Alla Convention di Confindustria arriva la lettera dei ricercatori del Centro P&G Italian Reseach Center di Chieti

130 ricercatori, impiegati in una azienda di ricerca della multinazionale Procter&Gamble, con sede in provincia di Chieti, che alla data 19 Gennaio 2011 ha ricevuto comunicazione, da parte della azienda, della chiusura, entro Giugno 2012, del centro presso cui lavora, centro denominato Procter&Gamble Italian Reseach Center, hanno inviato una lettera ai partecipanti alla IV Convention “Politica, impresa, lavoro: l’Italia che vuole ripartire” in programma domani nella sede della Camera di Commercio di Chieti. La missiva è indirizzata a Altero Matteoli, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti; a Pierferdinando Casini, presidente Udc; a Gaetano Quagliariello, vicepresidente dei senatori Pdl; a Gianni Alemanno, sindaco di Roma;  a Gianni Chiodi presidente Regione Abruzzo; a Emma Marcegaglia Presidente di Confindustria; a Giorgio Squinzi, presidente Federchimica e Susanna Camusso segretario Generale della Cgil ai quali chiedono una attenta riflessione, un impegno affinché si arrivi a organizzare un’azione sinergica “per portare soluzioni utili alla nostra vicenda”.

Il centro per la quale lavorano i ricercatori, infatti rischia la chiusura. Nato ad inizio degli anni ’80 col nome di Faricerca, di proprietà Angelini Farmaceutici, ed acquisito a metà degli anni ’90 dalla Procter&Gamble, verrà chiuso nonostante sia un centro di eccellenza per la ricerca e l’innovazione (ha ricevuto il Premio dei Premi dal Presidente delle Repubblica a Luglio 2010), nonostante sia altamente produttivo (tantissime invenzioni di portata mondiale, numerosi prodotti e tecnologie immessi con successo nel mercato globale, diversi riconoscimenti di prestigio anche all’interno della Procter&Gamble), e nonostante abbia standards qualitativi e di sicurezza tra i più elevati al mondo.

“Le ragioni della chiusura che l’azienda rivendica sono quelle che attengono ad una strategia di riorganizzazione globale della ricerca in Europa. Caso strano è che di ben 9 centri europei, uno soltanto verrà impattato da questo tipo di decisione, il nostro – affermano nella missiva i ricercatori -.  E questo dopo che già a fine 2001 si era deciso di chiudere un altro centro di ricerca Procter&Gamble sito in Roma.  Tra pochi mesi, la Procter&Gamble non avrà più nessun Centro di Ricerca in Italia.  Questo riteniamo essere una perdita enorme, dal punto di vista del prestigio e dal punto di vista della occupazione per una regione già gravata da una situazione di difficoltà post-sismica  e da una congiuntura economica negativa. Ci chiediamo, da cittadini di questa regione e di questa “Italia che vuole ripartire”, se oggi per poter avere speranza in un futuro migliore si debba necessariamente migrare all’estero, si debba essere nomadi di una globalizzazione spietata che ci fa perdere fiducia e speranza per noi e per i nostri figli.