per soddisfare le sue ambizioni personali”

Un colpo basso, che non gli è proprio piaciuto. Anzi, gli ha fatto male soprattutto perché portatogli da chi lo aveva in serbo già dal 2006 “pronto a sferrarlo al momento opportuno per ambizioni personali. C’è chi ha sempre lavorato per un posto in Regione, in Provincia e forse anche in Parlamento”. Luciano Lapenna a questi giochi che ricordano tanto le strategie da prima repubblica non c’è stato, non li ha accettati e si è dimesso. Ne fa una questione di stile, di dignità politica. E siccome il problema tra lui e il presidente del Consiglio comunale Giuseppe Forte sulle candidature alle primarie per la scelta del candidato sindaco del PD è circoscritta al partito di maggioranza in città, ha preferito non metterci di mezzo le istituzioni. Anche la scelta di tenere la conferenza stampa a casa sua, in località San Biagio, non è casuale e va in quella direzione. All’aperto, in una mattinata che anticipa di molto la primavera, il primo cittadino vastese ricostruisce alla luce del giorno, passo dopo passo, quanto avvenuto negli ultimi mesi, fino ad arrivare a sabato scorso, quando le carte “inaspettatamente sono cambiate, con una mossa da furbetti”. Seduto in giardino, attorniato da alcuni esponenti delle altre forze della coalizione del centro sinistra e, tra gli altri, dagli assessori Suriani e Sputore, Lapenna ricorda i tentativi di trovare un candidato con il quale si sarebbe dovuto misurare, lui che le primarie non le voleva. Poi, la svolta con la decisione di proporsi dell’assessore alle Finanze, Domenico Molino. I vertici regionali, provinciali e locali del Pd, con Forte in testa nella sua funzione di segretario cittadino, lo portarono a rompere gli indugi e a rivedere la sua posizione. Cosa che fece. “Sabato scorso, invece, un’ora prima della scadenza della presentazioni delle candidature, le carte sul tavolo sono cambiate: Molino si ritira e si propone Forte, colui che avrebbe svolto il suo ruolo di garanzia nel partito, che nel frattempo si dimette da segretario e si candida alle primarie”.  Ora la situazione si è fatta davvero ingarbugliata, anche perché Lapenna non è affatto deciso a ritirare le dimissioni, tantomeno la sua partecipazione alle primarie. Vuole chiarezza per fare marcia indietro. Una matassa che chiama in causa il Pd abruzzese, che dovrà affrontarla di petto e sbrogliarla in gran fretta, ne va dell’immagine stessa del partito in una delle città più grandi della regione, dove tra l’altro governa. A questo punto non è escluso che Forte, che non è certo deciso a recedere, corra in solitudine, con Lapenna che il 27 febbraio prossimo si presenterà come candidato ufficiale del PD. Al momento sono e restano ipotesi. “Il dato è che Forte si è sì proposto in rappresentanza di una parte del partito che vuole misurarsi con le primarie. Sarà certo uno scontro dai toni più forti ma alla fine verrà fuori il candidato sindaco più rappresentativo per la città – ammette il segretario regionale Silvio Paolucci. Superato l’esame Lapenna potrà anche ritirare le dimissioni prima della scadenza dei 20 giorni, che decorrono da oggi. A guardare bene, il PD comunque andrà non pare più granitico come 5 anni fa. Qualcosa si è rotto e non oggi. Bisogna tornare indietro nel tempo, alle candidature per le regionali di due anni fa e al no di Lapenna per alcuni uomini che sarebbero dovuti andare a ricoprire incarichi in alcuni enti. “Ho messo la legalità al primo posto del programma amministrativo – ha sottolineato in sindaco in conferenza stampa per spiegare le sue decisioni. Passi che hanno portato all’interno del Pd vastese alla nascita di associazioni quali i Rottamatori, Vasto Viva e Infra, che hanno messo insieme gli ‘scontenti’ e dato corpo all’opposizione che oggi contrasta il primo cittadino. Una situazione preoccupante per come alcuni interpretano la politica: e tanto basta a far alzare la preoccupazione de primo cittadino per oggi e per il futuro di Vasto. Per questo Lapenna ha fatto un invito anche alle forze d’opposizione per garantire il buongoverno della città ed ha annunciato che sabato prossimo, 20 febbraio, terrà un comizio in piazza per coinvolgere la cittadinanza e “gridare ai quattro venti la slealtà di taluni personaggi”.