Primarie a Vasto, Forte replica a Lapenna: “A differenza sua non sono un professionista della politica”

La questione sulle primarie a Vasto è ancora al centro della politica provinciale e regionale. Lo scontro tra il dimissionario sindaco Luciano Lapenna e il presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Forte tiene deste le segreterie delle forze del centro sinistra abruzzese, che nelle ultime ore si scontrano attraverso comunicati stampa. Ma andiamo per ordine, innanzitutto con la replica di Forte. L’ex segretario del PD di Vasto ricorda che “due mesi fa dentro la sede del Partito Democratico, quando emerse con forza la richiesta di Primarie, l’iscritto Patrizio Lapenna (fratello del sindaco e segretario provinciale della Confesercenti, ndr), nell’argomentare la sua contrarietà, affermò: ‘… significa che le Primarie le faremo al Primo turno!’. Presi atto – dice ora Forte -, quale segretario, dell’affermazione e da buon cronista la appuntai. Oggi mi appare utile per poter dire, con il massimo della tranquillità, che qualcuno un piano già organizzato lo aveva già programmato. I capricci, i distinguo e la melina portata avanti ad oltranza per lasciare in mano ad altri il cerino acceso della responsabilità appare adesso in tutta la sua evidenza. Torno a ribadire ancora a Luciano Lapenna di ritirare le dimissioni. In alcun modo le sue aspettative, possono e debbono inficiare l’attività amministrativa. Occorre che tutti siano responsabili e lui quale Sindaco, pro tempore, ha il dovere di esserlo più di altri. In caso contrario, con buona pace delle invettive rivoltemi nelle ultime ore, chi utilizza e piega le istituzioni a fini propri personali sarebbe fin troppo evidente. Dopo essersi proclamato paladino delle regole, sottraendosi a quelle del Partito (tra l’altro ulteriormente “affinate” a suo favore con un regolamento “blindato”) e non accettare il confronto leale ed a viso aperto davanti alla gente, rende fin troppo chiaro tutto a tutti. E desta stupore e meraviglia la solidarietà di gente come Gianni Melilla, responsabile regionale di SEL, che si pone in netto contrasto con il pensiero e le direttive impartite da Vendola in materia di Primarie. Chi scrive non ha mai vissuto di politica – sottolinea Forte -. La pratico da soli 6 anni con spirito di servizio per la mia Città ed il Partito. Mi sono sempre messo in discussione (mettendoci la faccia e la mia onestà). Lapenna dovrebbe ricordare le pressioni che ha esercitato sulla mia persona affinché mi candidassi per le provinciali del 2009. Il carrierismo politico non mi appartiene. Chi ha vissuto di rendita politica per ben 30 anni -come egli stesso ha affermato ripetutamente all’interno di assemblee di partito ed in privato-, è altra persona ben nota ai vastesi. Io non ho mai tramato per sistemare parenti ed affini all’interno di enti ed istituzioni, ne ho “lavorato” per sistemare l’amico di famiglia che ha accesso al frigorifero della mia cucina. Faccio appello ai responsabili, agli iscritti e a tutti gli amici del Partito, a tutti i livelli, perché non venga meno l’impegno e la disponibilità da parte di coloro che hanno per davvero nel Cuore le aspettative ed i problemi di Vasto a non indugiare oltre ed a operare concretamente fin da subito con le altri parti dei moderati e del centrosinistra, perché si torni a progettare e ricostruire insieme il destino dell’intera comunità e non dei singoli”.
Già, Sinistra Ecologia e Libertà. Se Forte si dice ‘stupito e meravigliato’ per la solidarietà di Gianni Melilla a Lapenna, il coordinatore della segreteria regionale Andrea Catena allarga il tiro e accusa il coordinatore regionale di SEL ‘di incoerenze territoriali’. “Ci rimprovera di aver avviato una polemica: in realtà è lui che ci ha attaccati a freddo. Riteniamo giusto non alimentarla ulteriormente ma vorremo che rispondesse al punto politico che gli è stato posto dal segretario regionale del Pd: Sel in Abruzzo ha una linea politica diversa per ogni occasione e per ogni realtà a seconda delle convenienze dei gruppi dirigenti locali. Involontariamente lo ha confermato lo stesso Gianni Melilla, fra i protagonisti della controversa stagione 2005-2008 in un Consiglio regionale nel quale è rientrato grazie alle richieste dimissioni all’allora assessore Valentina Bianchi: per spiegare la linea di Sel in Abruzzo ha dovuto scrivere un documento lunghissimo – pone in evidenza Catena -. Se la linea politica fosse stata limpida, sarebbero bastate poche righe per spiegarla. Per superare le difficoltà che lui elenca nelle singole realtà – sottolinea Catena, basterebbe che Sel ci dicesse se vuole le primarie in ogni realtà o se invece non le vuole da nessuna parte. Non può reclamarle a Penne e Casalbordino e dire che non vanno fatte a Roseto e Vasto. Il rapporto unitario che Melilla invoca prevede, infatti, questa semplice ed elementare regola: che si sia coerenti e leali in ogni realtà, evitando le campagne acquisti e l’intromissione nei dibattiti interni dei partiti alleati”.
Insomma, uno scontro a tutto campo, che Rifondazione Comunista di Vasto definisce come ‘teatrino politico’. Dal Circolo “Sante Petrocelli”, oggi è stato diffusa una nota stampa nella quale si afferma che “osservare come il presidente del consiglio comunale, nonché segretario del PD ha usato le sue cariche per di fatto costringere il sindaco Luciano Lapenna a farsi da parte, non può essere accettato da chiunque anteponga gli interessi generali della città e della stessa coalizione alle ambizioni personali. Non vogliamo certo entrare nel merito dei regolamenti del PD e della loro attuazione, ma delle domande siamo costretti a porcele, visto che Forte ed i suoi sodali hanno di fatto compromesso le sorti di una possibile coalizione di centro-sinistra, con le loro manovre in seno a quelle che sarebbero dovute essere, nelle dichiarate intenzioni, delle primarie di coalizione. Così sarebbero auspicabili chiarimenti su come e quando sia maturata la decisione di Forte di partecipare alle primarie; ci piacerebbe conoscere i nomi dei sottoscrittori alla sua candidatura, che dovrebbero essere almeno il 30% degli iscritti al PD; dovrebbe spiegare Forte perchè erano già pronti i suoi manifesti elettorali. Non dovrebbero esserci difficoltà a fornire chiarimenti se la candidatura è stata mossa davvero nel segno di una limpida onestà politica. In questi giorni Forte ha mostrato in maniera limpida di non avere attitudini a mantenere salda una coalizione politica sulla posizione degli interessi dei cittadini, prima nel suo ruolo di segretario di partito e poi come presidente del consiglio convocando un assise civica (quella di martedì 15 febbraio) pro domo sua. È chiaro che un politico come Forte non può avere il nostro appoggio alla candidatura a sindaco della città. Come Prc abbiamo elaborato dei punti di  programma, per i quali sono state coinvolte persone che rappresentano uno spaccato importante della società civile e sui quali siamo disponibili a confrontarci con quelle parti che condividono con noi il modello di città in cui vivere. Ma quelle proposte hanno bisogno di essere praticate da una giunta guidata da un sindaco che abbia quell’onestà politica che Forte ha mostrato di non poter vantare. Siamo consapevoli che con la nostra presa di posizione stiamo di fatto aggiungendo un peso ad una campagna elettorale dall’esito già di per sé incerto. Ma noi, per lo più giovani meno che quarantenni, lontani dal professionismo della politica, non intendiamo barattare il nostro entusiasmo, la nostra passione e la nostra onestà politica per una poltrona in consiglio comunale”.