Via libera della Provincia di Pescara alla esternalizzare alcuni servizi dei Centri per l’impiego

Con 12 voti favorevoli e 6 contrari il Consiglio provinciale di Pescara ha approvato oggi un atto di indirizzo con cui dà il via libera alla possibilità di esternalizzare alcuni servizi dei Centri per l’impiego nell’ambito del Fondo sociale europeo. L’obiettivo, spiega l’assessore alle Politiche del Lavoro, Antonio Martorella, è quello di “implementare, potenziare e innovare i servizi, offrendo al territorio e quindi ai giovani, alle donne, ai disoccupati, ai laureati, alle aziende, agli enti, dei servizi qualitativamente più elevati rispetto al passato”. Non tutte le attività rivolte all’esterno dei Centri per l’impiego, però, sono interessate a questo passaggio. “Si apre una nuova fase, prosegue l’assessore, per tutta una serie di servizi di alto profilo che vogliamo migliorare e che, peraltro, dobbiamo erogare per legge nell’ambito delle previsioni del Fondo sociale europeo. Il nostro obiettivo è di raggiungere il numero più elevato possibile di utenti, in tutti i 46 Comuni, e di attivare un numero consistente di nuovi sportelli al pubblico. Si pensa ad uno sportello per le donne, a un servizio di incontro tra domanda e offerta di lavoro per assistenti familiari, ad uno sportello di orientamento nella casa circondariale, a forme sperimentali di outplacement per favorire la ricollocazione di chi ha perso il lavoro e al potenziamento dei tirocini formativi, solo per fare alcuni esempi. Sono tutte attività aggiuntive rispetto a quelle ordinarie dei nostri Centri, spiega sempre Martorella, e basta guardare cosa è accaduto in molte altre Province italiane (prime tra tutte quelle di Toscana e Emilia) per rendersi conto che è proprio questa la strada seguita altrove per potenziare i servizi, ed è riuscita brillantemente”. Quanto poi alla procedura della delibera Martorella ricorda che “è stata approvata dalla giunta provinciale nel mese di dicembre e dopo il passaggio di questo atto di indirizzo in Consiglio, la cui maggioranza è stata compatta, ci saranno gli atti successivi dell’assessorato, cioè le singole gare. Il tutto avverrà nel pieno rispetto della normativa e nella massima trasparenza” – assicura.

Il presidente della Provincia, Guerino Testa, ricorda poi che “sarebbe stato impossibile, utilizzando questi fondi (si parla del Fondo sociale europeo, ndr), procedere alla stabilizzazione dei precari. Un passaggio, questo, non consentito. E non è affatto vero, aggiunge, che la Provincia spenderà di più seguendo la strada della esternalizzazione di alcuni servizi. Anzi è vero il contrario. Si spenderà meno rispetto al passato, quando si seguiva la strada dei contratti a termine ai cosiddetti precari, e attraverso i bandi che andremo ad emanare la Provincia recherà benefici diretti e indiretti al territorio, ad esempio attraverso i voucher, i tirocini formativi e i corsi di formazione. La nostra, peraltro, è l’unica Provincia abruzzese ad intraprendere una strada diversa, innovativa e moderna, nei servizi all’impiego, senza alimentare il precariato o creare false illusioni”. Ultima nota sul vivace dibattito in Consiglio. “Massima apertura al confronto in aula, commenta Testa rispetto all’ostruzionismo, e massima disponibilità nei confronti dell’opposizione. Ma ancora una volta la maggioranza è stata unita”.

“A solo cinque mesi dalla mancata stabilizzazione dei 66 precari della Provincia di Pescara, l’Amministrazione Testa con una delibera di legittimità tanto dubbia, quanto sospetta, approva l’esternalizzazione dei Centri per l’Impiego che all’Ente costerà di più di quelle mancate assunzioni e lo fa durante i lavori di un Consiglio che a causa della discutibilità del provvedimento si è svolto nella piena bagarre. Una delibera che avrebbe dovuto essere di Giunta, perché espressione di un indirizzo di gestione politico dell’Ente, soprattutto alla luce del duro braccio di ferro che ha portato alla vertenza dei 66 lavoratori precari, la maggior parte dei quali impiegati proprio nei centri per l’impiego e con competenze acclarate e maturate in anni di esperienza diretta nel settore per conto dell’ente. Il fatto che sia stata portata in Consiglio con un testo blindato in Commissione, esprime chiaramente un disagio nei rapporti tra Giunta e consiglieri di maggioranza. Delle due l’una: o la prima non voleva responsabilità politiche o eventuali legate a tale scelta (si ricorda che dei 66, oltre 50 si è rivalsa contro la Provincia), oppure la maggioranza non si è fidata della Giunta e ha preferito che l’atto passasse in Consiglio, com’è stato, dando adito a proteste e rimostranze anche per i modi in cui la seduta è stata governata da parte della Presidenza del Consiglio. Il Presidente Giorgio de Luca, infatti, come capita ormai da mesi, non ha assicurato una moderazione super partes dei lavori, ovvero nel rispetto delle regole e dell’alternanza dialettica fra le parti rappresentate in aula. Politicamente l’approvazione della delibera è una forzatura evidente di cui Testa e la sua maggioranza dovranno rispondere personalmente, alla luce del fatto che l’Ente rischia di pagare a carissimo prezzo le scelte politiche discutibili e inutili che il centrodestra sta operando da quando è al governo”.